lunedì 21 agosto 2017

Frasi dal libro "Un giorno perfetto" di Melania Gaia Mazzucco

La gente pensa che solo le ossa,i muscoli e i tendini possano far male.
Invece a lui faceva male il cuore.

Signore,aiutami a dimenticare tutto questo.
Aiutami a svegliarmi domani senza questa nostalgia andata a male come un surgelato scaduto.

Sono consapevole,senza scampo,di non volere una persona nuova,una vita nuova.
Voglio stare dove sono già stato.
L'unica novità che cerco:tornare con te.

Doveva parlarle almeno un'altra volta.
Tutto poteva ancora aggiustarsi.
Sorrise,perchè Dio non avrebbe permesso che finisse così.
Perchè io la farò felice e nessuno la amerà mai quanto me.
Perchè io la conosco,la accetto,la capisco e la perdono.

Desiderò essere l'accappatoio per indossarla,il letto per accoglierla.
Essere una calza,una scarpa,un paio di mutande di cotone.
Essere l'autobus che la trasporta,il sole che la tocca,il materasso su cui dorme.

Come può vivere ogni giorno e non sentire la mia mancanza?

Aveva la mania di parere rispettabile,perchè non lo era.

Tentò di imitare gli asceti indiani,i bonzi buddisti,gli adepti di qualche setta spiritualista,
capaci di assentarsi dal proprio corpo,dalle angustie del mondo fisico e materiale,con la forza del pensiero.
Meditare.
Levitare.
Trascendere.
Dimenticarsi di lui.
Assentarsi.
Volare via per qualche ora.
Ma non era un asceta indiano.
Non faceva il vuoto dentro sè e la sua mente era una centrifuga impazzita al centro della quale rimbalzava il pensiero di lui.

Era in trappola.
In una vita troppo stretta.
Da qualche parte c'era una via d'uscita.
Ma lei non riusciva a intravederla.

Cavatela da sola.
Non lamentarti e impara a galleggiare.
Perchè la vita è una cloaca e nessuno ti aiuterà se non ti aiuti tu.

Tutto questo tempo sprecato.
La vita che se ne va così:una collana sconnessa di momenti che non significano niente.

Avrebbe voluto essere come lei:ricambiare l'indifferenza con l'indifferenza e il disprezzo con il distacco.
Ma non ne era capace.
Tutto la feriva.
Ogni allusione alla sua inadeguatezza e ogni silenzio.

Sii sempre ottimista.
Ricorda: i sogni sono l'unica merce che non deperisce mai.

Chi ti regala qualcosa vuole comprarti e la sua amicizia andava conquistata giorno dopo giorno.
I soldi non l'avrebbero mai pagata.

Ognuno stima colui che lo ignora e lo disprezza.

Non era capace di ascoltare gli altri perchè si occupava solo di se stesso.

Non c'è niente di più intimo di una preghiera.

Dio non lo avrebbe ascoltato perchè ormai il suo cuore era pieno d'odio.
Mentre Dio è amore e perdono.

Com'era stato possibile perderli?
Se almeno ci fosse stato un vero motivo.
Allora,forse,sarebbe stato possibile dimenticare.
Ma così no.
Così ogni giorno il dolore si rinnovava e il tempo,invece di cicatrizzare la ferita,la mandava in cancrena.

Il suo cervello continuerà a rimuginare e i pensieri,quando assumono una consistenza solida,tendono a diventare contundenti.

Il passato le impediva di avere un futuro.

Non desiderava diventare niente.
Ma essere qualcosa.
Dare un senso alla sua vita.

Tutti,prima o poi,trovano il loro posto nel mondo.
Solo lui non ne aveva nessuno.
In quel mondo non c'era posto per lui.

Si vergognava di suo padre,del mondo in cui lo avevano gettato a naufragare,della sua vita e anche dei sentimenti che provava per la persona sbagliata.

Non mi devo creare un modello ideale perchè potrei aspettare tutta la vita una persona che non esiste.
Bisogna accettare le persone come sono.

E lo faranno cattivo ma non è che solo da morire.

Sono buia?
Sono fatta così.

La bestialità della gente è pari solo alla sua ripugnante idiozia.

Era atroce il pensiero che la sua vita fosse ormai questo:
la certezza di perdere la sua vita seminando nel vento,senza costruire niente.

Che vita è questa?
In che modo sono rimasta intrappolata?
Forse tutte queste cose potevano essere diverse,se solo avessi agito diversamente.
Ma cosa ho sbagliato?
E quando?
E dove?
In che momento è andata persa la speranza degli anni migliori.

Ognuno per sè e Dio non pervenuto.

Mesi e mesi ad ascoltare gli altri.
Senza che uno solo di loro mai ascoltasse lei.

Quella che le sembra una catastrofe si rivelerà invece un progresso importante per la sua vita.
A volte le sconfitte si rivelano i nostri migliori successi.

Che cosa triste,l'amore.

I segreti,se nessuno li scopre,a che servono?

Perchè mai doveva passare tutto il giorno lontano dall'unica persona che lo capiva?
In che modo ingiusto e crudele vanno le cose!

Lei viene a parlarci dei diritti dell'embrione.
L'embrione avrà pure il diritto di nascere,ma un cristiano già nato avrà pure il diritto di sopravvivere con dignità,o no?

Prevedete il lieto fine all'americana nelle vostre vite.
Abbiate il coraggio di sognare.

Io vivrò non solo diversamente da come hai vissuto tu,ma in maniera del tutto antitetica.
Io diventerò il tuo opposto,il tuo negativo.
Tu non puoi vivere senza il consenso degli altri e io voglio essere per gli altri una sfida e un pugno in faccia.

Mi considero un pesce:silenzioso,invisibile,libero e segreto.

Era un povero servo devoto al padrone e nemmeno per gratitudine o amore ma solo per dovere.
Per uno stipendio e per la divisa.

Sarebbe morto per lui e non ne valeva la pena perchè lui era solo una simpatica nullità.

Io ho scelto di essere padrone di niente e servo di nessuno.
Io credo che un altro mondo sia possibile,ma non sarà quello dove lo Stato sarà buono e forte,ma quello dove non ci saranno più Stati-
E non sarà quello che avrà leader migliori,ma quello dove non ci saranno leader.
Non sarà quello dove gli oppressi staranno meglio,ma quello dove non ci saranno più oppressi nè oppressori.

Non si possono scegliere i genitori.
Si viene recapitati a loro come un regalo o una fregatura.
Tuttalpiù si può evitare di assomigliargli.
Si può evitarli.

Sembrava impossibile che fosse esistito un tempo nel quale il suo nome non corrispondesse al suo viso,ai suoi occhi e al suo sorriso.

Non ho pietà di lei:la amo.
E la amo così com'è.

Perdonare tutto e tirare dritto,questa è la soluzione.

Gli innamorati di 20 anni pensano che l'eternità sia dietro l'angolo.

Nelle storie d'amore,non è importante essere il primo ma essere l'ultimo.

