mercoledì 13 marzo 2019

Frasi dal libro "Quando intrecciavamo fiori" di Astrid Mazzola

Il nonno era tra i pochi ancora capaci di ascoltare e abbiamo un bisogno disperato di persone come lui.


Il desiderio che non ho mai confessato a nessuno:avere un spazio mio in cui essere,semplicemente.

Adoro i tavoli e più ampi sono più ho l'impressione che possano fungere da supporto a ciò che di bello riempie la vita:cibo,amici,affetti,foto,parole e libri.

Tutto ciò che compone la mia vita entrerà qui e così anche il nonno,che ne è stato parte per così tanto tempo,resterà vivo.
E'una pianta rifiorente che ha innaffiato una povera piccola piantina grassa dai rari,bellissimi fiori.

Sentivo che avrei potuto piangere fino a sfinirmi:per il dolore accumulato nel tempo come lo sporco si raggruppa sotto le unghie,per la tensione di questi giorni,per tutte le cose spezzate negli ultimi mesi e quella sensazione persistente di ricostruire sopra le macerie di tutto.

E'come un piccolo abete semprevivo che cresce tra le erbacce,ombreggiato e soffocato.
Nessuno ancora lo vede,nè sente quel profumo di pulito,di orgoglio e grandezza che ha sempre avuto,e intanto lui attraversa le stagioni con silenziosa pazienza,portando con sè la forza interna che un giorno lo farà sovrastare tutto il mondo che ha attorno e spingere lo sguardo ben più lontano della felce,del filo d'erba,del fungo che ora lo nascondono.

Ricordare è difficile e faticoso per chiunque di noi.

Come possiamo essere stati così stupidi da pensare di poter insegnare agli uomini a sognare?

Voglio un mondo che non sia soltanto più giusto ma anche più dolce.

Per la maggior parte del tempo io non capivo loro e loro non capivano me.
Non sembravano sentire il bisogno di nutrirsi di significato.

Le mie lunghe camminate mi servivano per non annegare in un mondo che a una quattordicenne non voleva riconoscere l'abitudine a pensare.

Non ero del tutto sicura se fosse meglio essere troppo ritardata o troppo avanzata ma,qualsiasi fosse la mia malattia,non avevo intenzione di farmi guarire.

Mi sedevo in un angolo e sfoderavo la mia arma più letale:"La disobbedienza civile".

Ho sempre pensato che siano i nottambuli,quelli che come me stanno svegli allacciando la luce di un giorno a quella del giorno successivo,a far sì che arrivi l'alba,a condurla per mano perchè non si perda.
Senza di loro,forse,se tutti dormissero,il nuovo giorno non sorgerebbe.

Quell'ingenuità che per un terzo della nostra esistenza cerchiamo di dimenticare e per i restanti due terzi desideriamo appassassionatamente ritrovare.

Il bene dovrebbe essere laico.
Non sopporta che fare il bene sia giustificato solo quando si appartiene a qualche religione.
Fa ogni cosa semplicemente perchè crede nell'amore.
Si fa trascinare ovunque,dalla vita,per via dell'amore.
Naufraga ovunque,senza preoccuparsi di farsi male o di perdere qualcosa.

Prima o poi,su qualche spiaggia,ti imbatti in questa profuga del mare e lei tende non una ma entrambe le mani.
E'come se ti dicesse:
"Sono qui,salvami".
Tu puoi tenderle le mani oppure lasciarla andare.
Se tendi le mani,prima o poi ti accorgi che a essere salvato sei stato tu.

Necessita di luce e considerazione.

Siamo allo stesso tempo di tutti e di nessuno e non c'è limite alle nostre appartenenze.

Lo dono al silenzio di cui ha bisogno e raccolgo le forze per il giorno in cui sarò pronta a fare mio,ancora una volta,il dolore del mondo.
Quel dolore che da sempre mi porto dentro.

"E'tutto qui dentro"
"Là dentro cosa?"
"Il mondo che verrà!E'dentro di me e di te"

Ho parlato con una vecchietta che due giorni fa ha perso il figlio in un incidente.
Faceva la spesa,aveva comperato solo una confezione di pasta e nessuno le cedeva il posto alla cassa.
Io ero dietro di lei,la vedevo,vedevo i suoi occhi cerchiati di rosso.
Come è possibile che nessun altro la vedesse?
Che nessuno fosse capace di fare qualcosa?
Perchè?
Per cosa tanta meschinità,tanta insensibilità?
Come è possibile che succeda questo?

Aveva l'inusuale potere di gettarmi a viva forza in un mondo più colorato e bello, e farmi credere che avrei potuto trasformare il mio mondo in quello,soltanto mettendomi a colorare.

