lunedì 17 maggio 2021

"Un cuore condiviso" Vincenzo De Lillo (2021)

 




TRAMA:
In questa fresca raccolta di 43 micro racconti, ai quali si aggiunge uno struggente ricordo del padre, Vincenzo ci conduce per mano attraverso la sua vita e ai suoi affetti. Distante dalle autobiografie convenzionali, il collage formato da queste brevi storie rende l'autore co-protagonista di una saga corale, fatta di aneddoti familiari, disavventure amorose, tragedie non sempre sventate, che si snodano dall'infanzia fino al tempo odierno, in cui Vincenzo (Enzo, per gli amici) è un marito innamorato e padre amorevole e ironico di due piccole pesti. Testi che divertono e commuovono e che ci fanno appassionare alle vicende di questa normale, straordinaria famiglia partenopea: i De Lillo's, come direbbero gli americani.


IL MIO GIUDIZIO:
È con enorme piacere che sono a recensire questa nuova opera dello scrittore emergente Vincenzo De Lillo, già autore del romanzo "Delirio" (che non ho ancora letto ma conto di provvedere a breve).
Seguo con interesse Enzo su Facebook ormai da diverso tempo e i capitoli di "Un cuore condiviso", racconti rigorosamente autobiografici, li avevo già letti praticamente tutti (tranne un paio) sul suo profilo social ma è stato divertente, a tratti commovente, leggerli nuovamente.

Enzo è un mio coetaneo, classe 1977 come me, e di lui, oltre all'innato dono di saper scrivere, mi piacciono la simpatia, l'ironia ma anche la semplicità, l'estrema sensibilità, l'umiltà mista a timidezza e il grande amore che nutre per la sua famiglia: per Maria, quel "donnino" (come la definisce con lui con affetto) che è sua compagna di vita da oltre 20 anni e per i suoi due bambini Diego (il quale porta il nome del suo grande idolo calcistico, Diego Armando Maradona) e Gabriele, il piccolo di casa. 

Come me, Enzo ama mettere nero su bianco gli eventi nello stesso momento in cui accadono per imprimerli per sempre nell'eternità, magari chiudendosi in bagno per scrivere freneticamente le emozioni che gli stanno passando per la testa.
Facendo un piccolo excursus su cosa veniva proiettato al cinema in quel periodo, quali canzoni venissero trasmesse in radio e quali politici erano al potere in Italia e nel mondo, l'autore apre il suo cuore al lettore, ripercorrendo la storia della sua famiglia e quella di figlio, fratello, fidanzato prima e marito poi e padre; il tutto infarcito con espressioni dialettali napoletane che danno un valore aggiunto e assolutamente esilarante all'opera.

Quindi, facciamo la conoscenza con nonna Antonietta che ha avuto 24 gravidanze e che stava sempre seduta taciturna per non farsi notare dal vorace marito; oppure con il bisnonno Paternò, dato per disperso in guerra, che invece fece ritorno a casa e, trovando la moglie sposata a un altro uomo e con nuovi figli avuti da esso, si dette alla macchia come un Mattia Pascal qualunque per non fare perdere la pensione di reversibilità alla donna e, soprattutto, per non perdere l'onore egli stesso.

E, ancora: l'infanzia vissuta in un popolare e pittoresco quartiere partenopeo, fra contrabbandieri gentiluomini e improvvisate venditrici di merendine lungo la strada che conduce a scuola.

Simpatici, ma talvolta anche dolorosi, aneddoti di vita familiare di quando era bambino e viveva con mamma e papà, lei sarta e lui magazziniere di giorno e cuoco di sera,e poi di quando era fidanzato e successivamente sposato con Maria.

L'amore folle per i figli, quei figli che "vederli crescere è difficile ma è uno spettacolo meraviglioso", anche se talvolta ti fanno fare indicibili figure di cacca come quella volta in cui il piccolo Gabriele, allora treenne, finse di non riconoscerlo come padre quando andò a prenderlo all'asilo, facendolo passare agli occhi delle maestre e della direttrice come un rapitore seriale di infanti.