Se vuoi bene a qualcuno devi soffrire nono soltanto per lui ma anche a causa di lui.

Il problema non è che piaci agli uomini ma che gli uomini piacciono a te.

Il successo non significa niente.
Quello che ha valore è la dedizione,la passione,l'amore.

Era cambiata:si era liberata dei sensi di colpa e non si guardava più attraverso i suoi occhi.

E'terribile pensare che la nostra vita è un romanzo  senza intreccio e senza eroi,completamente sconnessa,priva di coerenza,fatta solo di pause e di vuoti e di digressioni insensate.

Per fare le cose c'è solo un modo giusto e centomila sbagliati.

Ci lasciamo vivere:questa è la nostra condanna.

Non potrei mai essere la moglie di nessun altro.

"Come si permette di pensare che io sia una donna maltrattata?Io ho un marito meraviglioso,sono una moglie molto felice!"
"Anche io!Ma io non cado per le scale.Lei è la seconda volta in un anno che viene al Prono Soccorso.Ero di turno anche l'altra volta e lei aveva una frattura al polso,2 costole incrinate e una vertebra schiacciata.Stava così male che voleva la morfina.Ma lei non ha bisogno di morfina:ha bisogno di un avvocato!"

Cosa possiamo fare per voi se non ci aiutate ad aiutarvi?

Una persona non è il lavoro che fa.

Tu vuoi far credere che non credi a niente ma io lo so che non è vero.

La paura non ha senso.
La paura passa.
Basta volerlo.

Senza di lei non conosceva se stesso.
Quando lo aveva lasciato,non era l'assenza di lei che aveva sofferto ma l'assenza di se stesso.
Era diventato un uomo diverso da quello che credeva di essere.
Un uomo come milioni di altri.
Un uomo incapace di tutto.
Senza passato e senza futuro.

Che cosa sa questa ragazza di me?
Che cosa vede in me?
Che cosa posso offrirle?
La mia vita è distrutta.
Non ho più forze nè sogni nè speranze.
Non ho niente da darle.
Non sono stato un buon compagno per mia moglie.
Non ho saputo essere un punto di riferimento e un esempio per i miei figli.
Potevo diventare qualcuno ma la mia ex moglie me lo ha impedito.

Meritava una morte atroce ma poi pensò che peggio di ogni cosa sarebbe stato sopravvivere.

Era destino che ci incontrassimo.
Si vede che tra milioni di persone noi 2 ci dovevamo dire qualcosa.

Quanto vorrei insegnarli che cosa è una donna.
Anche se non sono che quella che sono e lui non vuole sapere nemmeno questo.

E'possibile?
E'un sogno?
A che prezzo lo pagherò?

Le cose che voglio più di tutto:
essere normale.
E certe volte vorrei morire.
Così,se dovessi rinascere,sarei uguale agli altri.
Io non ho paura della morte e anzi mi sembra preferibile a questa vita.

Stava diventando vecchio senza mai essere stato giovane.

La scuola.
Gli sembrava che non avesse altro scopo se non ostacolare lo sviluppo e la crescita dei giovani.
E invece di insegnare che cos'è la vita e di aiutarli ad afferrarla e viverla,si incaricava di stroncargliela,trasformandola in un amaro,tormentoso fiasco.

La letteratura è l'unica cosa che consente di sopportare quella perversa follia che è la vita.

Deve smetterla di porsi degli obiettivi e di masturbarsi coi dubbi.

Non riusciva a indovinare mai l'umore di questa persona arguta,aggressiva e volubile.
C'erano momenti in cui gli sembrava divertente e serena e poi,repentinamente,senza un motivo plausibile,si rivoltava con rabbia,quasi con ferocia.

I piccoli non sopportano di perdere.
E in verità nemmeno i grandi.

Non disse niente e gli disse tutto.

Quando,senza saperlo,lo aveva scelto,lui era emerso dal grande nulla,dall'anonimato della specie che rende tutti uguali,
Scegliendolo gli aveva dato il possesso di se stesso.
Ma ore che se n'era andata,ora che non l'aveva più,era di nuovo uno dei tanti e aveva perso la sua storia,i suoi ricordi,i suoi sogni.
Era già morto,senza di lei.
Il pensiero di lei lo faceva soffrire come una malattia.
Era una malattia.

Però adesso era qui e il resto non aveva importanza.

A volte aveva l'impressione che tutto intorno a lui ci fosse la Siberia,il paese ghiacciato dei non-sentimenti,delle non-parole,dei silenzi.

Ma alla fin fine,un figlio ti giudica,ti condanna,ti opprime.
E'una catena alla quale finisci per impiccarti.

Domani non esiste.
Domani è una parola che non conosco,che non ho imparato.

Il tempo si restringe e ne abbiamo così poco.

Salire verso l'uscita,nel giorno del funerale delle mie illusioni.

Quanti uomini ho avuto?
Meno di quanti avrei voluto e più di quanti erano necessari.

La felicità è proprio vivere così:non volere essere altro che ciò che siamo.

Tutti si aspettavano che fosse ubbidiente e saggia e lei era stata così stupida da adeguarsi.

Alcuni muoiono giovani e altri nascono vecchi.

Era stato 100 volte sconfitto e 100 volte era risorto.
Era stato insultato,vilipeso,deriso eppure sempre pronto a rimettersi in piedi e attaccare di nuovo.

Doveva smettere di rimpiangere gli atti mancanti e le rose non colte.
Solo ciò che si compie è vero.

Il futuro non è ancora successo e potrebbe anche essere bellissimo.

Avevano vissuto per anni su un'isola senza approdi,dove nessun estraneo può sbarcare ma da cui non potevano nemmeno fuggire.

Dove ognuno è ridicolo,chi non è ridicolo è il più ridicolo di tutti.

Aveva dentro di sè una rabbia e una malinconia infinite.

I suoi cani.
Dice che i suoi cani sono i suoi soli,veri amici.

Mi fanno paura i rapporti che per definirli basta una parola.

Perchè sono qui?
Che vado cercando?

Io appartengo a un altro mondo.
Anche se non so quale.
E mai in nessun posto mi sono sentita a casa.
Ci sono troppe cose.
Troppi suoni,troppa luce.
Il mondo è un caleidoscopio,uno sfarfallio,una inesorabile macchina di carne e metallo.
L'intermittenza dei clacson,le voci,i motori,la musica,entrano dentro di lei come le interferenze in una stazione radio.
E intanto il rumore sale.
Un rumore continuo,sordo,profondo,come il respiro di un mostro sconosciuto.
Che sale,sale,sale,fino a diventare un'esplosione che le scoppia nella testa,nel cervello,nei bulbi oculari.
Sale come un'onda e le fa venire voglia di urlare.

Dovrei essere accanto a lui.
Lui ha bisogno di me.
Ma io di cosa ho bisogno?
Qualcuno se lo è mai chiesto?


Non cambierà niente.
Fa'boom!

