sabato 29 aprile 2017

Frasi dal libro "Mia nonna saluta e chiede scusa" di Fredrik Backman

Essere speciale è il modo migliore di essere diversa.

"Hai un accendino?"
"Ho 7 anni!"
"Per quanto tempo ancora userai questa scusa?"
"Finchè non avrò più 7 anni"

"Perchè non sono autorizzata?E'la mia macchina!Non mi serve nessuna cavolo di autorizzazione per guidare la mia macchina!"
"No.Ma le serve la patente!"

Modificare i ricordi è un bel superpotere!

Se non si riescono a eliminare le cose brutte,basterà mettercene sopra altre megliose!

Perchè tutti i bambini di 7 anni si meritano dei super eroi.
E chi non la pensa così è fuori di testa.

C'è un confine fra quello che sai e quello che credi.

La casa di una nonna ha qualcosa di speciale:ci si ricorda sempre che odore ha.

Perchè questo fa una nonna quando i genitori della nipote si separano,trovano un nuovo compagno e di punto in bianco dicono che la nipote avrà un fratellastro:
sta dalla parte della nipote,sempre e comunque.

Avere una nonna è come avere un esercito.
E'il privilegio più grande di un nipote:
sapere di avere una persona al proprio fianco,sempre e comunque.
Perfino quando si ha torto.
Soprattutto in quel caso,in realtà.
Una nonna è una spada e uno scudo,è un tipo di amore tutto speciale che gli intelligentoni non capiscono.

La nonna è una di quelle persone che ci si porta in guerra.
La nonna è sempre nel Team Elsa.

Elsa non ha difficoltà a concentrarsi:si concentra sulle cose giuste.

La nonna dice che la gente che pensa lentamente arriva sempre ad accusare quelli che pensano in fretta di avere difficoltà di concentrazione.

Elsa pensa sempre che glielo chiederà domani.
E una mattina non c'è più un domani.

Credere di essere qualcuno non è una cosa così terribile,se sei qualcuno.

Aveva risposto tranquilla che secondo lei era il cane da combattimento a pensare che il bambino desse fastidio,piuttosto che il contrario.

Anche se sembrava così tranquilla,magari combatteva dentro di sè.

La nonna aveva deciso che avere un fiore preferito è un'offesa verso la natura.

La nonna non viene mai colpita da un accidente.
Sono gli accidenti che vengono colpiti dalla nonna.

Per Elsa le lettere sono qualcosa di più di un semplice modo per mandare messaggi.
Qualcosa di più importante.

E'brava a correre.
Lo si diventa se si viene inseguiti spesso.

Lui l'ha spinta contro un termosifone e lei lo ha picchiato con un libro.
In realtà pensa che il bambino dovrebbe esserle riconoscente,perchè quella è stata l'occasione in cui si è trovato più vicino a un libro.

Elsa sa di essere diversa e che per questo non ha amici.
Ma gli altri bambini non la odiano perchè è diversa.
Elsa non si lascia intimidire ed è per questo che i bambini normali la odiano.
E'come se temessero che tutti i bambini diversi,vedendo qualcuno che non si lascia intimidire,possano fare una rivoluzione.
Quindi devono inseguirla e picchiarla finchè non si arrenderà.
Finchè non smetterà di credere di essere un super eroe.

Se si può bisogna scegliere le proprie battaglie,ma se è la battaglia a scegliere te devi dare a quel bastardo un calcio sull'interruttore.

"Dovrai pur aver fatto qualcosa per provocarli!"
Come se l'oppressione funzionasse così.
Quelli se la prendono con Elsa perchè esiste,tutto qui.
Vengono provocati dalla sua presenza.
A loro non servono altri motivi.

Quando c'è di mezzo il terrore,la realtà non ha nessuna protezione contro la fantasia.

...un posto dove non ci si prende il merito e non ci si vanta,ma si fa solo il proprio lavoro.

Solo le persone diverse cambiano il mondo.
Nessuna persona normale ha mai cambiato un accidente.

...dovettero incolpare qualcun altro per poter convivere con se stessi.

Camminano con l'andatura di agenti che gradirebbero proprio un caffè,
mentre il pastore tedesco cammina con l'andatura di un cane che gradirebbe proprio il prepensionamento.

Al telefono parla sempre lei,perché sembra non abbia mai troppo bisogno di ascoltare ciò che dice la persona all'altro capo.

Una volta Elsa aveva sentito un dottore dire che la nonna era "una che può mettersi a litigare in una stanza vuota",
ma quando Elsa gliel'aveva raccontato,la nonna aveva sbottato:
"Magari è stata la stanza a cominciare,non credi?"

Una regina ha potere solo finché tutti i suoi sudditi hanno paura dei conflitti.

Dire:"Non preoccuparti,tesoro" è il modo più facile per farmi sapere che dovrei preoccuparmi una cifra.

"È complicato".
La mamma fa sempre così:parla per stati di Facebook.

Tutto è complicato se nessuno me lo spiega.

Non tutti i mostri sono mostri fin dall'inizio e non tutti i mostri sembrano mostri.
C'è qualcuno che i propri mostri se li porta dentro e altri sono mostri per il dolore che hanno dentro.

Catastrofi inverosimili provocano nelle persone consegunze inverosimili,dolori inverosimili,eroismi inverosimili.
Catastrofi inverosimili generano nelle persone cose inverosimili.
Generano super eroi inverosimili.

La nonna di Elsa viveva a una velocità diversa dadli altri.
Funzionava in modo diverso.
Nel mondo reale,nell'ordine,lei era il caos.
Ma quando il mondo reale crolla,quando tutto diventa caos,a volte le persone come la nonna possono essere le uniche che funzionano.

Sono un medico e quando lo sono diventato ho rinunciato al lusso di scegliere a chi devo salvare la vita.

Facciamo quello che fanno tutti:facciamo tutto quello che possiamo.

"Tua nonna e io eravamo molto diverse"
"No.Eravate solo diverse in modo diverso."

Quando si ama tanto una persona è difficilissimo imparare a condividerla con qualcun altro.

È compito delle figlie essere arrabbiate con le madri.

Si può diventare storditi se si rimane soli per tanto tempo.

"Mamma non dire parolacce!"
"Tu le dici in continuazione!"
"Io non sono la mamma di nessuno"

Credo che tua nonna funzionasse bene nei posti caotici perché lei stessa era caotica.
Era sempre geniale nelle situazioni catastrofiche.
Solo che la quotidianità,le cose normali,non sapeva come gestirle.
Come un orologio che non è giusto.
Non è sbagliato,solo che è sempre nel posto sbagliato.

Non si fanno figli se non si vuole occuparsene.

Era una stordita e nessuno me l'ha detto e adesso lo so e mi manca lo stesso e questo mi fa arrabbiare!

Non ha nessun senso pentirsi,viene solo mal di testa!

I pentimenti sono animali da branco e perciò quando un pentimento sta andando in una direzione e si pente,finisce quasi sempre per scontrarsi con un altro.
Ecco perché hanno sempre un enorme bernoccolo oblungo sulla fronte.

"Non fa niente" dice Elsa.
Anche se qualcosa fa.

Quando qualcuno le diceva che non poteva fumare in un luogo chiuso,si arrabbiava così tanto che poi l'unica indicazione che si poteva ottenere era il suo dito medio.

Per questo a Elsa piace Halloween.
A Halloween essere diversi è normale.

È uno dei grandi problemi di Elsa:
che non riesce mai a fare finta di niente.

È tutto facile,se lo sai!

"Vuoi qualcosa?"
"Tipo?"
"Non saprei...un caffè?"
"Ho 7 anni!"
"E questo che diavolo c'entra?"
"Conosci molti bambini di 7 anni che bevono caffè?"
"Non conosco molti bambini di 7 anni..."
"Si vede"

Tutto è come deve essere.