Non sono solo le spinte decise a far rotolare il mondo,ma anche le piccole,continue spintarelle.
Non sono le rivoluzioni armi in mano ma l'unione di tante menti illuminate e critiche che fanno piccoli atti creativi.
Quelle gran menti che la maggior parte della gente considera matti o sfigati.
Il futuro lo costruiscono i folli.

Era una così bella giornata,piena di promesse.

"Intrecciamo fiori" è il motto che guiderà la nostra rivoluzione.
Perchè è questo che deve succedere.
Le persone devono imparare a unirsi.
Mettiamo assieme tanti piccolissimi atti di bontà ed eroismo e il prato fiorirà.

Hai mai riflettuto sull'importanza che può avere il tuo sorriso?

Ogni giorno è unico nell'immensità del tempo.Rendilo speciale.

Bisogna insegnare alla gente a vedere al di là delle differenze,al di là delle maschere e delle apparenze.

Fatti un sogno e vivilo fino alla morte.

Ognuno dovrebbe diventare un esempio vivente del nuovo mondo in arrivo.

"Sei davvero una folle.Mi chiedo perchè non ti abbiano ancora rinchiusa.Ma da quale stella sei caduta?Mi porterai alla morte!"
"Ma sarà una morte felice!"

Non si può fare una rivoluzione se non si distrugge ciò che c'era prima.

Bisogna essere convinti.
Ci vuole motivazione.
Si deve essere pronti a lottare,a lottare davvero.

Ecco,il crepuscolo sta calando e non puoi fare a meno del tuo solito minuto di silenzio per quelli che fuggono,che credono al crepuscolo più che a ogni altra cosa,che ci si lasciano scivolare come in una vasca d'acqua tiepida.
Poi sono solo vapore.
E li puoi rivedere solo quando,verso sera,nasce la luce incerta che è stata l'essenza del loro vivere.

Aspettare,questa è l'unica forza che ho.

Ogni volta che metto il punto in fondo a una frase,lui è proprio lì,nel punto, a invocare una continuazione.

Non ho mai capito per quale motivo certi uomini ritengano di piacere alle donne se bevono,fumano e e in generale mostrano di essere in grado di degradarsi,in tutta autonomia e serenità,fino a raggiungere i livelli più bassi di definizione dell'essere umano.

Eccole,le coincidenze che ho finito per accettare come parte della vita.
Qualcuno,un giorno,decide che ti devi essere lì a fare qualcosa.
E non c'è scampo.

L'umanità si svela.
Lo deve fare,prima o poi,se è ancora umana.

Sentivo di aver trovato un senso all'esistenza a riscaldare qualcuno.

Fintanto che due persone potranno superare d'un balzo il vuoto interno di entrambe e riunirsi,cancellando il dolore,in un bacio o in un abbraccio,il freddo non potrà averla vinta su nulla.

Ma che mondo di merda,dove uno arriva a desiderare di morire, e di morire solo, non ti sembra?

Lo sentono che hai riconosciuto che in loro c'è il male e si sentono sollevati di non dover essere normali con te:possono continuare a fare quelli che stanno male,possono continuare a chiudersi le dita nelle porte anzichè aprirle.
Tanto tu lo sai e le aprirai per loro.
Così,senza saperlo,li hai dannati.

Perchè ad alcuni sì e ad altri no?
Chi lo decide?
Dov'è la giustizia?
A te che credi che tutto si possa trascinare fuori dal fango,che ci possa essere quantomeno,se non una vita pura,una rinascita alla purezza,cosa sembra di questo?

L'ho capito un pò alla volta che gli altri scendono dentro di noi.
Non mangiamo soltanto cibo,ma anche quelle cose impalpabili che ci sfiorano e,certe volte,ci travolgono:emozioni e incontri.
Ciò che gli altri hanno vissuto entra nelle nostre cellule e ci cambia.
A volte basta ascoltarli,diventando parte dei loro racconti.
Ma spesso accade che ciò che hanno vissuto determini il loro comportamento,influenzando anche la nostra esistenza.
Chi è stato molto amato ci insegnerà ad amare.
Chi è stato percosso ci percuoterà e così via,all'infinito.
Mi sono resa conto che,in qualche modo,qualcosa mi rende adatta ad assorbire i dolori altrui:
è come se fossi il grembo su cui è destino che chi soffre appoggi il capo.

Il mondo è stato cambiato solo dalle rivoluzioni.
Quelle vere.
Quando chi ci credeva veramente ha avuto il coraggio di esporsi in prima persona.