Chi avrebbe detto che le sarebbe toccata una felicità così inattesa e impunita.
Eppure,che scatenata energia dà scoprire che,fra tanta gente nel mondo,sono io quella che stavi aspettando.
Chiedimi chi sono.
Ti sorprenderò.
Lascia che mi liberi di tutto quello che mi hanno incollato addosso ancora prima che nascessi.
Non voglio avere nient'altro che te.

I figli.
Creature del cielo venute da chissà dove e per noi.
Qualcosa che mai sarebbe esistito se noi 2 non ci fossimo incontrati e amati.
Se non li avessimo voluti.

Gli extraterrestri non esistono.
E se esistono,siamo noi.

Quando stavano vicini,fra loro correva una vibrazione quasi visibile,come una corrente elettrica.

Esiste uno squallore meschino nelle azioni e nell'immaginazione invece una grandezza inesorabile.

Le cose grandi possono essere ridotte a cose piccole e le cose piccole possono essere ridotte a niente.
E questo è tutto.

Non ho la presunzione di essere capito,anzi,forse ho la speranza di non esserlo.

Lei non era fatta per restare sola.
Sapeva vivere solo per gli altri.
Voleva che fossero felici.
Con le o attraverso di lei
Era un crimine?

Vivere per qualche ora.
E approfittare della pienezza di ogni istante.
Senza dover chiedere perdono a nessuno.

Dov'è la videocamera?
Riprendi,prima che incasinino tutto.
Il film del delitto della notte del 4 maggio.
La casa.
Le stanze.
Le impronte.
Le armi.
I proiettili.
Le ferite.
Le posizioni.
Le vittime.
L'assassino.
Tutti insieme sullo stesso nastro.
Filmini di famiglia.

Si augura di non trovarla.
Non trovarla morta.
E forse,più ancora,di non trovarla viva.
Non si può dire una cosa così.
Non ci sono abbastanza parole.
Non ancora.
Ovunque sia,concedile ancora un'ora,un giorno.

Ha visto il padre che le puntava contro la pistola.
Come si può vedere una cosa simile e restare vivi?





"Un giorno perfetto" Melania Gaia Mazzucco (2008)




LA TRAMA:
Il giorno perfetto è quello in cui Camilla compie 7 anni,
Zero fa esplodere la prima bomba in un Mc Donald's,
Emma perde il lavoro,
Kevin le mutande,
Elio recita il discorso sbagliato al suo comizio elettorale,
Valentina fa un piercing all'ombelico,
Maja trova la casa dei suoi sogni,
Sasha festeggia l'anniversario dei 10 anni con l'amante,
Antonio vede la moglie per l'ultima volta e qualcuno carica con7 colpi + 1 la sua pistola.
Mentre le loro strade si incrociano sul grande palcoscenico di una Roma frenetica e sorprendente e la tensione si accumula,le loro vite sembrano destinate a esplodere in mille pezzi.
Romanzo corale,affresco sociale,foto di gruppo di una nazione,questa cronaca di un giorno apparentemente qualunque in una grande città di oggi è un'immersione totale nella realtà che ci circonda.
Una storia d'amore e disincanto.
Di scuola e lavoro.
Una notizia da prima pagina e uno straziante caso di nera.
Ma,soprattutto,l'anatomia di una famiglia:
ragazze e bambini,uomini e donne,madri e padri,figli e figlie.
Scene da un matrimonio in cui ciascuno,nel bene e nel male,può riconoscersi.

IL MIO GIUDIZIO:
Un giorno perfetto,ma anche no,il 04 Maggio del 2001 dove,
in una Roma caotica e rumorosa si intrecciano le storie e si compiono i destini di un caleidoscopio di personaggi,tutti,in qualche modo,concatenati fra loro.

Da un lato i Buonocore,una famiglia che ormai famiglia non è più.
Dopo anni di amore folle quanto violento e malato,Emma ha lasciato Antonio e si è trasferita,
insieme ai 2 figli,dalla madre.
Lui,che non vede la donna come un essere umano in quanto tale,ma come un mero oggetto che gli appartiene di cui non può fare a meno,
dopo averla stalkerata per mesi,decide di andare oltre,
di restituirle il dolore che lei sta dando a lui e di farle del male.
Tanto male.

Dall'altro lato gli altolocati e borghesissimi Fioravanti che famiglia devono e vogliono esserlo per forza,per salvare le apparenze,per non essere vittime di pettegolezzi,
perchè "la lingua non ha osso ma rompe il dosso".
Lui,Elio,un politico ormai in declino che cerca di salvare il salvabile,facendo comizi e brunch in ogni dove per accaparrarsi un minimo di voti alle prossime elezioni.
Lei,Maja,insoddisfatta della sua vita,che sogna una nuova esistenza in una nuova casa e con una nuova persona al suo fianco (magari,perchè no,proprio con il figlio di primo letto di suo marito) e che invece si trova a doversi sorbire le chiacchiere inutili e sterili,i banali luoghi comuni conditi di neanche tanto celata spocchia e razzismo delle mamme delle amichette di sua figlia.

E poi Sasha Solari,insegnante di italiano alle medie per professione e scrittore per hobby e vocazione che,dopo 10 anni di amore clandestino con un famoso giornalista televisivo,si trova a fare i conti con la realtà dei fatti,a seppellire le sue illusioni e a doversi reinventare un futuro.

Uno dei romanzi più crudeli,nella sua drammatica veridicità,che abbia mai letto.
Talmente brutale ai limiti del fastidio.

Affronta con spietatezza e capacità di analisi il quanto mai attuale tema del femminicidio,
l'ansia del sapersi costantemente spiata,controllata,
di non essere più padrona di sè ma in balia di un pazzo squilibrato,pronto se non ad ucciderti,
a farti finire,pesta e sanguinante,al Pronto Soccorso in qualsiasi momento della giornata.
I dubbi che si pone una donna nel denunciare l'uomo che tanto ha amato ma che le sta rendendo la vita impossibile,
la paura di non essere creduta,il timore di rovinare la vita a un'altra persona (e se poi gli faccio perdere il lavoro? E se gli tolgono la patria potestà?),
l'essere presa sottogamba dalle stesse forze dell'ordine che prima la invitano a mettersi sotto la loro protezione e poi minimizzano e,come accade il più delle volte,la pratica si va a perdere nei meandri della burocrazia...e nel frattempo può succedere di tutto.

Il finale di questa storia mozzafiato?
La narrazione,a dire il vero,comincia proprio dalla fine,

per poi fare una digressione di 24 ore e raccontarci cosa sia successo in questo "giorno perfetto",
quindi quale sia la conclusione è abbastanza intuibile.
Sinceramente avrei preferito che il romanzo terminasse con le parole "arrivederci Roma" e non ci fosse poi l'epilogo.
Che tutto rimanesse aperto,in sospeso.
E invece...