E'singolare la rapidità con cui può cambiare il significato di un odore a seconda della strada che prende per attraversare il cervello.
E'singolare quanto siano vicini l'amore e la paura.

Mai rompere le palle a qualcuno che ha più tempo libero di te.

Una persona che non ti piace non potrà mai ferirti.

Si beve per dimenticare le cose pesanti,vero?

Quando una persona ti regala un libro,davanti a lei devi fingere di non averlo letto,perchè il vero regalo è poter donare un'esperienza di lettura,non riceverla.

Forse era delusa da te perchè tu sei così delusa da te stessa.

Non c'è niente di male a essere una diversi.
La nonna diceva che solo le persone diverse cambiano il mondo.

"A volte lo fa.Sparisce.Non devi preoccuparti.Ha paura delle persone.Sparisce per un pò.Ma ritorna sempre.Ha solo bisogno di tempo."
"Credo che abbia anche bisogno di aiuto"
"E'difficile aiutare chi non vuole aiutare se stesso"

Tutti dicono che sentono la mancanza della nonna ma passerà.
Però io non ne sono sicura.

"Tua nonna era vecchia"
"Non per me.Io la conoscevo solo da 7 anni".

"E' a causa mia che non vuoi altri figli?"
"Sì"
"Perchè sono venuta diversa?"
"No,perchè sei venuta perfetta!"

Abbiamo una voce interiore che ci sussurra sempre cosa dovremmo fare.
Si tratta solo di ascoltarla.
La voce interiore sono i morti che tornano ad aiutare quelli a cui vogliono bene.

Il più grande potere della morte non è far morire le persone,ma far desiderare a quelle che rimangono di smettere di vivere.

Vede degli estranei che indicano,più o meno discreti,verso di lei.
Soprattutto meno.

Nessuno dice "morta".
Tutti dicono solo che la nonna "se n'è andata" o che "l'hanno persa".
Come fosse un calzino scomparso nell'asciugatrice.
Alcuni di loro piangono ma secondo Elsa non ne hanno il diritto perchè non era la loro nonna.

Accelera il passo,allontanandosi dalla chiesa perchè non vuole che qualcuno di loro la segua per chiederle se è tutto a posto.
Perchè non è tutto a posto.
Niente tornerà mai a posto.
Vuole smettere di sentire il brusio e di dover ammettere che parlano di lei.
Intorno a lei,dietro di lei.
La nonna non le parlava mai dietro.

Le paure sono come le sigarette.
La cosa difficile con quelle piccole bastarde non è smettere,ma non ricominciare.

George diceva che se il tempo fosse stato un dio,la nonna sarebbe stata atea.
Perchè l'unica religione che praticava era il procrastinantesimo.

George dice che Metà fa addormentare la mamma in continuazione per 9 mesi per compensare il fatto che per 18 anni li terrà tutti svegli.

Non lottare contro i mostri perchè potresti diventare un mostro.

Se odi colui che odia,rischi di diventare come colui che odia.

Non prendere a calci la merda:puzza!

Quando si vive così tanto nell'oscurità è tremendamente difficile credere alla fiabe.

Ogni cosa deve diventare più oscura e più terribile per potersi sistemare nel finale.
Perchè tutte le fiabe migliori funzionano così.

Sa che dovrà combattere ed è stanca di combattere.
Quindi questa storia deve finire bene.
Per forza.

"Io non me la cavo molto bene con la gente"
"Lo so.Ma sembra che non te la cavi molto bene neanche da sola."

Le dicevano che non poteva fare un sacco di cose del cavolo per un sacco di motivi del cavolo.
Ma lei le faceva lo stesso,che cavolo!
E' così che ci si oppone ai bastardi che ti dicono cosa puoi e cosa non puoi fare.
Lo fai lo stesso,porca miseria!

Come si fa a vivere avendo sempre paura?

Tua nonna diceva che a volte bisogna fare le cose anche se sono pericolose,altrimenti non sei un essere umano,sei soltanto un verme.

Entrambe sembrano aver bisogno di ridere di più di ogni altra cosa.

Non è poi così importante in cosa si crede.
Ma in qualcosa bisogna pur credere,altrimenti niente ha un cavolo di senso.

"Il mio lavoro non è uccidere"
"E qual è il tuo lavoro?"
"Proteggere"

Quando ero piccola avevo paura di tutto e lei mi diceva che avrei dovuto fare tutto quello di cui avevo più paura.
Che avrei dovuto ridere delle paure.

Se si vede la merda che hanno visto quei ragazzi,quando si torna a casa bisogna farsi aiutare,porca miseria.
Questo paese è dannatamente pronto a investire miliardi in armi e aerei militari,ma quando quei ragazzi tornano a casa dopo aver visto quello che hanno visto,nessuno ha i soldi per ascoltare le loro storie per 5 minuti.
La gente deve poter raccontare le proprie storie,altrimenti soffoca.

"Sei davvero una bimba maledettamente diversa"
"E'una bella cosa essere diversi"

Anche se le persone a cui si vuole bene si sono comportate come dei bastardi,si deve imparare a voler loro bene lo stesso.
Se si dovessero squalificare tutti coloro che una volta sono stati dei bastardi,resteremmo a corto di persone molto in fretta.

Io non odio.
Volevo solo che mi ascoltaste.
E'chiedere troppo?

Non c'era un accidente di niente nella sua vita che non fosse complicato.

E'difficile riflettere sulla morte.
E'difficile lasciar andare qualcuno che si ama.
E'difficile imparare ad accettare che tutti quelli a cui si vuol bene prima o poi devono andarsene.
E'difficile vivere senza chi se n'è andato.
E' molto,molto difficile essere quello che deve rimanere a vivere senza chi se n'è andato.

Di tanto in tanto Elsa chiedeva alla nonna perchè i grandi facessero sempre delle cose così stupide.
La nonna rispondeva che è perchè di norma i grandi sono persone e di norma le persone sono bastarde.
Elsa aveva chiesto alla nonna perchè tanti non bastardi fossero costretti a morire in tutto il mondo e perchè così tanti bastardi invece no.
E,più in generale,perchè qualcuno dovesse morire,bastardo o no.
La nonna aveva ammesso che presumibilmente c'era sempre qualcosa che era costretto a lasciare il proprio posto perchè qualcos'altro potesse prenderlo.
"Come quando ci alziamo per lasciare il posto alle persone sull'autobus".

Lei non è scortese.
Ha solo difficoltà a dire qualunque cosa non lo sembri.

Sai che forse la gente litigherebbe con te un pò meno spesso se cercassi di dire le cose con un pò più di gentilezza?
In fondo essere gentili è una scelta.

Se non ci si occupa di niente,non si vive.
Si esiste e basta.

Si vuole essere amati.
In mancanza di questo,temuti.
In mancanza di questo,detestati e disprezzati.
Si vuole suscitare negli altri un sentimento di qualche tipo.

"A volte è complicato essere adulti"
"Beh,nemmeno essere bambini è proprio una passeggiata"

Voglio che qualcuno si ricordi che sono esistita.
Voglio che qualcuno sappia che sono stata qui.

Io non ce la faccio se tutti muoiono in continuazione,che cavolo!

Fanno quello che possono:
costruiscono parole di perdono sulle macerie dei gridi di battaglia.

"So di non essere perfetta"
"Non deve essere tutto perfetto..."

Da un grande potere derivano grandi responsabilità.

Non devi essere così dispiaciuto da farmi sentire in colpa.
Solo dispiaciuto in modo che non sembri che non ti importi.

"Adesso vuoi chiedermi perchè la tua mamma e io abbiamo smesso di amarci?"
"Volevo chiederti perchè avete iniziato"

"E allora perchè state insieme?"
"Perchè ci prendiamo così come siamo"

Harry Potter sembra avere un'enorme importanza per te e io voglio capire le cose che sono molto importanti per te.