Qualcosa doveva placare la sua fame,anche se per poco.
E quel qualcosa poteva essere l'alcool o una persona che con la sua vita,i suoi significati,le sue parole,le sue immagini,giungesse a colmare il vuoto della sua.
Era come se,da qualche parte,avesse un buco da cui usciva tutto ciò con cui cercava di riempirsi e l'unico modo per non sentire fame fosse continuare a inguirgitare emozioni.

Quando vedi,non puoi fare a meno di fare qualcosa,se sei umano.

Talvolta mi sento mortalmente stanca,come se questi miei occhi dal colore indeciso,avessero visto troppo.

La guerra è ovunque,fin dentro le nostre anime e non basta rimboccarsi le maniche per fermarla.

E'come se all'improvviso la vita,con il suo passato ormai svolto e il futuro inesistente,mi si stendesse davanti priva di appigli cui aggrapparmi per comprenderla,completamente in preda al caos.

Apprezzare gli altri è un buon modo per spingerli a migliorarsi.

A dire che qualcosa è cambiato sembra di tradire quelli che ti amano.
Così siamo fatti per il 90% di cose che siamo stati ieri,una settimana fa,uno o due anni fa.

Non puoi insegnare a vedere i fiori a chi non li vede.
Non sono cose che si imparano.
Bisogna imparare a volerlo.

Per lui ero stata sul punto di sacrificare non tanto il mio corpo,quanto me stessa.
Capii quanto in profondità mi aveva portata con sè nel tunnel e quanto stavo rischiando.
Ebbi paura che mi portasse con sè in un dolore da cui non sarei più stata in grado di uscire.
Allora era meglio che ci allontanassimo.

Ho capito che quello che voglio fare è spezzare davvero il mio passato.
Che non ne posso più di portarmelo appresso,come un bagaglio che nel mio monolocale non ci sta più,non ha più senso di starci.
Ma ancora devo capire con cosa spezzarlo.

Lui affronta il compito di crescere con la sua solita decisione,di petto e di testa,sicuro di sè.
Mentre io me ne sto tremolante sulla soglia.

Non capisco come tu possa stupirti di quanto cambino le cose.
Semmai quell che stupisce me è come la sfiga non si modifichi di un millimetro.

Ogni uomo è infinito:per portarlo in braccio,per salvarlo,ci vuole la forza di un infinit ancora più potente.

Si può salvare il mondo così:con la buona volontà e col sorriso.

E'il gioco delle onde del lago:
qualcuno viene spinto verso di te se senza che te ne accorga scivola piano piano nei tuoi giorni.
Poi,con la stessa sottile indifferenza,la vita torna lentamente a spingerlo al largo.

Una fuga senza cielo o gioia verso cui andare,in cui ogni volta che ero costretta a fermarmi per riprendere fiato mi accorgevo che ciò da cui stavo scappando era lì ad attendermi.

Non seguire le curve.
Talvolta la via più diritta è la più ripida.

Due solitudini insonni che per un attimo si sfiorano.
Gli stessi occhi.
Ehi,buongiorno a te!

Mi sento debole da un pò di tempo a questa parte.
Il mondo mi sembra troppo duro.
Mi sento come un orsetto di gelatina in mano alla vita.

Tutti che fanno feste,che vanno al pub.
Ma chi c'ha voglia di stare in un posto pieno di musica,brutta,ad alto volume e,se proprio capita,parlarsi a cenni o urlarsi nelle orecchie?
Ma che cosa ci trovano,dico io,è squallido!
Ma forse chiedo troppo se vorrei parlare con qualcuno della mia età,che ne so,dei libri che leggo,della mia musica,avere uno scambio umano,una relazione...non capisco!

Per quelli come lui,portare esigenze e pensieri diversi da quelli degli altri significa essere sottoposti,giorno dopo giorno,all'accusa di essere nati o cresciuti sbagliati.
Oggi,se provi sentimenti profondi,sei troppo scoperto.
Se hai altri gusti o esigenze,non solo il mondo ti esclude,ma cerca di correggerti.
Ti aggredisce.

Non lasciare che quel piccolo vuoto nel mio sguardo inghiotta la speranza.

Ci sono morti veri per una guerra fatta per gioco.

Noi,nel nostro piccolo,stavamo facendo qualcosa di bello,nonostante l'indiscutibile vastità del mondo.

Le canzoni sono le specchio in cui cerchiamo di riconoscerci.
Credo che gli artisti esistano proprio per dare le parole e i suoni giusti a coloro che non sono capaci di crearli da sè.
Il bruciante dolore che hai dentro,sembra placarsi solo quando trova le dolenti parole di qualcuno che lo esprime.