Momenti di quotidiana routine come, ad esempio, il ritrovarsi in bagno per fare la pipì durante la notte, padre e figlio insieme, assumono sfumature dolci ma allo stesso tempo esilaranti.

Fino al capitolo finale che è pura poesia, con quel tocco di commovente sovrannaturalità.

"Un cuore condiviso" è una finestra sulla vita di Enzo e sulla sua deliziosa famiglia, una famiglia dove si ride e ci si diverte (in tal senso vi invito a seguire Enzo anche sul suo profilo Facebook dove, oltre ai suoi pensieri, spesso pubblica degli spassosissimi screenshot  delle conversazioni WhatsApp fra lui e sua moglie) ma dove, oltre ogni ragionevole dubbio, regna l'amore. 
Amore che Enzo ci tiene a condividere con il suo pubblico.
Quel "cuore condiviso" che, appunto, dà il titolo a un'opera che vi invito assolutamente a leggere. 
Perchè nel cuore vi resterà.

Note per l'acquisto: Disponibile su Amazon nel solo formato cartaceo.


IL MIO VOTO:
Un libro godibilissimo, coinvolgente, esilarante e commovente allo stesso tempo. 
Da leggere tutto d'un fiato.
Assolutamente consigliato!


LO SCRITTORE: 






domenica 21 marzo 2021

La settimana dell'autore: Orgelis Fonseca




 Nome

Orgelis Fonseca

Data di nascita
13 Novembre 1975

Città di nascita
Santiago de Cuba

Città di residenza
Bari

Come è nata la tua passione per la scrittura?
Dalla voglia di scrivere qualcosa che potesse essere di aiuto agli altri.

Un autore che è un po' il tuo mentore, il tuo maestro?
Fabio Marchesi e Vincenzo Fanelli. Quest'ultimo mi ha dato dei bei consigli di scrittura.

Primo libro letto
"La presenza magica" di Godfre Ray King.

Scrittore preferito
Guy Ballard.

Libro preferito
"Libro de oro" di Saint Germain.

Un film tratto da un libro che ti è piaciuto più del libro
La forza del campione.

Cosa consigli a chi vorrebbe avvicinarsi alla scrittura?
Di trattare temi che lo appassionano perchè dalla lettura si intuisce l'entusiasmo dello scrittore. E inoltre di non mollare, di non scoraggiarsi ma di andare avanti.


Cosa significa per te leggere?

Fonte di vita, estasi, conoscenza, energia. I libri sono i primi veri maestri.

Cosa significa per te scrivere?

Mi sono reso conto che scrivere è una forma di trasmissione di energia attraverso la quale si porta guarigione, fede, comprensione, pace, tranquillità a chi legge. E' un modo in più per connettersi agli altri.

Chi ti ha fatto scoprire il piacere della lettura?
Dato che sono andato via dal mio Paese senza sapere l'italiano, ho dovuto iniziare a leggere per impararlo. Quindi direi la forza di volontà e la voglia di crescere.


Da bambino sognavo di diventare...

Sognavo di guarire e aiutare le persone, di dare pace e conforto a chi non aveva tranquillità.

Cosa bevi durante le tue sessioni di scrittura
Molte volte bevo the verde.

Un personaggio letterario che ti porti nel cuore
Peter Pan.


Quanti libri leggi all'anno?
Tanti, non riesco a fare il calcolo, ma credo siano una ventina.

Cartaceo o digitale?
Entrambi.

Dove preferisci leggere?
A casa, sul divano o alla scrivania.

Da cosa nascono i tuoi romanzi?
Non scrivo romanzi, ma quello che scrivo nasce dall'impulso di aiutare il prossimo.

Scrivi a penna o sul computer?
Il primo libro l'ho scritto con la matita e poi l'ho passato sul computer.