La casa di una nonna ha una cosa assolutamente speciale:
anche a distanza di 10 o 20 o 30 anni ci si ricorda che odore ha.

L'odore delle cose più belle di una persona che era pazza nel modo più bello.

Proteggi i tuoi amici perchè loro ti proteggeranno.

Ridono un sacco.
Perchè è così che si sconfiggono le paure.

Quando il buio è troppo grande per farcela e troppe cose si sono rotte in troppi modi perchè si possano riparare,non sa davvero che arma usare se non i sogni.
Quindi fa così.
Un giorno alla volta.
Un sogno alla volta.
Si può pensare che sia giusto e si può pensare che sia sbagliato.
E di sicuro si ha ragione in entrambi i casi.
Perchè la vita è sia complicata che semplice.

Cercano di imparare a convivere con se stessi.
Cercano di vivere invece che esistere e basta.
Vanno a degli incontri e raccontano le loro storie,perchè altrimenti si soffoca.
E nessuno sa se quella sia la strada che riparerà tutto ciò che c'è di rotto in loro.
Ma è comunque una strada.

Se sono in tanti a essere diversi,allora nessuno è normale.

Un bambino aveva paura dell'altezza e gli hanno prestato le ali.

"Mia nonna saluta e chiede scusa" - Min Mormor hälsar och Säger förlåt - Fredrik Backman (2016)



-
LA TRAMA:
Elsa ha 7 anni,ma non le riesce granchè bene avere 7 anni.
A scuola dicono è "molto matura per la sua età" e lei sa che significa "parecchio disturbata per la sua età".
Sua nonna ha 77 anni e neanche lei riesce granchè bene avere la sua età.
Dicono che è "arzilla" ma Elsa sa che vogliono dire "pazza".
La nonna è anche il suo miglior amic,il solo,e insieme loro 2 hanno inventato un mondo alternativo dove non ci sono genitori che si separano e compagni di classe che fanno scherzi cattivi.
Un luogo dove tutti possono essere diversi e non c'è bisogno di essere normali.
Ma un rivolgimento del destino sorprende Elsa,lasciandola da sola con una lunga serie di leggere in cui la nonna chiede scusa a molte persone della sua vita.
Elsa ha un compito:
consegnare ciascuna lettera al suo destinatario.
E'l'inizio di una grande avventura.
Lettera dopo lettera,facendo la conoscenza di vicini di casa alcolizzati,vecchietti innamorati e cani isterici,Elsa conoscerà la vera (e sorprendente) vita di sua nonna.



IL MIO GIUDIZIO:
Questo libro mi è stato consigliato da Michy,la ragazza che gestisce la pagina Facebook "Libri:parole d'amare":
sapendo quanto sia stato importante per me mio nonno materno,
ha pensato che potesse piacermi.

La storia racconta,infatti,del rapporto speciale fra una nonna e la sua nipotina di 7,quasi 8,anni.
Entrambe sono accomunate dal fatto di essere "diverse":
la nonna è un'anticonformista,politicamente scorretta,eccentrica,un pò strampalata e testa matta ma vera e dal cuore grande.
Elsa,invece,è assai molto più matura dell'età che ha:
è fissata con le regole grammaticali,le piace leggere (in particolare le avventure di Harry Potter) e imparare il significato di nuove parole,cercandole su Wikipedia.
Per questi motivi viene bullizzata dai compagni di classe che la reputano "strana",
la deridono e la picchiano ma gli insegnanti e  il preside,invece di difenderla,
sostengono che sia lei ad essere troppo aggressiva e ad istigarli,
non sapendosi porre nel modo appropriato.

La nonna,per aiutare Elsa a sopportare il senso di emarginazione,
le racconta delle fiabe e la conduce nel fantasioso mondo di Miamas,
popolato da principesse,draghi,guerrieri e tante altre creature fantastiche che,si scoprirà poi,
altro non sono che la caratterizzazione degli inquilini che abitano nel loro stesso palazzo e che,
in qualche modo,sono tutti legati fra di loro da rapporti di amicizia o di parentela.

Ma,un triste giorno,la nonna muore e lascia in eredità ad Elsa delle lettere da consegnare proprio a tutti i suoi vicini di casa e,in queste lettere,"la nonna saluta e chiede scusa" ad ognuno di loro per qualche motivo.

Recapitando le lettere,Elsa farà la conoscenza di 2 personaggi che,fino a quel momento,
le erano del tutto sconosciuti,
ovvero un "wors" (una sorta di gigantesco cagnolone fantascientifico,perennemente affamato e goloso) e il "Mostro", un omone barbuto,di poche parole,ossessivo compulsivo, maniaco della pulizia terrorizzato dai germi e dai batteri,ma pronto a vegliare su di lei come un angelo custode.

Scoprirà,inoltre,molte cose circa gli altri abitanti del condominio;
conoscerà i loro segreti,le loro gioie,i loro dolori e,tramite le loro storie,apprenderà anche tante cose su sua nonna,sul suo passato e sul rapporto fra lei e sua mamma.

"Mia nonna saluta e chiede scusa" si può classificare come una sorta di fiaba dai tratti fantasy,
anche se,a mio avviso,non amando il genere,i capitoli in cui vengono descritte le vicende di Miamas,rallentano e appesantiscono un pò il ritmo narrativo.

Tanti sono gli insegnamenti che si possono trarre da questo originale romanzo.

Innanzi tutto l'elogio della diversità,l'importanza e la bellezza di essere diversi,
di non omologarsi alla massa,
perchè "essere diversi è il miglior modo per essere speciali" e "soltanto le persone diverse cambiano il mondo.Nessuna persona normale ha mai cambiato un accidenti.
Perchè quando l'ordine crolla e tutto diventa caos,sono le persone diverse,che hanno il caos dentro,
le sole che possano ristabilire l'ordine".

Insegna poi a non giudicare mai a priori ma a cercare sempre le ragioni che si celano dietro ai comportamenti della gente e ciò è possibile solo sospendendo il giudizio e mettendosi nei panni degli altri,grazie a quella bellissima quanto difficile caratteristica chiamata empatia.

Infine,e ciò può essere utile per affrontare lo spinoso tema con i bambini che, per la prima volta si trovano ad affrontare la perdita di un caro (che sia esso una persona o un animale), 
fa capire come la morte sia qualcosa di non solo ineluttabile,ma anche,in certo senso,necessario:
tutti,prima o poi,dobbiamo andarcene per fare spazio ad altri,un pò come quando,sull'autobus,ci alziamo in piedi per cedere il nostro posto ad un'altra persona.

IL MIO VOTO:
Allo stesso tempo esilarante e commovente.
A tratti ricorda vagamente lo stile dolce di Chiara Gamberale.
Una fiaba moderna adatta sia ai grandi che ai piccini che diverte,avvince ed offre anche tanti spunti di riflessione.
Consigliato.

LO SCRITTORE:


venerdì 14 aprile 2017

Frasi dal libro "Io non mi chiamo Miriam" di Majgull Axelsson

Si sporge in avanti e immerge il cervello nell'acqua cristallina,lasciandola penetrare in ogni cavità,
riempire ogni spazio,scorrere e lavare ogni cellula fino a liberarlo prima da tutti i vecchi odori disgustosi,poi da tutti i ricordi sgradevoli e infine da tutti i cattivi pensieri.
Dopodichè lo strizza come una spugna e riporta la mano sulla testa.
Preme e lascia che il cranio si apra.
Rimette delicatamente il cervello lavato al suo posto e con uno scatto del collo fa richiudere il coperchio.
Si guarda intorno e inspira a fondo.
Ora il mondo ha un buon odore.