E invece il finale c'è.
Ed è quello che ci possiamo immaginare.
O forse no.
Perchè nel male c'è sempre un pò di bene e la speranza è l'ultima porta che si chiude.
Ma quanto possa essere di sollievo una flebile speranza all'interno di una tragedia tanto grande,
non ci è dato saperlo.



IL MIO VOTO:
Tanto avvincente ed attuale quanto crudo e spietato.
Un libro che fa riflettere.
Da leggere.

LA SCRITTRICE:





domenica 13 agosto 2017

Frasi dal libro "Da dove la vita è perfetta" di Silvia Avallone

Le avrebbe fermato il cuore,come tutte le cose che non potevano guarire.

Il dolore era l'unica verità vera.

Il loro volto era sempre strano quando la guardavano.
Come se non riuscissero a metterla a fuoco.
Come si fa con le imperfezioni,con le cose scadenti.
Forse era solo una sua impressione,ma le sembrava glielo rinfacciassero tutti,che aveva sbagliato.
Che non sarebbe mai stata perdonata per questo.

Eppure doveva esserci ancora il sole da qualche parte.

Mentre il corpo la dilaniava per aprirsi,lei si chiudeva.

Avvertiva il peso dell'esistenza a ogni passo.

Non riusciva più a sostenerla,la felicità altrui.

Nonostante la tenacia e la testardaggine,era nata per perdere.

Era arrivato,punto.
Era al capolinea.
Si arrendeva.
E per la prima volta,ammettendolo,si sentiva umano.

"La vita è una cosa lieve",pensò,"deve esserlo".

Non pensare,non ricordare.
Resisti solamente.

Era esausta.
Di aspettare,di precipitare dalla fiducia alla delusione.
Era così tenace in lei la speranza.
Ma più speranza era qualcos'altro.
Era ostinazione,era un suicidio.

Il dolore di quel niente era diventato un fuoco.

Stava tutta lì la differenza:
nell'accanirsi in quello che non ti riesce.
Nell'ostinarcisi giorno e notte.
Nello scegliere il difficile anzichè il facile e ammazzarcisi sopra.
La differenza fra chi se ne andava e chi rimaneva,nonostante tutto.

L'aveva chiamata Bianca.
Come le cose bianche.
Le cose pulite e piene di luce.

Aveva imparato a conoscerlo.
Ad aspettare.
Tonnellate di pazienza ci volevano con lui.
Anche quando sembrava disposto a concederle un pò di fiducia,bastava una parola storta perchè si trincerasse di nuovo dietro quel suo silenzio.
Che era adulto e insieme infantile.
Era una causa persa.
Eppure...
Non sapeva nemmeno lei perchè ci si ostinava così tanto.
Un'utopia.
Però faceva tenerezza quando diventava protettivo.
Perchè lo era in modo goffo,come se si vergognasse di provare qualcosa di diverso da un senso sterminato di rivalsa.

Scrivi!
Altrimenti macerati in silenzio finchè muori.

Era una con molti libri e poca vita.

Non era stato un errore,nè una scopata nè una distrazione.
"Metà me e metà te".

"Lo vedi questo? E'un certificato di nascita. La riconosci o non la riconosci?"
"Non la riconosco".
Ecco,lo aveva detto.
Ricorrendo a una volontà disumana.
Che nessuno doveva azzardarsi a giudicare,a immaginare o a capire.

Quando è che uno diventa genitore?
Quando lo desidera,quando partorisce,quando lo esige e lo pretende?
Uno diventa genitore quando accetti che tuo figlio sia un altro.
Quando lo ami chiunque sia.

Ci sia:congiuntivo.
Non una realtà,solo una possibilità vaga,inquinata dalle speranze.
Resa infida dalle fantasie nella tua testa.

La sua voce era come fosse l'elemento chimico base di cui era composta la sua esistenza.

L'infanzia era un lusso che non poteva permettersi.

Il dolore non li rendeva persone migliori però li univa.

"Cosa farai questa estate?"
"Leggerò.E basta"

Lo diresti che siamo già in paradiso,anche se non riusciamo a comprenderlo?

Le aveva spaccato il cuore.
Glielo aveva crepato e mandato in frantumi così piccoli da non poterli aggiustare.

L'irreparabile non si ripara,punto e basta.
Perchè esistono sul serio cose così rotte,così impossibili da aggiustare,che è come morire.

Non le occorreva neppure la compassione degli altri,lo sguardo comprensivo di chi non ne sapeva un accidente e sotto sotto era pure contento che non fosse toccato a lui.

Il suo utero,evidentemente, era un posto troppo inospitale.
Lei era una persona troppo sbagliata.
Ma cosa provavano le altre donne?
Quelle che pisciavano,aspettavano 3 minuti e si trovavano di fronte un bel "+"?
Come esultavano,se esultavano?
Quali parole dicevano quelle per cui bastava una scopata?
Quelle a cui capitava,e manco lo avevano voluto.
Le odiava,una per una.
Le odiava di un odio folle.
Era così tremendo?
Così diabolicamente contro natura desiderare un figlio?
Lei non avrebbe mai visto un "+" nella sua vita.
Era una donna inutile,riarsa.
Era solo un vuoto enorme.

Si chiese se fosse un destino,quello di farsi umiliare.

C'era qualcosa conficcato nel suo corpo che le diceva di non poterne fare a meno.
Che le imponeva di averne bisogno.
Dove la parola "bisogno" stava a significare una mancanza totale,un'astinenza assoluta.
Svegliarsi la mattina e non avere un senso.

Rimanendo insieme potevano essere più forti del mondo là fuori.

Lei che sogni aveva?
Non voleva diventare qualcuno nè niente.
Voleva solo appartenergli.

Continuarono a tenersi stretti,come se fossero diventati le 2 metà di una stessa cosa.

Però quanto è dolce farsi fregare.

C'era una puzza insormontabile di umanità.

Nascere in un posto o in un altro non fa nessuna differenza,se hai un cervello.

Si chiese fino a che punto fosse lecito accanirsi,lasciare che la speranza ti distruggesse la vita.

Per troppo tempo era rimasta lassù,prigioniera di una confine.
Aveva disimparato a vivere.
Aveva aspettato.
Qualcosa che non si sarebbe mai potuto avverare.

Perchè continuava a ferire gli altri,se voleva punire solo se stessa?

Doveva fare qualcosa,non poteva passare la vita a una finestra a guardare.
Doveva farlo:andare fino in fondo,sbattere la testa al muro.
Cambiare.

A lei le cose sconsigliabili erano sempre piaciute.

Volevo rimediare e ho peggiorato le cose.
Mi succede di continuo.

"Siamo,come si dice,arrivati a un punto di non ritorno"
"E allora non ritorni.Non ritorni dove già sa che non troverà niente.Cambi strada.Vada altrove"

Sine causa.
Ma una causa c'è sempre,per tutte le cose.

Non si sentiva speciale per il fatto di chiudersi là dentro con il computer acceso.
Anzi,si sentiva un insetto imbozzolato.
Uno che non è più capace di scendere in cortile a sudare e sgolarsi.
E allora scrive.