Hai qualche gesto scaramantico legato alla scrittura?
Restare in silenzio, non dire nulla a nessuno. Solo io e la mia compagna sappiamo che sono immerso in un progetto di scrittura. Non è un gesto scaramantico ma è un modo per rimanere concentrato e non avere intralci.

Preferisci leggere/scrivere in silenzio o con un sottofondo musicale?
Preferisco ascoltare musica con le cuffie: musica classica e altri generi.

Il libro che non avresti mai voluto leggere
"Soldi.Domina il gioco" di  Anthony Robbins.

Cosa c'è di te nei protagonisti dei tuoi romanzi?
Nel libro c'è tutto di me: energia, pensieri, emozioni, fede e la volontà di arrivare al cuore del lettore.

Qual è il personaggio dei romanzi a cui sei più affezionato?
Taita, il personaggio del libro di Wilbur Smith, "Il Dio del fiume".

Scrivere è la tua principale attività o ti occupi anche di qualcos'altro?
Mi occupo di estetica. Scrivere è una passione che mi piacerebbe diventasse un'attività più presente nella mia vita.





                           BIBLIOGRAFIA:




Titolo:
"Reiki, luce per la vita" edizioni Youcanprint, 2018

Sinossi:
Partendo dal racconto della propria esperienza personale, l'autore guida il lettore in un viaggio verso la scoperta del Reiki; espone non solo le basi di questa tecnica millenaria,riportandone la storia e i principi fondamentali, ma presenta il metodo appreso e rielaborato nel corso degli anni, arricchendo il discorso anche con accenni ad altre pratiche.
È un testo che incoraggia il lettore al cambiamento, a ritrovare l'equilibrio e a lavorare su se stesso.
Stimola all'approfondimento e alla ricerca di sé, fornendo metodi, suggerimenti e spunti di riflessione.

Una citazione dal libro:
Cerca! Diventa esploratore di te stesso. Guarda dove prima non avresti pensato. Dove prima non avevi osato per paura dei giudizi altrui. Cerca il tuo Dio. Buttati! Fallo e sarai una persona migliore.
Non puoi vivere la vita degli altri semplicemente perchè non ti appartiene.
Per essere in armonia con te stesso ed essere felici dovrai vivere la tua vita ed essere estremamente grato per quello che già hai.
Significa che devi essere grato per aver vissuto un giorno in più, per la buona salute, per il respiro che ti permette di vivere e, credimi, se vivi nella gratitudine, qualcosa succederà. La vita cambia, è in costante evoluzione ma i cambiamenti dipendono da te. Abbandonati al cambiamento e spicca il volo. Puoi farcela!


La mia recensione:
https://saporedilibri.blogspot.com/2019/11/reikiluce-per-la-vita-orgelis-fonseca.html

La mia videorecensione:

https://youtu.be/SZEG1JYkgRE





Titolo:
"Non dare la colpa al gatto" edizioni Youcanprint, 2021

Sinossi:
Un titolo ironica cela un libro ricco di esercizi e affermazioni positive da consultare quotidianamente, che ha l'obiettivo di ispirare un nuovo modo di pensare, sentire e agire.
Su ogni pagina vi si trovano brevi affermazioni, concetti su cui riflettere, esercizi per ricaricarsi, dialoghi su cui meditare.
Leggere questi spunti di riflessione una volta al giorno o anche di più, aprendo il libro a caso su una pagina, è il primo passo per cambiare il corso della propria vita.






       

giovedì 4 marzo 2021

"Candy Candy, il romanzo completo" Keiko Nagita (2010)


 