Una persona felice può esserlo anche nella morte.
Una persona sorridente può continuare a sorridere anche nella morte.

Non ce la faceva a stare in mezzo alle persone,ma non riusciva neanche a stare sola.
Doveva esserci qualcosa che non funzionava in lei.

Era sola.
Non apparteneva che a se stessa.

Poi chiuse gli occhi e decise di non esistere.
Sarebbe rimasta lì,nel suo angolo,a tacere e respirare.
Evitare di esistere era l'unica via d'uscita.

Per una volta voleva solo essere lì e in quel momento.

Bisogna preoccuparsi solo di quello che si può fare,le avevano detto.
E sicuramente era un buon consiglio.

Se solo avesse capito!
Se solo avesse intuito!
Invece era stupida,cretina e sprovveduta!
Totalmente ingenua e ottusa.

Dimentica.
E sopravvivi.
Vietato impazzire.

Il suo sorriso non si era ancora spento.
Splendeva su di lei,riscaldandola.

Ero poi davvero una rom,ormai?
E lo sono adesso?
Oppure non sono niente?
Nè rom,nè ebrea,nè tedesca,nè svedese?

Una risposta gentile calma la collera,come sai.

Mi sembrava di essere arrivata in Paradiso.Ed era stato lui a portarmici.

Il suo era un muto cordoglio per il passato unito a un'altrettanto muta gioia nei confronti del futuro.

Così miti!
Così devoti!
Così pii!
Mica si astenevano dal voler decidere come dovevano vivere la loro vita gli altri,però.

Quella non era indifferenza.
Era dolore.Solo dolore.

"Ricordare è faticosissimo"
"Lo so.Ma è l'unico modo per alleviare quella fatica!

Avere a che fare con chi si sente in colpa non è sempre il massimo.

E'terribilmente stancante avere sempre la paura dentro.

L'esperienza mi ha insegnato che in questo posto non bisogna rinunciare a niente.

"E com'è? Com'è in realtà Aushwitz?"
Com'era in realtà Auschwitz?
Che domanda.
Come si faceva a rispondere^
Le immagini le balenarono davanti.
Fango.
Melma.
Non un filo d'erba.
Terra senza alberi.
Un'infinità di baracche.
Corpi emaciati.
Denti sporgenti.
Occhi infossati.
Latrati di cani.
Mengele.
Sorveglianti ucraine.
Impiccagioni.
Appello all'alba.
Esperimenti Noma.
E poi morti,naturalmente.
Cadaveri a centinaia.
A migliaia. A centinaia di migliaia.
Cataste di corpi.
E fiamme eternamente alte dai camini del forno crematorio.

Erano sempre stati odiati e disprezzati e per questo bisognava stare attenti a non cominciare a disprezzare se stessi.

Eppure era esausta.
Sfinita da anni di fame.
Annientata dalla propria rassegnazione.
Fatta a pezzi dallo sconforto.
Non riusciva neppure a fantasticare.

Non le importava.
Ormai non le importava più di niente e di nessuno.
Desiderava solo la beatitudine del nulla.

La colpa non è genetica.
Non si trasmette di padre in figlio,di madre in figlia,di connazionale in connazionale.
Ciascuno risponda solo delle proprie azioni o inazioni.

Il mondo era un posto così strano che non ci avrebbe mai capito niente.
E non voleva più starci.

No.Non ricordare.
Dimentica e guarda avanti.

Erano arrivate al lavandino.
Sopra c'era un piccolo specchio.
Miriam battè le palpebre e si preparò a vedere il riflesso del proprio viso per la prima volta da molti anni.
Ma era davvero lei?
Quello scheletrino?
Senza capelli.
Il cranio completamente calvo,così pelato che luccicava.
E i denti? Perchè aveva tutti quei denti?
E quelle guance così incavate?
E perchè dove avrebbero dovuto esserci gli occhi c'erano solo 2 buchi neri?
Tirò su col naso e vide con orrore che lo spettro nello specchio faceva la stessa cosa.
Senza pensarci si girò di fianco e gettò le braccia al collo dell'infermiera,nascondendo gli occhi contro la sua spalla.
Per poco non cedette alle lacrime,ma nello stesso istante le si aprì dentro il buco gelido,
quello che ricordava così bene dal giorno in cui il mondo si era capovolto,e che ora le permise di osservarsi sprezzante dall'esterno.
Quanto era stupida?
Pensava davvero che quella creatura inamidata le avrebbe permesso di insudiciarla con le sue lacrime e il suo moccio?
Credeva sul serio che l'infermiera non l'avrebbe spinta via trasformandosi in una nuova Irma Lunz,se non peggio?
La cosa strana fu che non accadde.
L'infermiera le passò soltanto una mano sulla schiena in un gesto muto di consolazione.
Rimasero immobili per qualche attimo,ciascuna immersa nei propri pensieri.
Alla fine Miriam si raddrizzò e si schiarì la voce.
"Perchè?Perchè l'hanno fatto?"
La donna si morse il labbro inferiore e poi scosse la testa.
"Non lo so.Non lo capisco nemmeno io"

Forse stava solo cercando di capire l'incomprensibile:come quei relitti umani potessero essere ancora vivi.

Pace.Futuro.
2 parole.
Non aveva altro.
Niente marito e niente figli.
Niente genitori e niente fratelli.
Nemmeno un'amica.
Ma cosa significavano quelle parole,in concreto?
Cosa comportava vivere in pace e avere un futuro?

"Ma fino a quando ci si potrà sentire al sicuro qui? Non lo sappiamo..."
"Questo però non si può sapere da nessuna parte"

Avevano intuito che non volevano sapere,che semplicemente non avrebbero retto nel venire a conoscenza di quelle cose,che in quel paese era praticamente proibito ricordare.
Quindi forse era più sicuro non pensare mai più a Ravensbruck e Auschwitz.
Cercare di dimenticare.
Rimuovere e seppellire quello che nonostante tutto si ricordava.
Negare a se stessi il diritto alla propria storia.

Lui credeva nel futuro e credeva in noi.

No,non doveva ricordare.
Ma ricordava.
E per questo si chinò e vomitò nei cespugli di mirtillo rosso.

"Era una persona saggia e buona e mi ha insegnato quasi tutto.A vivere bene,per esempio"
"Mica poco,cazzo!Avrei bisogno di impararlo anche io!"

Gli svedesi apprezzavano gli sguardi diretti perhè non venivano considerati impertinenti ma sinceri.

E'stata costretta a rendersi conto di non essere più una rom.
Lo è stata,una vita fa,ma non lo è più.
Adesso non è niente:nè rom,nè ebrea,nè tedesca,nè svedese.
E'solo Miriam.
Oppure Malika,
Oppure nessuna delle 2.

Come sarebbe andata se la Kripo non fosse mai arrivata a casa del nonno?
Se non fossero mai stati costruiti dei campi di concentramento?
No,questo non si può proprio immaginare.
Ma se il dottor Mengele fosse rimasto vittima di una più che meritata emorragia cerebrale prima di essere nominato medico capo ad Auschwitz?
Sì!Questo può immaginarlo,anche se è solo una fantasia di vendetta da quattro soldi.
Gli farebbe venire una bella emorragia cerebrale che gli inonda il cervello di sangue,privandolo di tutto.
Della capacità di stare eretto.
Dell'abitudine di corrugare minacciosamente le sopracciglia.
Dell'espressione di superiorità.
Del piacere perverso nel lasciare andare in putrefazione certi bambini affamati fino a farli morire e nell'iniettare veleno ad altri per poi cavare loro gli occhi in nome della sacra scienza.
Glielo augura,senza alcuna utilità.
Perchè a quanto pare Mengele è sopravvissuto ed è riuscito a lasciarsi alle spalle la Germania in rovina per raggiungere l'America Latina e vivere lì un decennio dopo l'altro,rinchiuso e protetto dalle sue bugie.

