LA TRAMA:
Marina ha vent'anni e una bellezza assoluta. È cresciuta inseguendo l'affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all'ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla.
IL MIO GIUDIZIO:
Reputo Silvia Avallone una delle migliori autrici italiane contemporanee, per il suo stile avvincente e la capacità di portarti dentro la storia e di farti affezionare ai personaggi sin dalle primissime pagine.
Ho letto tutti suoi romanzi, dall'opera di esordio "Acciaio", al suo ultimo lavoro "Cuore Nero", passando per "Da dove la vita è perfetta" a "Un'amicizia". L'unico che mi mancava era proprio "Marina Bellezza".
Il racconto è ambientato fra il Settembre 2012 e l'Aprile 2013, ormai quasi 15 anni fa,nella Valle Cervo, sulle montagne biellesi (luogo natale della scrittrice) e narra le vicende di due giovani, Marina Bellezza e Andrea Caucino.
Marina ha 22 anni ed è una bellezza di nome e di fatto: alta, slanciata, con un fisico mozzafiato, un viso delizioso, una cascata di riccioli biondi e gli occhi azzurri. Ma la sua avvenenza esteriore non corrisponde a quella interiore: è viziata, arrogante, capricciosa, senza scrupoli, egoista, irascibile, volubile al limite della bipolarità e tremendamente ambiziosa. La sua fortuna è di essere estremamente seducente, un animale da palcoscenico, e di possedere ottime doti canore. Per questo motivo, vuole sfondare nel mondo dello spettacolo, arrivare fino a Mediaset e alla Rai, diventare la Numero Uno, e riscattarsi così di un passato difficile e doloroso, dovuto a una famiglia disfunzionale con una madre fragile, vulnerabile e dedita all'alcolismo e a un padre assente, giocatore d'azzardo e donnaiolo. Il paradosso di Marina è proprio questo: potrebbe avere tutti gli uomini che vuole ma l'unico che non riesce a conquistare è il solo che davvero vorrebbe, suo padre.
Andrea, 27 anni, viene invece da una famiglia altolocata, il padre è un importante avvocato militante in AN ed ex sindaco di Biella, mentre la madre una donna snob e borghese. Ha un fratello maggiore, Ermanno, nato un anno esatto prima di lui, che si è trasferito in America, dove si è sposato, lavora per la Nasa e sta per avere un bambino. Il figlio perfetto ed è il cocco di casa. Lui, invece, nato per sbaglio, è la pecora nera della famiglia: frequenta compagnie poco raccomandabili, si ubriaca, vive in una mansarda simile a una topaia, lavora part time in una biblioteca con un contratto di collaborazione e, da illo tempore, dopo aver cambiato più facoltà, cerca invano di scrivere la tesi. Il suo più grande sogno, però, è quello di rilevare la cascina sul Monte Cucco che era stata di suo nonno e andare condurre una vita ritirata e solitaria, fatta di silenzio, pace e duro lavoro, portando le mucche al pascolo e producendo formaggio.
Fra Marina e Andrea, c'era stata una storia intensa e tormentata, iniziata quando lei era appena adolescente e conclusasi all'improvviso 3 anni prima, nel 2009, quando un tragico evento aveva portato Marina a fuggire lontano e, da allora, pur pensandola e rimpiangendo la ogni istante, lui non aveva più avuto sue notizie. Fino al momento in cui la rivede casualmente una sera, mentre canta sul palco di una sagra di paese e scopre che sta per partecipare a un importante talent show dove è già data per favorita.
Fra di loro, scoppia nuovamente la passione, perché di passione si tratta, di attrazione fisica, non certo di amore. Il loro è un rapporto tossico, malsano: a legarli, ad attrarli come calamite, è soltanto la grande sofferenza che entrambi portano dentro e che li rende simili. Perché, per il resto, sono due poli diametralmente opposti. Andrea, pur riconoscendo l'innegabile talento artistico di Marina e il suo innato carisma, egoisticamente la vuole tutta per sé, non vuole condiverla con nessuno. Con un atteggiamento maschilista e patriarcale vorrebbe che lei rinunciasse al suo sogno per aiutarlo a realizzare il suo, promettendole in cambio un amore eterno e totalizzante. Lei , invece, vuole diventare una rockstar e non ha nessuna intenzione di andare a mungere le vacche.
Andrea e Marina sono, di fatto, due realtà inconciliabili: lei, più superficiale, dedita al successo, allo sfarzo, alla mondanità e al caos frenetico della vita sociale; lui proiettato verso il silenzio, la spartanità ed il duro lavoro di margaro.
"Anello di congiunzione" fra i due è Elsa, ventisettenne ricercatrice universitaria, tornata ad abitare sui monti biellesi dopo un periodo trascorso a Torino, con il sogno di entrare in politica per portare nuova luce al suo paese. Elsa condivide l'appartamento con Marina ma in passato è stata compagna di scuola di Andrea, di cui è da sempre segretamente innamorata e con cui condivide diversi ideali. Se lui non fosse così accecato dall' ossessione per Marina, realizzerebbe che Elsa è davvero la donna giusta per lui, sia per stile di vita che per le dimostrazioni di autentico affetto che lei gli riserva. Dal canto suo, Elsa ha un'intelligenza tale da comprendere che il suo aspetto dimesso ed il suo carattere mite nulla mai potranno contro la maliarda Marina, nonostante i sentimenti sinceri che lei provi per Andrea.
La prima parte del romanzo l'ho trovata davvero incalzante e coinvolgente poi, da un certo punto in poi, l'autrice inizia a ciurlare nel manico, dice tutto e il contrario di tutto, sembra quasi non sappia neppure lei che direzione dare alla storia, mandandola incontro a un finale "non finale". Piuttosto fuorviante, tra l'altro. E, purtroppo, un finale rabberciato va a rovinare anche il romanzo più bello.
Un'altra cosa che non mi è assolutamente piaciuta, anzi mi ha disturbato assai è la violenza gratuita che, in paio di occasioni, viene riservata a degli animali. Onestamente, non ho proprio compreso l'utilità di scene così cruente e crudeli.
Al contrario, ho apprezzato il messaggio che, nel complesso, questo libro vuole darci: ognuno di noi ha il proprio concetto di realizzazione e non dobbiamo mai paragonarci agli altri...nel caso di Andrea, ad esempio, la felicità non è una laurea, un impiego prestigioso e una famiglia tradizionale, bensì starsene in solitudine sui monti con le sue mucche.
IL MIO VOTO:
Non è la migliore opera della Avallone ma è un romanzo interessante, con ottimi presupposti, purtroppo rovinato da un finale non all' altezza dell' autrice.
LA SCRITTRICE:


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