LA TRAMA:
America, inizio del Novecento.
La piccola Candice White, "Candy" per gli amici, teme di essere ormai troppo cresciuta per l'adozione.
Quando anche la sua migliore amica Annie lascia l'accogliente Casa di Pony, Candy trova conforto nelle parole di un misterioso ragazzino con kilt e cornamusa, che incontra sulla collina in cui sorge l'orfanotrofio. Il consiglio del giovane l'accompagnerà per tutta la vita: sorridere sempre, anche quando tutto sembra andare male.
Candy non rivedrà mai più il "Principe della Collina", il destino ha per lei una brutta sorpresa: il suo ruolo presso la ricca famiglia che deciderà di ospitarla è quello di semplice compagna di giochi per i pestiferi rampolli, i quali odiano da subito il suo carattere solare e le rendono la vita impossibile.
L'amicizia con tre meravigliosi ragazzi, giovani esponenti di una nobile famiglia di origine scozzese, Archie, Stair ed Anthony, permette a Candy di dare una svolta imprevista alla propria esistenza e di sentirsi finalmente protetta. Inoltre, uno di loro assomiglia incredibilmente al Principe della Collina incontrato anni prima, benchè non possa esserlo in alcun modo, data la giovane età.
Da quel momento, la vita spingerà Candy a prendere importanti decisioni e ad affrontare un'avventura che la porterà dall'America all'Europa, in un mondo che si sta preparando alla Prima Guerra Mondiale.
Finchè un giorno incontra l'uomo che l'accompagnerà e la amerà per sempre...


IL MIO GIUDIZIO:
Come quasi tutte le persone nate nella metà degli anni '70, nutro un amore viscerale per questa biondina "tutta lentiggini" che ha accompagnato la mia infanzia, facendomi un po'da baby sitter: sono cresciuta a pane e "Candy Candy"; quando in TV c'era lei restavo ipnotizzata davanti allo schermo, catapultata nella sua realtà e nelle sue avventure. 
Crescendo, invece, l'ho un po'odiata: come ho scritto nel mio primo libro, in un capitolo che le ho dedicato, mi ha trasmesso la sindrome della Crocerossina che, nel corso degli anni, mi ha causato non pochi problemi nel relazionarmi con gli altri.
Questo romanzo mi ha aiutato a riconciliarmi con lei e a scoprire un lato nascosto del suo carattere.
Il cartone si conclude con una Candy a occhio e croce ventenne (difficile darle un'età, visto che per tutta la durata dell'anime ha la stessa identica faccia!) che scopre che il prozio William, Albert e il Principe della Collina, sono la stessa persona.
Il libro ci fa conoscere, invece, una Candy ormai sulla trentacinquina, più di matura, più pacata, più donna ma che non ha comunque perso la spontaneità, la dolcezza e l'allegria che sempre l'hanno contraddistinta.

Un pomeriggio, riaprendo un cofanetto pieno di ricordi e osservando un quadretto della Casa di Pony dipinto proprio da uno dei bambini con cui aveva trascorso l'infanzia, poi diventato pittore, in un lungo flashback, alternando il racconto un po'in prima e un po' in terza persona, inizia a rivivere con la mente tutti gli eventi della sua esistenza; eventi che l'hanno portata adesso ad abitare in pianta stabile Inghilterra, ad Avon, insieme all'uomo che ama. 
Non parla di matrimonio, parla di convivenza...quindi è una donna  "progressista", dato che stiamo parlando di fine anni '30, inizio '40 quando era ritenuto assai sconveniente vivere insieme a un uomo senza essere sposati.

La prima parte è davvero molto dettagliata e ripercorre minuziosamente gli episodi che abbiamo visto nel cartone animato: l'infanzia alla Casa di Pony con Miss Pony e suor Lane (Suor Maria, nel cartone animato), il fortuito incontro con il misterioso Principe della Collina; la nuova vita, appena tredicenne, a casa dei Lagan (Legan, nel cartone animato) in teoria come compagna di giochi degli odiosi Neal ed Eliza (Iriza nel cartone animato), in realtà come sguattera; l'amicizia con Anthony, Archie e Stair (con Anthony c'era però qualcosa in più di una semplice amicizia); l'improvvisa adozione di Candy da parte della famiglia Ardlay (Andrew, nel cartone animato) per volere del fantomatico prozio William; e il periodo inglese, come studentessa alla severa e rigorosa Saint Paul School, dove conosce Terence e dove comincia il loro travagliato sentimento. 
Dico sentimento perché, pur amandosi, i due non riescono mai a concretizzare il loro rapporto.