Siamo destinati a perdere tutto,anche le persone che hanno più importanza per noi.

Le fantasie di rivincita hanno i loro vantaggi,ma vendicarsi nella vita reale non va bene.
Fa solo peggiorare le cose.

Sono stata ad Auschwitz e sono stata a Ravensbruck e ho vissuto esperienze che spero nessun essere umano debba mai più subire.

A forza di critiche e recriminazioni la scintilla si è spenta.

"Devi capire..."
"No,non devo affatto capire.Al contrario.Sono esentata dal dover capire.Sono passata per l'inferno,so cosa significa vivere all'inferno e per questo non concedo niente a chi si crea il proprio inferno amatoriale per poi fingere di non poterne uscire"

"Io non voglio restare sola..."
"Ah no?Perchè,adesso cosa sei?"

Sono passati quasi 70 anni dalla sua morte.
Forse è il momento di smettere di piangerlo,anche se non di rimpiangere il suo destino.

"Stamattina hai detto che non ti chiami Miriam.E' vero?"
"No.Non proprio.Credo si possa dire che in effetti mi chiamo Miriam.Anche Miriam"

Si voleva dimenticare e andare avanti,guardando al futuro.
Ma alcuni non potevano,non volevano,non dovevano dimenticare.
Erano le decine di migliaia di prigionieri inaspettatamente ancora in vita quando i russi e gli americani liberarono i campi di concentramento.
Erano gli ebrei e i rom che ogni giorno,senza requie,avevano sentito il tanfo dei forni crematori.
Che ogni mattina si erano schierati davanti alle baracche per essere contati e selezionati per continuare a vivere o morire.
Che avevano rinunciato a ogni speranza,perchè sperare non serviva a niente.
Quelli che i nazisti avevano trasformato in "non uomini" ridotti a numeri,derubandoli della loro umanità,il cui unico istinto rimasto era sopravvivere da un giorno all'altro e spesso nemmeno questo.

Per i sopravvissuti fu uno shock tornare a casa e scoprire che praticamente nessuno era disposto as ascoltare le loro storie sul peggior crimine contro l'umanità mai perpetrato nella storia.

Un romanzo valido offre più domande che risposte.

"Io non mi chiamo Miriam" - Jag heter inte Miriam - Majgull Axelsson (2016)






LA TRAMA:
"Io non mi chiamo Miriam",dice di colpo un'elegante signora svedese il giorno del suo 85°compleanno,di fronte al bracciale con il nome inciso,che le regala la famiglia.
Quella che le sfugge è una verità tenuta nascosta per 70 anni,ma che ora sente il bisogno e il dovere di confessare alla sua giovane nipote:
la storia di una ragazzina rom di nome Malika che sopravvisse ai campi di concentramento fingendosi ebrea.infilando i vestiti di una coetanea morta durante il viaggio da Auschwitz a Ravensbruck.
Così Malika diventò Miriam,e per paura di essere esclusa,abbandonata a se stessa,o per un disperato desiderio di appartenenza,continuò sempre a mentire,anche quando fu accolta calorosamente nella Svezia del dopoguerra,dove i rom,malgrado tutto,erano ancora perseguitati.
Dando voce e corpo a una donna non ebrea che ha vissuto sulla propria pelle l'Olocausto,Majgull Axelsson affronta con rara delicatezza e profonda empatia uno dei capitoli più dolorosi della storia d'Europa e il destino poco noto del fiero popolo rom,che osò ribellarsi con ogni mezzo alle SS di Auschwitz.
"Io non mi chiamo Miriam" parla ai nostri giorni di crescente sospetto verso l'altro,interrogandosi sull'identità etnica,culturale ma soprattutto personale e riuscendo a trasmettere la paura e la forza di una persona sola al mondo,costretta nel lager come per il resto della vita a tacere,fingere e stare all'erta,a soppesare ogni sguardo senza mai potersi fidare di nessuno.


IL MIO GIUDIZIO:
"Rom san?Romengi san?" (Sei rom?)
"Mi scusi,non ho capito.Cosa ha detto?"
Rinnegare se stessi,la propria identità e il proprio popolo solo per poter sopravvivere a un mondo razzista e intollerante.

Miriam è una signora ottantacinquenne,un pò fiaccata nel fisico ma non certo nello spirito.
E'vedova ormai da diversi anni di uno stimato dentista e vive in Svezia,in una villetta,insieme al figliastro Thomas (il figlio di primo letto del suo defunto marito),alla di lui arcigna e petulante moglie e ogni tanto riceve la visita dell'amata nipote Camilla e del suo bisnipotino,il piccolo Sixten.

Però,ogni volta che chiude gli occhi,Miriam rivive l'orrore dei campi di concentramento in cui è stata deportata quando era poco più che una bambina.
Ogni cane che abbaia le riporta alla mente i famelici pastori tedeschi delle SS.
Odia gli abiti con le fantasie a righe,perchè le ricordano le divise che doveva indossare durante la prigionia.
Tutte le mattine,fra il sogno e la veglia,la vengono a trovare gli affetti che le sono stati strappati dalla follia umana:
la cuginetta Anusha,freddata da un colpo di pistola alla testa,perchè si era rifiutata di spogliarsi,come le era stato comandato,appena arrivata ad Auschwitz;
Else,l'amica che le aveva fatto un pò da madre,infondendole fiducia e coraggio,durante la prigionia a Ravensbruck e morta di tifo esantematico pochi giorni prima della liberazione;
ma soprattutto l'amatissimo fratellino Didi,vittima degli esperimenti scientifici del dottor Mengele e ucciso dalla cancrena.
E tutte le mattine,prima di alzarsi dal letto,immagina di recarsi al ruscello vicino casa,di immergere il suo cervello nell'acqua fresca e limpida,per liberarlo dai brutti pensieri e dai cattivi ricordi.
Perchè solo così,solo dimenticando e non ricordando,è riuscita a sopravvivere al dramma dell'Olocausto.

Ma Miriam,da oltre 60 anni,vive un dramma del dramma.
Perchè Miriam in realtà non è Miriam,ebrea di buona famiglia,deportata nei lager e poi profuga in Svezia...come tutti credono che sia.
Miriam è Malika,zingara di etnia rom,popolo odiato dai nazisti anche più degli ebrei.
E non solo dai nazisti:
all'interno dei campi di concentramento gli zingari erano malvisti e considerati delinquenti anche dagli altri prigionieri;quindi erano perseguitati fra i perseguitati.

Durante il trasferimento in treno da Auschwitz a Ravensbruck,a causa di una rissa scoppiata per un pezzo di pane,Malika si ritrova con l'abito ridotto a brandelli,motivo che potrebbe costarle la vita e,vedendo a terra una coetanea morta,senza pensarci su,indossa il suo abito e,da quel momento in poi e per sempre,anche la sua identità:Miriam Goldberg.
Perchè,una volta finita la guerra,Malika si rende conto che,nella pur pacifica Svezia dove è arrivata come rifugiata e dove decide di stabilirsi a vivere,i profughi sono i benvenuti.
Tutti,tranne gli zingari.
Quindi,deve continuare a fingere,a mentire per essere accolta ed accettata.

E fingendo e mentendo,è diventata estranea persino a se stessa.
Per tutta la sua esistenza,è proprio il caso di dirlo "per quieto vivere",ha dovuto reprimere le sue emozioni,le sue paure,i suoi ricordi,mostrandosi sempre accondiscendente,tranquilla e serena.