Era uno di quelli che lanciano corde al cielo.
Nessuno sa se lo facciano perchè,per una volta,vorrebbero che il cielo li sostenesse e li facesse volare in alto,sopra il dolore,sopra le proprie disperazioni cristallizzate.
O solo perchè non hanno altro da fare e allora cercano qualcosa di nuovo che li distolga dal loro inquieto vagare per la vita.
Qualcosa di così assoluto da nutrire la loro fame.
O se le lancino per cercare finalmente il silenzio,che solo nel cielo,oltre l'ossigeno che dà la vita agli esseri brulicanti della terra,scorre libero,enorme e divorante.

Per questo bisogna fare arte:certe volte non riesci a stare tutta dentro,no?

Ai solitari capita così,di stare soli per così tanto tempo che appena hanno la possibilità di parlare,si lasciano scappare tutto quanto.

Chi ama la musica non può amare la violenza.

E'morto.
Sono cose che possono succedere,quando ti metti in gioco in prima persona.
Quando metti in gioco l'unica cosa che possiedi:la tua vita.

La guerra comincia nel modo in cui amministriamo la nostra vita,nei vestiti che mettiamo,nei cibi che mangiamo.
Non è umano un mondo in cui chi vuole cambiare le cose non riesce a far altro che lo scudo umano,la breve stella cadente di cui tutti dicono solo che è bella.
Se la vedono.
Eppure sembra che non esista altra vita.
Io ci ho provato a creare un mondo migliore,partendo dalle piccole cose.

E poi le cose continuano ad andare nella stessa direzione.
In un solo giorno qualcuno si mette in testa di abbattere la società a colpi di dinamite e i giornali ne parlano molto di più di quanto abbiano raccontato di te in tutti gli anni in cui ti sei impegnato per fare cose belle.

Se non posso far nulla per frenare il mondo,posso almeno dissociarmi e iniziare a vivere in modo diverso.

Anche il rapporto tra uomini e donne è diventato una guerra di difesa:tutti a voler dimostrare di poter fare a meno le une degli altri.
Da bravi soldati.

Mentre lavoravo,nella pausa pranzo,mentre chiacchieravo,lui era una semplicissima certezza che attendeva di concludere la mia giornata.

Ho pensato che forse con me,almeno una volta,è riuscito a trovare la pace e che questo non è stato molto,ma qualcosa.
Tenere per qualche istante il suo peso sulle mie spalle e permettergli di riposarsi.
Un piccolissimo gesto.

Era lì e mi fissava.
Beffardo,solo,bisognoso di essere stupito.
Un cucciolo lanciato in un fosso a lato dell'autostrada che portava al futuro.
"Volevo dirti che credo di averti amato.Ora però vado avanti.Continuo la mia vita".
Ci metterò del tempo,ma conto di sentirmi più leggera.
Ci conto.

Quello che ho scritto non mi appartiene già più.
Mi sento pronta ad andare al di là,verso un'altra vita,o un altro pezzo di vita,che mi incuriosisce e mi riempie di esaltazione.

Dopo aver scritto tanto intensamente mi manca quel momento di immersione in apnea nelle mie profondità.

Forse hai troppe cose nuove da assimilare per preoccuparti di scriverle.
Cosa potresti scrivere,prima di averle digerite?

Forse prima o poi bisogna perdere di vista il canestro per tornare a far centro con maggiore consapevolezza.

Ci ascoltiamo a vicenda.
Poco alla volta il silenzio ci fa scoprire come tra gli esseri viventi esistano miliardi di fili invisibili,percepibili con sensi che avevamo imparato a scordare:in un mondo in cui tutto vive attraverso caratteri stampati o immagini,lentamente ci svincoliamo dall'illusione del secolo in cui siamo cresciuti,che la realtà sia percepibile solo attraverso gli occhi.

I libri,come le montagne,esistono per la consolazione.

Non dobbiamo dimenticare nulla.
Dobbiamo invece ricordare e cercare di essere persone buone,amorevoli e pazienti,tanto più quanta più sofferenza scopriamo nel mondo.

Forse il tempo mi ha resa più disillusa,o lucida o saggia.
Non c'è una visione precisa a guidare il mio cammino.
Solo alcune piccole briciole luminose da seguire nel buio e la speranza che un giorno,se abbastanza piedi seguono la stessa via,tutti usciremo allo scoperto.

Ogni generazione ha il suo compito e forse il nostro è quello di essere i Pollicino che portano per mano passo passo l'epoca nuova.

E'l'effetto che ha sempre,oggi,sentir parlare delicatamente:ci si sente presi in giro.

Ognuno di noi è un fiore.
Ognuno di noi può crescere nella bontà e nella bellezza,perchè in ognuno c'è qualcosa di delicato e timido che ha solo bisogno di attenzione per sbocciare.
Dobbiamo poter credere nelle possibilità del sole.

Ho scritto cercando di dar voce a quelli che non l'hanno mai avuta.

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