La seconda parte del romanzo è invece composta da una serie di lettere scritte ai suoi amici  da una Candy ormai più adulta, dove ripercorre ciò che le è accaduto da quando ha deciso di lasciare la Saint Paul School: il suo burrascoso rientro in America, la consapevolezza di sapere cosa voler fare nella vita, ovvero diventare infermiera e tutti gli eventi avvenuti negli ultimi anni.
A differenza della prima parte, questa è un po' più superficiale...ad esempio le figure di Mary Jane, la preside della scuola per infermiere frequentata da Candy, quella che nel cartone animato la chiamava sempre "Signorina Sbadatella", viene liquidata in poche righe.
La stessa cosa succede per Frannie Hamilton, la crocerossina sua compagna di studi che la tratta con spocchia e altezzosità, mentre Candy vorrebbe instaurare con lei un rapporto d'amicizia, come quello che aveva con Annie e Patty.
Mentre la prima parte rispecchia fedelmente il cartone animato, nella seconda si riscontrano alcune differenze, soprattutto nella modalità in cui Candy scopre che Albert, lo zio William e il Principe della Collina sono in realtà la stessa persona.
Inoltre, in tutto il romanzo non c'è traccia di Clean, l'orsetto lavatore che nel cartone animato le stava perennemente alle calcagna, quello che i Rocking Horse, nella sigla TV, chiamano banalmente "gatto" 
("...che a spasso col suo gatto se ne va"). 

Poi c'è il mistero che ci tiene col fiato sospeso fino all'ultima pagina, il motivo per cui molti staranno leggendo questa recensione, con la speranza di scoprire l'arcano:
chi è il misterioso uomo con cui Candy vive adesso e di cui è profondamente innamorata, quello che, per tutta la durata del romanzo, si ostina a chiamare "il mio Lui", senza però dirci il nome?
È il redivivo Terence? Oppure qualcun altro ha preso il suo posto nel cuore di Candy?

Nel manga, Candy si fidanza con Albert.
Nel cartone animato non si fa riferimento a nessun fidanzato: nell'ultimo episodio lei scopre solamente che Albert, il prozio William e il Principe della Collina sono la stessa persona e, contestualmente, viene a sapere che Terence non è più impegnato con Susanna (l'attrice che, durante uno spettacolo, accortasi che Terence stava per essere colpito un riflettore staccatosi all'improvviso dal soffitto, gli si lancia addosso per salvarlo, restando paralizzata. Evento che porta Terence a fidanzarsi con lei, palesemente innamorata di lui, perché si sente in colpa nei suoi confronti).
La rottura del fidanzamento fra i due fa quindi ben sperare ma, di fatto, cosa accadrà dopo non si sa.

Chi è, quindi, questo misterioso "Lui"?
Albert o Terence?
Per non spoilerare a chi deve ancora leggere il libro, lo scriverò più in basso, in modo da consentirne la lettura unicamente a chi ha la curiosità di sapere.
Dico solo che, chiunque sia, ama teneramente Candy, riempiendola di tante piccole attenzioni e rendendola, lo dice lei stessa, una donna felice.
Ed è questo l'importante.




IL MIO VOTO:
Candy (il cui vero nome è Candice White), la piccola orfana sfigatella bistrattata ma che, al tempo stesso, riesce a farsi voler bene da molti e che, nonostante le avversità, non perde mai il sorriso, il buonumore e la speranza, nata come fumetto e poi diventata un anime ormai non è più solo un personaggio immaginario ma è un'entità a sé, sia per la sua creatrice sia per noi che tanto l'abbiamo amata.
Questo romanzo così dolce e coinvolgente, la rende viva e reale più che mai.
Da leggere, assolutamente, soprattutto se si è stati bambini  ai tempi di cartone animato.
Vi garantisco che passarete delle ore indimenticabili e, un pò bambini, ci tornerete per davvero!