Il giorno in cui compie 85 anni,dopo aver ricevuto dalla famiglia un braccialetto con inciso il suo nome,le scappa detto:
"Io non mi chiamo Miriam" e,su insistenza della nipote,durante una passeggiata che fanno insieme in riva al lago,si lascia finalmente andare e le racconta la sua storia.

Un libro crudo (come può non esserlo quando si parla di argomento così terribile?),
che colpisce come un pugno allo stomaco e,pagina dopo pagina,ci porta a chiederci come sia possibile che degli uomini abbiano fatto tutto ciò a dei loro simili,
come ci si possa ancora definire "umani" dopo un abominio del genere.

L'orrore è però stemperato da alcuni passaggi di estrema dolcezza e da altri in cui si riesce persino a sorridere (un sorriso amaro,ahinoi!),
come ad esempio quando le rifugiate,arrivate in treno in Svezia,trovano ad accoglierle gli abitanti del paese,fra cui alcuni operai con la divisa dell'azienda per cui lavorano,la "Swensk Stalull".
Le ex detenute,però,vedendo incise sulla maglia le sole iniziali della ditta,li scambiano per degli ufficiali delle SS e si rifiutano,fra lo stupore generale,di scendere dai vagoni,fino a quando i malcapitati non vengono allontanati.

Un libro che si focalizza,oltre che sulle barbarie compiute nei lager,anche sul popolo dei rom.
Su come,facendo fronte comune,cerchino in tutti i modi di opporsi allo sterminio della loro razza e di come furono costretti a soccombere,fra il 2 e il 3 Agosto 1944,durante quella che fu definita "la notte degli zingari".
E di come,a conflitto terminato,siano stati ulteriolmente beffati in quanto,ai superstiti,non sia stato nemmeno concesso un risarcimento:
a detta delle autorità tedesche,non erano stati sterminati ingiustamente ma solo "perchè criminali"

Un romanzo che,inoltre,fa riflettere su quanto sia alienante e doloroso rinnegare se stessi e la propria etnia solo per sopravvivere in un mondo pieno di pregiudizi,con il timore che la verità venga a galla da un momento all'altro,facendoci perdere tutto quello che siamo riusciti a guadagnarci.

Come ha scritto anche Bjorn Larrson nella sua postfazione,è raro trovare un romanzo sull'Olocausto:
in realtà,quelli sull'argomento,sono delle vere e proprie testimonianze,scritte dai sopravvissuti.
E,da un certo punto di vista,è anche giusto che sia così:
solo chi ha vissuto in prima persona quella tragedia,può raccontarla.
Nessun altro,per quanto possa immedesimarsi,potrà mai provare lo stesso terrore e la stessa disperazione.

Per troppo tempo, dopo la fine della 2°guerra mondiale,gli ex deportati dei campi di concentramento volevano solo dimenticare e non parlare di quello che avevano vissuto e,allo stesso modo,i "non deportati" non avevano poi tutta questa voglia di sapere le brutalità a cui erano scampati.
C'era,quindi,una sorta di tabù,sull'argomento che poi,col tempo,è stato abbattuto,perchè il dovere di far sapere è andato oltre al dolore di ricordare.
Però,al momento in cui anche l'ultimo dei sopravvisuti sarà scomparso,
è imperativo che si continui a scrivere sull'argomento,a farlo conoscere alle nuove generazione,affinchè un orrore simile non venga nè dimenticato nè riproposto.

E,da questo punto di vista,l'autrice ha fatto davvero un ottimo lavoro.

IL MIO VOTO:
Sempre nella sua postfazione,Bjorn Larsson dice che:
"un romanzo valido offre più domande che risposte".
E,da questo punto di vista, "Io non mi chiamo Miriam" è un romanzo più che valido.
Un romanzo che offre tanti spunti di riflessione.
Un romanzo che ci costringe a metterci in discussione (chi di noi,almeno una volta nella vita,non ha storto il naso,alla vista di un rom?) e a guardare le cose da un altro punto di vista.
Un romanzo da leggere,assolutamente.



LA SCRITTRICE:



martedì 28 marzo 2017

Frasi dal libro "Molte vite,un solo amore" di Brian Weiss

Con l'anima dell'uomo,succede come con l'acqua:
viene dal cielo e al cielo risale,per tornare alla terra,in eterna alternanza.

Le anime gemelle sono quelle persone che si sentono legate per sempre dall'amore e che di continuo si ritrovano insieme,una vita dopo l'altra.

L'incontro di 2 anime gemelle è dettato dal destino.
Che le incontreremo,è certo.
Ma cosa decidiamo di fare dopo quell'incontro rientra nell'ambito della scelta e del libero arbitrio.
Una scelta sbagliata o un'occasione mancata possono condurre a una solitudine e a una sofferenza indicibili.
Una scelta giusta,un'opportunità realizzata possono portare invece a una gioia e a una felicità profonde.

A ciascuno di voi è riservata una persona speciale e il vostro cuore le riconosce.
Perchè il vostro cuore le ha già accolte come parte di sè in altri luoghi e in altri tempi.
Tra voi c'è un legame che attraversa i tempi dei tempi:non sarete mai soli.
L'intelletto può intromettersi e dire:
"Io non so chi tu sia".
Ma il cuore sa.
Lui ti prende la mano per la prima volta e la memoria di questo tocco trascende il tempo e fa sussultare ogni atomo del tuo essere.
Lui ti guarda negli occhi e tu vedi l'anima gemella che ti ha accompagnato attraverso i secoli.
Ti senti rivoltare le viscere.
Hai la pelle d'oca.
Tutto,al di fuori di questo momento,perde importanza.
Lui può anche non riconoscerti,anche se finalmente l'hai incontrato di nuovo.
Anche se in effetti lo conosci.
Ma tu puoi sentire il legame che esiste tra di voi.
Puoi vedere la carica potenziale,il futuro.
Lui forse no.
Le sue paure,il suo bagaglio di esperienze,i suoi problemi gli creano un velo sul cuore.
Ed egli non lascia che tu l'aiuti a dissipare quel velo.
Tu t'affliggi e ti struggi,lui se ne va.
Il destino può essere così delicato.
Quando invece 2 persone si riconosco subito reciprocamente,non c'è vulcano che erompa con maggiore passione.
L'energia liberata è enorme.
Il riconoscimento dell'anima gemella può essere anche immediato.
Si avverte un'improvvisa sensazione di familiarità.
Di conoscere già questa persona appena incontrata.

Il riconoscimento dell'anima può essere un processo sottile e lento.
All'inizio,magari,solo un albore di consapevolezza nel momento in cui il velo viene delicatamente sollevato.
Non tutti sono pronti ad accogliere subito la rivelazione.
C'è una progressione da rispettare e può darsi che si renda necessaria,da parte di chi lo comprende per primo,una certa pazienza.
A farti capire che ti trovi di fronte a un tuo compagno d'anima può essere uno sguardo,un sogno,un ricordo,un sentimento.
E tale risveglio può avvenire anche attraverso un tocco delle mani di lui.
O il bacio delle labbra di lei.
E la tua anima balza di nuovo alla vita.
E' il tocco,è il bacio che arriva a te attraverso i secoli,per toccarti,per baciarti ancora una volta.
E per ricordarti che siete sempre insieme,fino alla fine dei tempi.

Non è tanto la colpa ereditata dalla precedente vita,quanto invece la capacità di trarre una lezione dal passato,senza star lì a rimuginare i propri sensi di colpa.

Lasciati semplicemente andare.
Non permettere alla tua mente di giudicare e criticare,o anche solo commentare il materiale che affluisce a te e che tu vivi.
Vivilo e basta.
Si tratta di farne esperienza,solo questo.
Lo potrai criticare poi.
Per ora limitati a farne l'esperienza.

Molte delle nostre paure riguardano ciò che è accaduto in passato,non ciò che potrebbe accadere in futuro.