Il dolore degli altri lo poteva raccontare,ma la felicità no.
Da quella poteva solo venire escluso.

Anche dalla felicità del passato si rimaneva esclusi,dai giorni in cui era stato vivo.

Si chiese perchè.
Perchè era così fragile e diverso da tutti gli altri.

Ma lei cos'era?
Si era mai preoccupato qualcuno di quello che poteva diventare lei?

"Io ti voglio bene",
E "io ti voglio bene",nel suo cuore,era un insulto.

Che ne sapeva lui,di cos'era un'amicizia femminile?
C'era sempre una quota di amore viscerale tra 2 donne,altrimenti si trattava solo di conoscenti.

"Possibile che devi sempre comportarti da vittima e far pesare sempre tutto?"
"Perchè pesa"

Cosa vuol dire nostro?
Nessuna persona è di qualcun altro.

E venne fuori che il dolore le sarebbe servito.

Tutte le cose importanti non lo avevano mai,un perchè.

Difendeva l'indifendibile e l'aveva capito di essersi giocata tutto per un cretino.

Finchè non le metti nero su bianco,le cose,non le vedi.

La faceva sentire nuda quello sguardo e allo stesso tempo in un luogo in cui era già stata.

Solo lei lo conosceva.
In tutta la terra,solo lei sapeva com'era davvero:
sensibile e generoso.

"Non sei più sola".
Invece lo era in un modo sterminato.
Assoluto e totale.

Iniziare era sempre difficile perchè un poco occorreva morire.

Non l'avrebbe indovinato nessuno,dall'esterno,a che livelli riusciva ad odiare.
Perchè lei lo sapeva che il male non ti rende migliore.

Non credeva alle persone nuove.
A 30 anni sei quello che sei,con il tuo carico di ruggine e di difetti.

Non esiste una persona a cui puoi dire tutto.

Non aveva mai compreso la sua ossessione di diventare madre.
C'era così tanto da conoscere a questo mondo,da cambiare.

Un atto di fede come crescere ed educare un bambino,accettare la sfida del suo futuro,era diventato un gesto coraggioso.
Quasi rivoluzionario.

Ancora non lo sapeva che,tra amiche,la felicità è veleno.

Edificare un'anima:questo sì che significava riscatto.

..con la solita urgenza insaziabile di essere la migliore,ineccepibile,la numero uno.
Sì!Sì!Sì! Voglio affrontare tutto!

Dalla miseria si poteva solo migliorare.

Aveva una dolcezza nel volto.
Un indizio di comprensione per le debolezze altrui.

...l'idea che qualcuno vivesse per renderti felice.

Era un casino,un cataclisma.
Ma,forse,era anche una cosa troppo bella.

Si alzò e si vedeva da un km che era triste.
Che lo pensava.
Che non si era arresa.
Ogni giorno si svegliava e per prima cosa accendeva il cellulare ma non trovava alcun messaggio.

Cosa te ne frega,si disse,di cosa pensano gli altri.

Un bambino non è una cosa.
Non dovresti mettere al mondo una persona solo perchè ne vuoi un'altra.

Non ti puoi fidare di lui.
Perchè nemmeno lui si fida di se stesso.

Era un narratore,non un protagonista.
Non poteva vivere una vita sua,solo quelle degli altri.

Mi basta le cose di me che non so da dove vengono per capire che non è una bella persona.

Avvertì il suo sguardo dentro il corpo.
Si sentì esistere in quello sguardo.
E avrebbe continuato così per sempre:a farle domande e a rispondere alle sue.

Lei non lo voleva un bambino.
Non l'aveva mai voluto.
Però quello lì,che ora nuotava sul lato sinistro dello schermo e compiva una capriola,non era affatto un bambino: era suo figlio.

La felicità è un frammento.
La durata è nel dolore.

E'possibile,secondo voi,imparare i sentimenti?
No,era impossibile.
Di più:era inutile.

Nella vita era una persona sbagliata.

Non ti punire:se c'è qualcosa che desideri,non difenderti.
Non cercarti delle scuse per evitare di raggiungerla.

La felicità,si disse,era una cosa destinata agli altri.

Non riusciva a vivere,ma lo voleva.
Non c'era altro che desiderasse se non rinascere.
Con lei.
Nello stesso luogo.

Il dolore che rimane.
I vuoti che lasciano le persone quando se ne vanno.
La memoria del loro odore.
Il lembo di un vestito impigliato dove le avevamo viste l'ultima volta.

Prendere coscienza non serve nè a farti cambiare nè a impedirti di ricordare.

Io ci provo sempre a insegnarti qualcosa.
Solo che tu sei una di quelle persone che non imparano mai.
Hai l'anima cieca.
Vedi solo te stesso.

...una passione straordinaria che decide al posto tuo.

Perchè lui era tutta la sua debolezza.

Lei non lo sapeva cos'erano state tutte quelle notti.
Il desiderio di parlarle,di toccarla,che lo afferrava alla gola e sbatteva contro la realtà delle cose.

Mi basta una possibilità.
Una sola.

Era nato per deludere.
Per vergognarsi.
E si sentì in tutto e per tutto sbagliato.

"Lei è molto intelligente.
Ha una sensibilità straordinaria e sa sempre mettersi nei panni degli altri.
Eppure,quando toccano i suoi,comincia a difendersi,ad accusare.
Ogni volta è come se rivendicasse un risarcimento.
Per la sua sterilità.
Per la sua sofferenza.

Ma non può reclamare una maternità che non le spetta."
Infatti.
Spettava alle ragazzine che avevano bevuto troppo.
Alle tossicodipendenti.
Alle prostitute.
Spettava a quelle che abortivano,che abbandonavano,che maltrattavano.
Ma che avevano l'utero e le tube in funzione.
A queste spettava,sì?

Quel "senza"ha contato di più di ciò che avrei potuto avere.
E'grazie a quel "senza" se sono qui e non cedo.
E voglio prendere in braccio mio figlio e aiutarlo a fare i conti con tutti i "senza" che si troverà davanti.
Con tutti i "senza" che lo hanno già segnato.

Perchè ci siamo lasciati?
Perchè ti ho vista per quello che eri:banale.

"Ci sai fare con i bambini"
"Mi piacciono.Come ti guardano,come si affidano.Ti fanno sentire amato in un modo in cui nessuno ama".

Erano storti,difettosi e non sarebbero mai guariti.
Però lui la amava e avrebbe fatto qualunque cosa per renderla felice.
Le sarebbe stato sempre accanto.
Perchè era lei,la famiglia migliore.

Ti sei affezionata a un'idea,va bene,può succedere...ma adesso basta.

Non sapeva se aspettarla o se morire.

Era lo stesso bambino che diceva:
"E tu,che cazzo vuoi?".
E lo diceva con gli occhi prepotenti,ma pieni di dolore.