LA SCRITTRICE:





***** ALERT SPOILER *****








Chi è il fidanzato di Candy adulta?
In realtà l'autrice non lo svela. 😔
O meglio, nella postfazione, scrive che lei ha bene in testa chi sia l'uomo che le sta accanto ma ha preferito non svelarlo e lasciare il finale aperto, in modo che ognuno possa immaginare l'epilogo che preferisce.
Dopo un momento di iniziale smarrimento nel quale, lo ammetto, mi è volato anche qualche "porcone", ho capito che forse è stata la scelta migliore; del resto, come dice anche Pirandello "una vera realtà non ci fu data e non c'è": ognuno si crea la propria.
Il libro, però, ci fornisce diversi dettagli per arrivare a capire chi potrebbe essere questo lui.

Vediamo le ipotesi:

*ALBERT*
Forse è l'ipotesi più gettonata, anche perché il manga si conclude proprio così, con il loro fidanzamento. Però, a differenza del cartone animato, dove Candy e Albert sono amici, nel romanzo fra loro c'è una certa formalità: Candy lo chiama "Signor Albert" e gli dà del "lei", poi, quando scopre che è il prozio William, questa formalità si esaspera ancora di più. Successivamente, grazie a delle lettere che i due si scambiano, nasce una scherzosa complicità, tanto che Albert arriva a dirle che non la vede propriamente come una figlia adottiva, anche perché, di fatto, ha solo 11 anni più di lei.
Potrebbe questa complicità essersi trasformata in qualcosa di più? Potrebbe!

*TERENCE*
Pur essendo un animo travagliato, pieno di paure e fantasmi interiori, nel libro è molto meno carogna di quanto lo sia nel cartone animato. Nel romanzo non è così crudele con Candy e le loro sono più che altro schermaglie amorose non veri e propri litigi. Nonostante ciò, vuoi per tempistiche sbagliate o per eventi esterni, non riescono a concretizzare il loro amore.
In una delle lettere che Candy scrive a Terence, gli dichiara apertamente il suo amore, anche se ne parla al passato ("ero innamorata di te").
Successivamente, alla morte di Susanna, Terence le risponde dicendole che per lui non è cambiato niente.
Ma non ci è dato sapere se ci siano stati ulteriori sviluppi.

*UN TERZO UOMO*
Candy potrebbe aver conosciuto una nuova persona successivamente ed essersene innamorata.
In una delle sue lettere scrive:
"Non possiamo più incontrare chi ha lasciato questo mondo e so che anche quando si è vivi, ci sono circostanze in cui il destino non permette a due persone di stare insieme.
Ho imparato a convivere con il destino, con le sue luci e le sue ombre. Il destino non è sempre oscuro, a volte è in grado di emanare una luce abbagliante. Non sai mai cosa ti aspetta dietro l'angolo. Anche se devi sopportare un dolore così grande da straziarti il cuore, se lo affronti senza paura farai di certo, all'angolo successivo, un incontro meraviglioso e avvolgente. Io ne sono convinta".
Quindi, da queste parole si potrebbe dedurre che ci sia stato poi un nuovo incontro ma non si sa se questa lettera sia stata scritta prima o dopo il tentativo di riavvicinamento da parte di Terence.

Tutte e tre le ipotesi sono valide e probabili.
Ognuno scelga quella che più l'aggrada.
Io, che ve lo dico a fare, sono nel "Team Terence": Candy e Terence si appartengono...che, almeno nei libri, ci sia il lieto fine per gli amori così travolgenti e tormentati! 





Frasi dal libro "Candy Candy, il romanzo completo" di Keiko Nagita

 Devi sorridere: oggi è il giorno in cui diventerai felice.

Proprio come pensavo: sei più carina quando ridi che quando piangi.

Non vi preoccupate, ho deciso che troverò la felicità.

Bisogna saper cedere per vincere.

Anche se non si vede, è il cuore che conta.