Nella teoria psichiatrica,ogni perdita che soffriamo suscita sentimenti e ricordi,repressi o dimenticati,
relativi ad altre passate perdite.
La nostra afflizione viene amplificata dal cordoglio cumulativo per le precedenti perdite.

I miei pazienti mi spiegano che l'anima non entra subito nel corpo.
Intorno al momento del concepimento,l'anima pone per così dire un'opzione.
Nessun'altra anima può avere quel corpo.
L'anima che si è riservata quel particolare corpo di bambino può allora entrare e uscire dal corpo,come preferisce.
Non rimane imprigionata.
E'una cosa simile a quella che capita alle persone in coma.
Durante la gravidanza,l'anima si fa via via più partecipe del corpo del bambino.
Ma questa fusione non si compie che intorno al periodo della nascita.
Un'anima non puoi mai danneggiarla o ucciderla.
L'anima è immortale e indistruttibile.
Troverà il modo di ritornare,se questo è scritto.
Mi sono capitati diversi casi in cui la stessa anima,dopo un'interruzione di gravidanza è tornata alla vita incarnandosi in un bambino concepito dagli stessi genitori.

Se non sarai calato pienamente nel presente,ti guarderai intorno smarrito e la vita se ne sarà già andata.
Perderai così il sentimento,l'aroma,la delicatezza e la bellezza della vita.
Sarà come se la vita ti passasse veloce davanti.
Il passato è passato:fanne tesoro e lascialo andare.
Neppure il futuro è qui.
Fai pure dei piani per il futuro,ma non sprecare il tuo tempo a preoccupartene.
Non vale la pena preoccuparsi.
Quando avrai cessato di rimuginare ciò che è già accaduto,
quando avrai cessato di preoccuparti di ciò che potrebbe accadere,
allora sarai calato nel momento presente.
Allora comincerai a sentire gioia nella vita.

Stai tenendo sempre il controllo.
Se mai ti dovesse capitare di provare ansia rivivendo un ricordo o un'esperienza,potrai semplicemente fluttuarci sopra e osservare tutto a distanza,come se fossi al cinema.
Altrimenti potrai abbandonare completamente la scena e trasferirti dove ti pare.
Se sei molto a disagio,puoi anche aprire gli occhi e sarai qui,sveglio.
Questo non è Star Trek.
Non sarai proiettato in un'altra dimensione.
Si tratta solo di ricordi,come qualsiasi altro ricordo.

L'amore è la più grande forza del mondo.
L'amore può svilupparsi e sbocciare anche sul suolo più ingrato,nelle condizioni più dure.
Esiste ovunque e sempre.
L'amore è un fiore che sboccia in tutte le stagioni.

Talvolta si vede quel che ci si aspetta di vedere anche se non corrisponde al vero.

Il processo di regressione è come andare a trivellare il terreno in cerca di petrolio.
Non sai mai dove si trovi,ma più a fondo vai,più probabilità ha di arrivarci.

Quanto dovremo ancora soffrire prima di ricordarci di nuovo cos'è l'amore?
L'amore,la vera fonte della sicurezza e della forza.

Non avrebbe più senso vivere un pò più spensieratamente adesso,
rendere più piene le nostre giornate,amare ed essere amati,invece di darci tanta pena per quella che sarà la nostra salute fisica in un ignoto futuro?
E se il futuro non ci fosse?
Dico di non crucciarsi eccessivamente per il futuro e di cercare di trarre occasioni di gioia dalla vita quotidiana.

Il presente è realtà.
Indugiare nel passato o proiettarsi nel futuro determina dolore e malattia.
La pazienza può fermare il tempo.
L'amore di Dio è tutto.

L'ultima risposta è l'amore.
Il quale non è un'astrazione ma un'energia effettiva,ovvero un ampio spettro di energie che tu puoi creare e conservare nel tuo essere,
Semplicemente amando.
E' così che cominci ad entrare in contatto con Dio dentro te stesso.
Apriti all'amore.
Esprimi il tuo amore.
L'amore dissolve la paura.
Se provi amore non puoi sentirti in pericolo.
Poichè tutto è energia e poichè tutte le energie sono sottese all'amore,tutto è amore.

Devi trascendere il tuo io e trovare il tuo vero sè.
Il vero sè è la parte permanente e più profonda di te.
Essa è saggia,amorosa,sicura e gioiosa.

Dalla confusione tra realtà e illusione può nascere solo danno.

Il passato deve essere ricordato e poi dimenticato.
Lascialo andare.
Questo è valido per i traumi infantili e per i traumi subiti nelle vite passate.
Ma è valido anche per gli atteggiamenti,i fraintendimenti,i sistemi di credenze che si scontrano dentro di te e per tutti i vecchi pensieri.
Smetti di tornare sempre alle rimuginazioni,ai vecchi pensieri.
Non pensare più.
La meditazione e la visualizzazione ti insegnano ad abbandonare le elucubrazioni mentali,
ti aiuteranno a intraprendere il tuo viaggio a ritroso.
Avverrà la guarigione.
Comincerai così a sfruttare facoltà della tua mente in precedenza inutilizzate.
E riuscirai a vedere.
E capirai.
E crescerai in saggezza.
Allora sì che verrà la pace.

Chiedi dunque al tuo sè perchè è così pauroso.
Poniti queste domande:
1) Cosa ho da perdere?
2) Qual è la cosa peggiore che possa capitarmi?
3)Sarei contento di vivere in questo modo per il resto della mia vita?
4) Rispetto alla morte,questa decisione è davvero così rischiosa?
Crescendo,non aver paura di suscitare collera in altre persone.
La collera è solo una manifestazione della loro insicurezza.
Invece,temendo la collera,non faresti che bloccarti.

Non lasciare che la depressione o l'ansia frenino la tua crescita.
Depressione vuol dire perdita di prospettiva,oblio,tendenza a dare tutto per scontato.
Rendi più acuta la tua attenzione.
Ristabilisci l'ordine ai tuoi valori.
Sappi cambiare prospettiva e rammenta ciò che è importante e ciò che lo è meno.
Esci dalla carreggiata.
Ricordati di sperare.
Ansia vuol dire essersi smarriti nel proprio io,aver perso i propri confini.
Nasce dal ricordo oscuro di una carenza d'amore,da un sentimento d'orgoglio ferito,da una perdita di pazienza e di pace.
Ricorda:non sei mai solo.
Non perdere mai il coraggio di correre dei rischi.
Tu sei immortale.
Nulla potrà mai ferirti.

Ecco perchè il perdono è così importante.
Noi tutti abbiamo fatto cose che condanniamo negli altri.
Se vogliamo essere perdonati,dobbiamo perdonare.
Dio ci perdona.
Anche noi dobbiamo comportarci allo stesso modo.
Vi è sempre una compensazione,sempre una grazia,sempre un aspetto positivo,se sappiamo vedere.

Una ferita non si dimentica mai ma,via via che passa il tempo,si riesce a sopravvivere,nonostante tutto.

Quando si scoprono le origini di un dato modello distruttivo in una vita passata,diventa più facile spezzare la catena.

Possiamo apprendere cose sull'amore ascoltando le nostre intuizioni.

"Perchè piangi?"
"Perchè lo amavo moltissimo e non credo che potrò riamare un'altra persona in quel modo.Non ho mai conosciuto nessun uomo che io potessi amare così,e che mi ricambiasse.E,senza un simile amore,come potrà mai essere completa la mia vita?Come potrò essere felice?"

Il ricongiungimento con un'anima gemella dopo una lunga separazione può essere un'esperienza per la quale vale la pena di aspettare.

A vedere per primi sono quasi sempre gli occhi del cuore.
Il riconoscimento dell'anima si verifica e tale riconoscimento,una volta avvenuto,è totale e aldilà di ogni dubbio.