Le andò incontro e lei provò di nuovo quel desiderio terribile di rintanarsi con lui in una caldaia,in una buca sotto terra.
Di togliersi i vestiti e appiccicarsi al suo corpo fino a perdere i contorni.

Lei voleva continuare a ricordare:
ogni singola umiliazione,il disamore e il male che lui e tutti gli altri le avevano fatto.

Tu non lo sai,quanto ti amo io.
Quanto ti ho pensato e ti penserò ogni giorno.
Mi mancherai e non potrò farci niente.

L'aveva distrutta,l'Adele di prima.
Era stato lui a rovinarla e imbruttirla.
L'aveva rovinata,sì,ma non fino in fondo.
Le era rimasto lo sguardo pulito e una cieca ostinazione al bene.

Voglio stare con te perchè sei l'unica cosa che ha senso.

Cos'è l'inferno?
E'la sofferenza di non poter più amare.

Il male era un meno.
Un vuoto che ti portavi appresso per sempre perchè qualcuno non ti aveva amato.
Non ti aveva sorriso.
Non ti aveva insegnato a parlare.
Se metti al mondo una persona,la devi amare.
La devi guardare negli occhi e le devi dire:
"Sei al sicuro".
Sennò la fai vivere,ma non nascere.
Sennò la uccidi.
Sennò le inietti nell'anima una sottrazione di cui non si potrà mai liberare.
E' che se da bambino non sei amato,poi non esisti.

Perché ti assaliva una tale disperazione,a volte,che non guardavi più in faccia nessuno.

L'amore furioso,furibondo e cieco.
Non esiste limite,a questo amore.
Non esiste accettazione.
Né giusto né sbagliato,quando soffri così tanto.

Lui non poteva capirlo:
una volta al mese,sentirsi dire dal tuo stesso corpo che non servi a niente.

Avevo fame.
Una fame che non so spiegare a parole.
Come un vuoto enorme che non sarebbe stato riempito nemmeno da un supermercato.

Ero solo.
Il più solo al mondo.
Eppure mi davo un obiettivo e lo realizzavo.
Senza sgarrare,con una disciplina pazzesca,dimostrando a me stesso che valevo qualcosa.

Aveva tutti quei capelli che le spiovevano sul viso,anarchici e anticonformisti,com'era lei.

La guardava e non gli mancava niente:né il passato né il futuro.
Era qui che voleva stare.
Con lei in un pomeriggio qualunque.
E adesso la sentiva la felicità lieve di stare al mondo.
E questa cosa qui che rimaneva,risaltava e li legava,era più forte di tutto.
Era amore.

Ma come si può provare così schifo per la propria vita?

E loro 2 nel buio,gettati fuori,a cercarsi come randagi.


"Che cosa vuol dire?"
"Quello che ho detto:le parole coincidono con le cose".

Ogni mattina mi svegliavo e pensavo che era un buongiorno perché tu esistevi.
Facevo tutto veloce per vederti presto.
Eri la mia unica certezza.

Gli aveva voluto tanto di quel bene che era stato come perderci la testa.
Aveva le farfalle nello stomaco ogni volta che lo rivedeva.

Ti avrei dato tutto,cazzo.
Ti sarei stato accanto ogni minuto.
E invece ti ho aspettato,aspettato e aspettato.

Io non voglio più entrarci nelle tue ferite.

Quelle erano solo parole e qui c'era un pezzo di carne viva,che non era più un sentimento.
Era una condanna.

Era salva,sì.
Anche se non c'era più niente da salvare.


Non ragionarci,altrimenti non funziona.
Usa l'istinto e rispondimi:
cosa desideri,più di tutto?

Si era data della stupida per averci creduto,di poter ambire a una vita normale.

Lo amava e lo detestava.

Quando qualcuno ti abbandona ti lascia in eredità un vuoto.
Che rimane lì,fra le costole,e non c'è modo di mandarlo via.
Però avrai una vita intera per costruirci intorno delle cose belle.

Era così frustrante aspettare.

Avvertì tornare quel mostro,che non era lei,ma si era annidato dentro le sue viscere,in un posto così buio da non poterlo nominare.
Perché lri aveva studiato,sofferto,capito.
Aveva letto,pensato,amato.
Era adulta e consapevole.
Però era prigioniera del mostro.


L'unica domanda che le girava in testa era:
"Perché lei sì e io no?Perché questa incosciente troietta sì e io no,no,NO?"

I passanti rallentavano e la guardavano e lei doveva trattenersi dal gridare loro:
"Cosa avete da scandalizzarvi?Non l'avete mai vista una donna incazzata?"

Solo i legami che non si scelgono non si possono spezzare.
Tutti gli altri sono labili,precari.

"Lo sai quanto sto lavorando..."
"Certo.Solo tu lavori a questo mondo!"

Cercava lo scontro.
Lo voleva.
Perché se niente avevo senso,allora tanto valeva distruggere tutto.

Tu mi hai reso infelice.
Ogni giorno me lo hai rovinato.
Perché sai solo logorare te e chi ti sta accanto.

Aveva la certezza che,comunque,ormai era tardi per diventare qualsiasi cosa.

Il suo sogno più grande,il più innominabile,era diventare scrittore.
Era che la gente vedesse il suo romanzo in vetrina e lo comprasse.

Non poteva farci niente: né salvarla né ribaltare il destino.

"A volte mi sembri il più figo del mondo e a volte il più sfigato"
"È perché non so chi sono. Perché mi manca una metà. Perché quando sono ovunque vorrei essere qui. E quando sono qui,non riesco a starci"

Fanculo mondo,io vado vis.

La notte entrava gelida,nella stanza.
Li assediava da ogni parete.
E loro dentro,asserragliati.

Quella cosa che credeva impossibile,d'improvviso gli venne naturale.

È il modo della possibilità,il congiuntivo.
Del desiderio,del dubbio,dell'alternativa.
Se non lo usi,non riesci a immaginare.

Lo frugava,in cerca della frazione infinitesimale di lui che non era stata ancora rovinata.

Ce l'hai un motivo,uno solo per tirarti su le maniche e tornare là fuori?
Una ragione per cambiare?

Fuori era un covo di ricordi.
E lui viveva qui e adesso,come un animale in una fossa.

Sai cosa ho pensato quando l'ho scoperto?
"Non sono pronta,non ho la testa."
Ma poi mi sono detta:
"Esiste.È lamiglior occasione che mi sia capitata"

Pensò che era una delusione,dopo.
Dopo aver sognato,voluto,desiderato.
La realtà era sempre diversa.

Stava rinunciando a tutto per lei.
Non l'aveva presa in giro.

Io invece ho pensato sempre a te,mille volte.
A te e nessun altra.
E adesso ci sei.


Fottitene e vai avanti.

Perché i luoghi sono persone.
Di più: è dove rimangono per sempre le persone.

Ho una vita di merda...fammi essere felice un po',no?
Fammi sbagliare fino in fondo.

C'era solo il presente.
Che era presente e quindi vivo,come nell' "Infinito" di Leopardi.

