LA TRAMA:
Kristine abbandona una brillante carriera d'avvocato in seguito a una serie di eventi dolorosi. La donna torna a Bergen, sua città natale, dopo dieci anni di lontananza, e lavora in un negozio di souvenir affacciato sul porto della “capitale dei fiordi”, con la speranza di ricominciare a vivere. Nello stesso periodo, in città fa ritorno anche la diciottenne Marianne, figlia della sorella maggiore di Kristine. La ragazza, che non ha nessun rapporto con sua zia da quand'era bambina, sta vivendo un momento complicato coi propri genitori e ha un estremo bisogno di attenzioni e affetto. L’incontro fra la vivace e fragile adolescente e la sua giovane zia cambierà la vita di entrambe.
IL MIO GIUDIZIO:
È con grande gioia che vado a recensire un libro della mia amica Ilaria Principi che, dopo l'esordio con un'opera autobiografica ("Donna Vergogna", adesso "Confidenze di una sconosciuta"), torna con un romanzo ricco di sentimenti, dove dà spazio a quelle che sono alcune delle sue più grandi passioni: l'aurora boreale (la storia è infatti ambientata a Bergen, in Norvegia), la musica, e l'ammirazione per la giocatrice di calcio femminile, Ada Hegerberg, a cui si è ispirata per l'aspetto fisico del personaggio di Marianne, con la sua caratteristica treccia bionda laterale.
Sono proprio Marianne e Kristine le protagoniste indiscusse di questa storia, le quali rappresentano la stessa Ilaria nella varie fasi della sua vita: Marianne è Ilaria adolescente, Kristine è Ilaria adulta. Entrambe, Marianne e Kristine, sono tornate a vivere a Bergen dopo anni trascorsi altrove, portandosi dietro un bagaglio di tristezza e dolore. Kristine e Marianne sono zia e nipote ma, a causa di alcuni dissidi familiari, non si vedono e non si frequentano da 10 anni. Marianne, con i suoi 18 anni, quasi non ha ricordo di questa sua zia ma, in qualche modo, si sente legata a lei, tanto da avere la necessità di andare a cercarla per riallacciare il rapporto, che si rivelerà da subito una "corrispondenza di amorosi sensi" e che sarà per entrambe un balsamo per le reciproche ferite, ricco di cura, comprensione e donando alle due una rinnovata fiducia nel futuro.
Intorno a loro, un caleidoscopio di personaggi secondari ma non meno importanti: Kasper, fratello gemello di Kristine; Amanda, madre di Marianne e sorella di Kasper e Kristine; i loro genitori Guntar e Ruth; Ole ed Helga, i vicini di casa di Kristine; Selma, una poliziotta locale; Ingrid, la migliore amica di Marianne e sua madre Emilie, titolare di un negozio di strumenti musicali.
"Il suono della tua luce" è un romanzo dolce, intenso e delicato, basato sull'immensa potenza dell'amore, inteso nel senso più ampio del termine, ovvero quel sentimento che manda avanti il mondo, che va sempre espresso ("ognuno ama come può e con i mezzi che ha a disposizione"), mai nascosto perché non si sa quanto tempo si abbia a disposizione per esternarlo. Quell'amore che, una volta immesso nell'Universo, torna poi sempre indietro in varie forme.
È anche un romanzo sul potere terapeutico del pianto liberatorio, laddove il pianto non è visto tanto come una manifestazione di sofferenza, ma come la più alta forma di comunione e intimità. Il dolore è una componente imprescindibile della vita e non può né deve essere evitato. va vissuto, attraversato, metabolizzato, in quanto solo così sarà servito a renderci persone migliori e non sarà stato vano.
Ma cosa si intende per "il suono della tua luce"? Da una parte si fa riferimento alla comune passione che Marianne, Kristine ed Ingrid hanno per la musica, la quale, con i suoi suoni, è in grado di mettere in luce la loro anima, così come la luce dell'aurora boreale emette dei suoni simili ad un violoncello, durante la sua manifestazione.
Non lo dico per piaggeria perché è mia amica ma Ilaria, con questa opera, si è veramente superata: oltre alla maestria nello scrivere in maniera così avvincente e scorrevole, è stata bravissima nel descrivere Bergen alla perfezione, soprattutto perchè, incredibile ma vero, è una città che non ha mai visitato di persona, quindi ciò denota in profondo studio, in quanto nessun dettaglio è stato lasciato al caso.
E, proprio per quanto riguarda il "caso" che come sappiamo bene non esiste, Ilaria crede che, date tutte le coincidenze che si sono verificare mentre andava avanti con la stesura del racconto, ci sia una forza superiore che l'ha sostenuta perché questo libro fosse scritto e pubblicato.
Quindi, a questo punto, per chi non lo ha ancora fatto, non resta che leggerlo, perché andrà a cimentarsi con una storia emozionante che resta incisa nel cuore.
IL MIO VOTO:
Lo ho già detto all'autrice di persona ma ci tengo a metterlo nero su bianco: anche io scrivo ma, al cospetto di questo romanzo, mi sono sentita piccola piccola. Un'opera avvincente, mai banale, densa di significato, ricca di interessanti spunti di riflessione e curata in ogni minimo dettaglio. Veramente, complimenti, Ilaria!
LA SCRITTRICE:


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