Questo mondo è solcato da fili infiniti e finchè non si spezzano non puoi sapere in quale punto esatto ti attendono la gioia e il dolore. Per questo non perdere mai la speranza.

Non importa dove viva: è sempre se stessa. Non si lamenta mai e vede sempre il lato buono di ogni cosa.

Se te ne stai qui a piangere, finirai solo per soffrire ancora di più. Coraggio, ricordati di tutte le cose belle che hai! Ce ne sono così tante!

Ovunque andrò, io non mi darò per vinta.

Era convinto che ci fosse un filo invisibile a unirli.

Dunque era così che ci si sentiva quando si amava qualcuno? Una sensazione gentile, così dolce da essere quasi dolorosa, un sentimento che ti faceva venire voglia di gridare.

Bastava che si guardassero negli occhi per capire che provavano reciprocamente le stesse emozioni.

Tu mi piaci per quello che sei. Mi piaci perchè sei tu.

Tu devi essere sempre te stessa: è quando sei spontanea che sei più affascinante.

Non si erano mai dati un vero appuntamento ma sapevano già dove andare, come se un sottile filo li collegasse e li portasse l'uno verso l'altra.

E'proprio vero che quando le persone se ne vanno, rivivono nel nostro cuore, diventando ancora più belle di come erano.

Cosa significa raggiungere la felicità? Io non lo sapevo più.
Non sono sicura di averlo capito nemmeno ora. Quello che cerco è qualcosa di semplice: poter vivere accanto alla persona che si ama.

Sento dentro una voce che mi dice di cercare la felicità con le mie sole forze.

Abbiamo tantissimi bei ricordi, vero? Sono quelli a rendere una persona davvero felice.

Le persone care che sono scomparse non cambiano mai, il loro tempo è fermo in eterno.

Chi se ne va continua a vivere per sempre nel nostro cuore. Purtroppo, però, non possiamo più vederli.

Finché si continua a vivere, è possibile a volte ritrovarsi. Per questo non ho più paura degli addii.

Sentivo di non essere più la stessa, era come se in fondo al mio cuore si fosse accumulata dell'acqua gelida e, di tanto in tanto, mi faceva male.

Nei momenti tristi, il solo avere qualcuno con cui parlare, anche se è incapace di rispondere, rappresenta un grande conforto.

È come se nel petto mi si fosse formata una sorgente d'acqua. Il mio cuore non riesce a trattenere le sue acque gelide e ho sempre voglia di piangere.

Lei sapeva che al di là di tutto quel buio c'era lui.

Non importa da dove vieni, niente può cambiare quello che sei.

A volte, anche un solo sorriso vale più di mille parole.

Tra noi non potrà mai esserci un addio,io so che ci incontreremo ancora.

"Vogliamo solo che un giorno lei possa essere felice"
"Volete che un giorno lei sia felice? Io non resterò qui a pregare perché ciò avvenga. Io... voglio essere io a renderla felice!"

Una volta che ci si abitua, anche l'oscurità diventa qualcosa di gentile.

Lei era innamorata! In quel momento capì con chiarezza quanto fosse forte il sentimento che provava.
Questo sentimento non lo posso combattere, non importa cosa dica o faccia la gente 

Innamorarsi di qualcuno. Era sempre stata convinta che esistesse un solo modo di farlo, ma per la prima volta si rese conto che, simile a un prisma illuminato dalla luce, quell'emozione era in grado di produrre una gamma di colori diversa a seconda della persona che si aveva davanti.

Per quanto ci si possa sforzare, una cosa impossibile resta pur sempre impossibile.

Sono sicura che ci rivedremo! Noi siamo vivi e un giorno ci riabbraceremo.

Non vorrei parlare di ricordi e del fatto che se ne sia andato, perché un giorno ci incontreremo ancora. E fino a che non verrà quel momento continuerò a nutrire e ad avere cura del sentimento che provo per te.

Se resto, so di avere un futuro già assicurato ma ho capito che questo non mi porterà alla felicità. Devo trovare da sola la mia strada.