Non era più solo smania adesso.
Era volontà di esistere,di vincere.
Era disperazione.

Lo aveva deciso:voleva essere vivo e non avere più difese,più il controllo su niente.
Affidarsi,fare cazzate,perdersi.
Insieme a lei.

Non te la vorrei raccontare questa storia.
Però,se non lo faccio,non riesco ad andare avanti.
Né con te né con me stesso.

Non si può vivere,dopo.
Dopo,è impossibile.

Guardarti mi salvava.

Quello che non era mai riuscito a scrivere,a immaginare,stava accadendo.

Vattene,io non esisto!

Mi sento come te.Ma ce la faremo.

Io dentro avevo un vuoto e cel'ho ancora.
Che mi fa dire che qualsiasi cosa faccia,qualsiasi traguardo raggiunga io sarò sempre nessuno.

Nessuna vittoria è senza resto.

Sei una fregatura.Sei una balla colossale.

Si sedette di fronte a lei e si giurò che glielo avrebbe detto.
Anche se era pesante.
E sarebbe stata l'ultima volta che provava a cambiare la vita di una persona.

Tu cosa scegliresti al posto suo?
Ti sei mai messa nei suoi panni?
Cosa sceglieresti:una vita di merda con te o uns vita favolosa con un'altra madre?
Cosa è più giusto: che si debba portare addosso il peso di non sapere chi l'ha messa al mondo?

Allora eri tu.
Ls clinica in Svizzera,la gamba,le Fivet andate male,le Beta negative...era tutto giusto.
Ne valeva la pena.

Sai che c'è?
Che sono ome sono e non come mi vogliono gli altri.

Con il terrore di deludere e la rabbia di provarci.










"Da dove la vita è perfetta" Silvia Avallone (2017)





LA TRAMA:

C'è un quartiere vicino alla città ma lontano dal centro,con molte strade e nessuna via d'uscita.
C'è una ragazzina di nome Adele che non si aspettava nulla dalla vita e invece la vita le regala una decisione irreparabile.
C'è Manuel,che per un pezzetto di mondo placcato oro è disposto a tutto ma sembra nato per perdere.
Ci sono Dora e Fabio,che si amano quasi da sempre ma quel "quasi" è una frattura divaricata dal desiderio di un figlio.
E poi c'è Zeno,che dei desideri ha già imparato a fare a meno e ha solo 17 anni.
Questa è la loro storia:d'amore e di abbandono,di genitori visti dai figli che poi è l'unico modo di guardarli.
Un intreccio di attese,scelte e rinunce che si sfiorano e illuminano il senso più profondo dell'essere madri,padri e figli.
Eternamente in lotta.
Eternamente in cerca di un luogo sicuro dove basta stare fermi per essere altrove.
E allora sedetevi su una panchina e guardate lontano,per scoprire che un posto da "dove la vita è perfetta",forse,esiste.

IL MIO GIUDIZIO:


Conoscevo Silvia Avallone solo di nome,per la sua opera più famosa, "Acciaio,"
ma non avevo mai letto niente di suo.
Poi,qualche settimana fa,parlavo di libri (strano!!!) con un'ospite dell'agriturismo dove lavoro e
me l'ha consigliata,anzi,mi ha pure regalato il suo ultimo romanzo,che lei aveva letto proprio durante la permanenza qui in Maremma.

Appena l'ho cominciato,ho capito di essere di fronte a una giovane scrittrice davvero in gamba e che,questo 2017,si sta  proprio configurando come un'annata di letture superlative.

La trama avvince e coinvolge sin dalle prime pagine,
in un alternarsi di crudeltà e dolcezza che non possono non arrivare dritti al cuore.
I protagonisti,tutti molto "veraci" e in qualche modo concatenati fra loro,
diventano presto come degli amici di lunga data ed è impossibile non affezionarcisi ed entrare subito in empatia con i loro stati d'animo.

Il finale,poi,è esattamente quello che mi ero immaginata e non c'è cosa che più mi galvanizzi di un finale che coincida in tutto e per tutto con le mie aspettative.

Da un lato abbiamo la Bologna bene,
caratterizzata dai borghesissimi Fabio e Dora che da anni cercano in tutti i modi possibili,ma senza risultati,di avere un figlio...prima in maniera naturale,poi con ripetuti,quanto inutili,tentativi di fecondazione assistita ed infine con la trafila per l'adozione.

Dall'altro la banlieue della periferia,dove fra miseria,omertà,delinquenza ed emarginazione,
una giovanissima Adele,in un momento di leggerezza,
si fa mettere incinta dal grande amore della sua vita,con la vana speranza di legarlo a lei per sempre...per poi rendersi conto,non solo di aver ottenuto l'effetto contrario,ma di non sapere come fare a crescere,da sola,senza soldi e con una famiglia pressoché disastrata,la nuova creatura che sta per arrivare.

Una storia che potrebbe cadere nel cliché della ragazzina disadattata che resta incinta con una facilità disarmante vs la signora benestante che si strugge nel desiderio di una maternità negata e,invece, non vi è nulla di banale né di scontato.

Tanti gli spunti di riflessione che si susseguono nel corso della narrazione:
quanto può essere presente ed ingombrante un'assenza?
Fino a che punto può fare male non riuscire ad ottenere,malgrado gli sforzi,ciò che tanto ardentemente si desidera?
Fin dove è lecito spingersi per appagare il proprio desiderio di maternità?
E ancora,la maternità è davvero un diritto che ogni donna può sentirsi in dovere di rivendicare?
È meglio dare un figlio in adozione,non avendo i mezzi per sostenentarlo,e offrirgli così un futuro migliore,oppure tenerlo con sé,condannandolo a una vita di stenti e privazioni?
Ed è meglio per chi?
Per lui o per il genitore?
Quale delle 2 scelte coincide con un vero atto d'amore?

Molte anche le frasi che ho sottolineato e in cui mi sono riconosciuta.
Una su tutte:
"Non riusciva più a sostenerla la felicità degli altri".
Quante volte mi sono vergognata di me stessa,reputandomi una brutta persona,quando,fra invidia e malcontento,non sono riuscita a gioire come avrei dovuto per la felicità altrui?
Quante volte mi sono trovata a dire,fra me e me,come succede anche a Dora nel romanzo:
"Ma perché a lei sì e a me no?".
E vederla scritta lì,questa frase,nero su bianco,mi ha fatto sentire un po'meno sola,un po'meno meschina.
Forse semplicemente soltanto,come tutti,difettosamente umana.
E perchè,fondamentalmente,c'è un pò di Dora,un pò di Fabio,un pò di Adele,un pò di Manuel e un pò di Zeno in ognuno di noi.



IL MIO VOTO:
Bello.
Realistico,dolce e commovente.
Da leggere.


LA SCRITTRICE:



venerdì 4 agosto 2017

Frasi dal libro "Il mio amico Padre Pio" di Giovanni Siena

Forse,con quella dimissione,apparentemente ingiusta,dal collegio,il mio superiore non faceva che assecondate un disegno della Provvidenza.

Hanno occhi per non vedere e orecchie per non sentire.

Bastavano un fiore selvatico,un filo d'erba,un arbusto solitario che scherzava o si accapigliava col vento,una foglia che si staccava dal ramo silenziosa,un guizzo improvviso d'uccello dai greppi,una nuvoletta che si consumava al sole,nell'azzurro:
bastava un nulla a commuovermi,a rendermi felice.
In tante piccole meraviglie della natura,non vedevo mai l'artefice:
Dio era assente proprio là dove,con la sua potenza e la sua gloria,manifestava la sua delicatezza di artista senza confronti.

Mentre toccavo il fondo dello sconforto e dell'amarezza,incominciai a rivolgere il mio pensiero a Dio.
Dalle macerie dei miei sogni parve levarsi un larvato segno di vita nuova.

Ma c'era veramente quel Dio che invocavo nei supremi momenti di sconforto?
Inoltre,ammessa l'esistenza di Dio,quale religione era la vera,fra le tante esistenti nel mondo?

Non c'era nulla per me di più bello e di più meritorio dell'amare Dio nel fiore degli anni,in un'età in cui le inclinazioni si coalizzano con le lusinghe del mondo per tenerci lontani da lui.
"Oh Dio,se ci sei,fammi luce".

Padre Pio era là.
Appena mi vide entrare,si alzò e mi disse:
"Hai visto?"
"Che cosa?"
"La neve"
Aprì la finestra:
"Guarda:bella!Io sono tanto contento!"
"E perchè?"
"Perchè sento l'allegrezza nell'anima".

Imparate la nostra lingua perchè in Paradiso si parla italiano.

Voglio essere soltanto un povero frate che prega.

Nei libri si cerca Dio.
Nella preghiera lo si trova.

Le grandi cose sono precedute da grandi prove e da grandi sacrifici.

E' stato deposto un seme che Egli scalderà con i suoi raggi d'amore.
Una nuova milizia fatta di rinunce e d'amore sta per sorgere a gloria di Dio,e a conforto delle anime e dei corpi infermi.
Non ci private del vostro aiuto,collaborate a questo apostolato di sollievo della sofferenza umana e la Carità Divina che non conosce limite e che è luce stessa di Dio e della Vita Eterna accumulerà per ciascuno di voi un tesoro di grazie di cui Gesù ci ha fatti eredi sulla Croce.
Quest'opera che voi oggi vedete è all'inizio della sua vita,ma per poter crescere e diventare adulta ha bisogno di alimentarsi e perciò essa si raccomanda ancora alla vostra generosità affinchè non perisce d'inedia e divenga la città ospedaliera tecnicamente adeguata alle più ardite esigenze cliniche e insieme ordine ascetico di francescanesimo militante.
Luogo di preghiera e di scienza dove il genere umano si ritrovi in Cristo Crocifisso come un solo gregge con un sol pastore.

Rispondiamo solleciti alla chiamata di Dio per la causa del Bene ciascuno adempiendo al proprio dovere.

Avanti in umiltà di spirito e col cuore in alto.

Siccome il Padre ha amato me,anche io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.

Vi sovvenga che io sono ardentemente di tutti e per questo soffro ardentemente per tutti.

"Padre,dia almeno una benedizione alla Camera (del Consiglio)"
"Alla Camera ci vuole la bomba atomica!"

Padre Pio è un esempio della libertà di Dio nel modellare i suoi testimoni.
E'un mistero da sviscerare e che non cesserà di impegnare i cuori e le menti fintanto che durerà il mondo.

Al pari di altri che,urtati dai suoi modi inurbani e dalle sue escandescenze,oltre che da certo modo di fare della gente che lo circonda,alcuni hanno ridisceso ingrugniti la china del poggio del Santuario.
Questi non avevano capito che a farlo gridare come un ossesso era la natura troppo violentata,malgrado l'assuefazione al dolore,la crocifissione quotidiana e la sua capacità di soffrire quanto colui che sulle spalle si addossa tutta l'umanità.
Le sue grida sono valvole di sicurezza per le quali la natura eccessivamente compressa dai dolori fisici e spirituali si libera per non soccombere,senza peraltro compromettere la calma interiore,l'accettazione e l'amore dei patimenti,l'unione con Dio e l'adesione al suo volere.
Il mare si agita magari con certa furia in superficie,ma il fondo resta calmo e inalterato,anche se risente degli effetti dell'agitazione e pare esserne intorbidito.
Ma il suo gridare è più di tutto un'occasione per farci meditare sul Crocifisso.
Una protesta appassionata e violenta contro il male,il disamore e l'ingratitudine degli uomini verso  Dio.

E' la preghiera,questa forza unita di tutte le anime buone,che muove il mondo.

Il Signore scrive dritto sulle righe storte e volge il Male in Bene.

L'ingratitudine e il sonno dei miei ministri mi rendono più gravosa l'armonia.
Ohimè come corrispondono male al mio amore!
Ciò che più mi affligge è che costoro al loro indifferentismo aggiungono il disprezzo e l'incredulità.

Sarai l'eco della mia voce che grida e protesta.
Il tuo linguaggio sarà dolce,tagliente,franco,misterioso come il mio.
Conforterà e abbatterà,
Atterrerà e susciterà con lo stesso mio imperio perchè Io,Gesù,vivo in te.
Maltratterai i redenti,li scaccerai dal confessionale perchè si emendino.

Il Bene germoglia irrorato dalle lacrime e fecondato dal dolore.

Si viene a lui attratti dalla fama dei suoi prodigi,per rimanere poi impigliati nelle maglie della sua rete d'amore,poichè ciò che tutti sorprende e in cui tutti incappano è la sua bontà,la sua straordinaria carità.
La si legge nei suoi occhi,nell'incendere,nel portamento,nei gesti anche nervosi,nel volto ora soffuso di mestizia o di ineffabile dolcezza,ora smunto o contratto in una smorfia di dolore.
Non è possibile tornare a offendere Dio dopo aver letto nel suo tormento e nella sua pena tutta la bruttezza della colpa e avere intravisto in lui il cuore sul quale si abbandonava il capo del Discepolo prediletto.

Ci basta semplicemente guardarlo per amare di più il Signore.
Tutto il suo essere predica l'amore.
Perchè non è più lui che vive ma che Cristo che vive in lui.

"Padre!"diciamo tutti.
Quale Padre!
Un Padre nel cui petto pulsa il Cuore di Cristo,obbediente al dolce comando:
"Amatevi come io vi ho amato".
Con quanta tenerezza paterna ti chiama a sua volta:"Figlio mio!Figlia mia!"

Quale cuore pulsa,nascosto sotto la ruvida scorza?
Non lo sapremo mai.
C'è una bella differenza fra la scontrosità per temperamento e l'altra generata dall'amore e dal dolore.

Il merito è dello spirito che soffia dove vuole ed è suo,cioè di Padre Pio.