Se vai avanti con convinzione e con un cuore puro, la tua strada si aprirà sicuramente davanti a te.

Questo scrigno racchiude solo le cose per me davvero importanti: i miei ricordi.

Gli incontri sono come i rami di un grande albero:un incontro può dare vita a ulteriori incontri, proprio come un ramo dà vita ad altri rami.

Riservi la sua ostinazione solo per le cose buone, mi raccomando!

Il mare, con le sue diverse gradazioni, somiglia allo scorrere impercettibile del tempo. Sembra che nulla cambi, eppure qualcosa, senza ombra di dubbio, cambia.


Il mare non è sempre calmo. È come la vita: ci sono momenti di pace e momenti turbolenti. Ma in qualsiasi condizione, la nave deve provare con tutte le sue forze a controllare le onde e a procedere dritta per la sua rotta.

Quando riusciremo a incontrarci, e so di certo che accadrà, ti dirò una cosa e lo farò con orgoglio. Fino a quel momento, ti prometto che vivrò con coraggio la mia vita.

Non faccio altro che pensare a come creare un virus della pace da spargere in cielo, in modo che, respirandolo, la gente smetta di sentire tutta questa voglia di combattere.

Le persone possono morire così, in un istante. Senza distinzioni, il Signore pone la morte alla fine di ogni cammino. E lui ha vissuto tutta la vita che gli era stata destinata.

Io non voglio pensare che sia stata tutta opera del fato, io voglio credere che tutte le strade che abbiamo preso siano state frutto di una scelta.

Non conta avere dei familiari se non si è unito perché, in quel caso, è come essere soli al mondo.

Senza pensare ai tuoi sentimenti, sono stata invadente e mi sono convinta da sola che saremmo diventate presto amiche. Le persone, invece, hanno modi diversi di vivere, pensare e ragionare.

Ci sono eventi così dolorosi che non possono ancora diventare ricordi.

Quando hai amato qualcuno dal profondo del cuore, i tuoi sentimenti non riescono più a restare limpidi.

Quando mi trovavo da sola, scoppiavo in un pianto senza fine. Ero quasi infastidita dal mio stesso comportamento, ma per quante lacrime versassi, i miei occhi sembravano una fonte destinata a non prosciugarsi mai.

...lui è sopraggiunto alle mie spalle e mi ha abbracciato improvvisamente, stringendomi forte. Non ho mai desiderato così intensamente che il tempo si fermasse. Il calore di quel petto batte ancora dentro di me.

Non voglio più ricordare nulla, voglio solo ascoltare questa melodia che fa vibrare il mio cuore.

Non importa da dove veniamo: quello che conta è che, quando lasceremo questo mondo, possiamo sentire di aver vissuto un'esistenza piena.

Nemmeno le nuvole sono libere: ognuna di loro deve affrontare il proprio destino. Portate dal vento, anche loro sono costrette ad allontanarsi e a prendere strade inaspettate. Allora perché continuano a viaggiare con quella serenità?

Ogni volta che parlo con te nella mia mente, il mio cuore sembra diventare un'albicocca dal sapore agrodolce, pronta a cadere a terra al minimo soffio di vento.

Il tempo che passa è crudele e al tempo stesso meraviglioso.
Non so quale destino attende il nostro mondo ma sono convinta che i ricordi belli vivano nel nostro cuore e che siano loro a darci il coraggio per affrontare le avversità.

Tutte le persone che incontrerò sul mio cammino, le cose tristi e le cose belle, nutrendomi dei miei ricordi, io continuerò a vivere restando sempre me stessa.

Ho imparato a convivere con il destino, con le sue luci e le sue ombre. Il destino non è sempre oscuro, a volte è in grado di emanare una luce abbagliante. Non sai mai cosa ti aspetta dietro l'angolo. Anche se devi sopportare un dolore così grande da straziarti il cuore, se lo affronti senza paura farai di certo, all'angolo successivo, un incontro meraviglioso e avvolgente. Io ne sono convinta.