L'anima gemella,la senti subito che è lei.
La senti col cuore.
Ti prenderà la mano e porterà pace e benessere al vostro cuore.

Spesso le lezioni più importanti scaturiscono dai momenti più duri.

In te c'è la bellezza e la potenza che è propria di ogni anima dell'universo,non dimenticarlo.

La conoscenza può affluire solo alle menti aperte.

Una rosa si vergogna forse delle proprie spine?

Per me le stelle sono come un dono.
Sono un cammino che mi guida al mio destino:lentamente ma sicuramente.
Solo non devo essere impaziente di intraprendere la strada.
I tempi sono già stati previsti.

Anche un incontro di mezz'ora potrebbe aver contribuito a insegnarvi qualcosa.
I vostri incontri variano di durata ma non importa,perchè sono relazioni dell'anima.
Esse non si misurano in termini di tempo ma di lezioni apprese.

Quello che potevo fare era,non certo modificare ciò che era accaduto,ma solo modificare il suo atteggiamento al riguardo.

Persegui l'amore e la compassione e non darti pensiero degli esiti.

Era sempre presente dentro di me e io non me ne ero neanche accorta.
Talvolta la risposta ci sta davanti agli occhi e non ce ne accorgiamo.

"Perchè mi capita di andare a scegliermi sempre dei perdenti?Cosa faccio di sbagliato?"
In effetti andava proprio a scegliersi i perdenti,i perdenti sul piano sentimentale.
Lei aveva fatto le spese della paura che lui aveva,della sua mancanza di coraggio.

Mi preclusi qualsiasi amore.
Non volli aprire mai più il mio cuore.
Non mi permisi di amare mai più.
E invece avevo tanto amore da dare.

L'amore è come un fluido.
Penetra nelle fenditure.
Riempie spontaneamente gli spazi vuoti.
Siamo noi che lo fermiamo erigendo barriere.
E quando l'amore non può riempire i nostri cuori e le nostre menti,
quando siamo separati dalla nostra anima,che consiste d'amore,allora diventiamo pazzi.
L'amore non è un'opzione,è una necessità.

Guarire è l'atto che contribuisce a portare unità,che rimuove le barriere.
Ciò che causa danno è la separatezza.
Perchè è così difficile per noi afferrare questo concetto?

Talvolta gli eventi più significativi della nostra vita ci capitano addosso prima che ce ne rendiamo conto.

Non si deve disperare di incontrare le nostre anime gemelle.
Questi incontri sono materia del destino.
Si verificheranno di certo.
E dopo l'incontro sarà la libera volontà dei partners a determinare il corso degli eventi.
Qualsiasi decisione prendano,sarà questione di libero arbitrio,di scelta.

Fu come se una scossa elettrica gli attraversasse il cuore.
Quella corrente risvegliò in lei memorie di vite passate.
Il contatto era stato stabilito.
Quando devi prendere decisioni importanti,specie quando ti trovi davanti a un dono del destino come l'anima gemella,ascolta il tuo cuore.
Il destino depositerà il dono ai tuoi piedi,ma quello che successivamente deciderai di fare con quel dono dipenderà da te.
Se ti affidi esclusivamente al consiglio degli altri,puoi fare terribili sbagli.
E' il tuo cuore che sa cosa ti serve.
L'altra gente ha altri programmi.

L'amore dissolve le paure.
Quando le tue intuizioni,le sue sensazioni istintive,il tuo cuore ti parlano al di là di ogni dubbio,
non farti sviare dalle argomentazioni dettate dalle tue paure.
Che siano o meno animati da buone intenzioni,gli altri potrebbero condurti molto lontano dal raggiungimento della gioia.

Siamo tutti sensitivi,
Lo abbiamo semplicemente dimenticato.
Dio è in noi.
Abbiamo bisogno di esprimere la nostra qualità divina e il nostro amore per compiere buone azioni.
Non sono necessari ripetuti viaggi in India,visto che il vero viaggio si svolge dentro di noi.

E'così che funziona il destino.
Quando gli consentiamo di defluire liberamente,l'amore supera ogni ostacolo.


"Molte vite,un solo amore" - Only Love Is Real: A Story of Soulmates Reunited - Brian Weiss (1996)




LA TRAMA:
Elizabeth è reduce da un amore sbagliato e avviata sulla strada della depressione.
Pedro è un ricco giovanotto messicano segnato prima dalla morte del fratello e poi da un'indecisa relazione con una donna sposata.
Elizabeth e Pedro non si conoscono,ma il dottor Weiss ha ascoltato da entrambi,durante la terapia di repressione,il racconto dello stesso episodio doloroso risalente a centinaia di anni prima.
Dopo essersi amati in una vita precedente,sembrano destinati a ricongiungersi  e l'amore che dissolve la rabbia e guarisce l'afflizione rappresenta per entrambi l'unica possibilità di guarigione.


IL MIO GIUDIZIO:
Circa una quindicina di anni fa,per un periodo,ho sofferto di incubi ricorrenti che si trasformavano in veri e propri attacchi di panico notturni,
facendomi svegliare di soprassalto con l'ansia e la tachiardia,
e con l'impressione di essere sul punto di ricordare qualcosa di importante che però,col risveglio,si vanificava.
Visto che questi episodi si ripetevano anche più volte per notte,lasciandomi stremata,
mi rivolsi a uno specialista in disturbi del sonno.
A suo dire,nel sonno,l'inconscio può mostrarci dei frammenti di cose che da svegli non possiamo o non vogliamo ricordare,anche di vite passate,e mi propose delle sedute di regressione ipnotica per ovviare il problema.
Se da un lato la cosa mi affascinava,dall'altra mi spaventava terribilmente,
e alla fine lasciai perdere e,piano piano,gli incubi scomparvero quasi del tutto da sè.

Però,ormai,mi era stata messa la pulce nell'orecchio e iniziai a interessarmi all'argomento e,
qualche tempo dopo,mi capitò fra le mani un'intervista al dr Weiss,psichiatra esperto in ipnosi regressiva,seguita da alcuni stralci della sua opera "Molte vite,un solo amore".
Mi ripromisi di leggere il libro quanto prima ma poi,fra una cosa e l'altra,non l'ho mai fatto.


Fino a quando,pochi giorni fa,su una pagina Facebook dedicata alla lettura,
me lo sono trovato di nuovo sotto gli occhi e ho capito che era giunto per me il momento di leggerlo (perchè resto dell'idea che siano i libri a scegliere noi e non viceversa!).

Parto dal presupposto che la storia narrata è una storia vera.
Sono stati cambiati solamente i nomi per tutelare la privacy dei protagonisti ma gli eventi sono reali.

Forse ai più potrà sembrare una vicenda eccentrica e irreale,per non dire addirittura fantascientifica,
ma lo scrittore è uno psichiatra di fama internazionale e ha scritto questo libro basandosi sulle trascrizioni delle sedute ipnotiche eseguite con i suoi pazienti e non credo che si sia messo a inventarsi assurdità,col rischio di sputtanarsi anni di onorata carriera.

Egli ritiene,infatti,che con la regressione ipnotica (indotta facendo cadere i pazienti in una sorta di trance),
si "addormenti" momentaneamente l'"IO" (ovvero la parte conscia di noi,quella legata alla razionalità) e si dia voce al "SE'" (l'inconscio).
In parole povere,con la regressione,mettiamo a nudo la nostra anima,
la facciamo "parlare"e le permettiamo di ricordare ciò che la ragione le impedisce di ricordare.

L'anima,a differenza del corpo fisico,è immortale e,una volta che il corpo fisico muore,
così come succede con l'acqua, "evapora" in cielo per poi ricadere "come pioggia" di nuovo sulla terra,reincarnandosi in un altro corpo.
L'anima però conserva memoria delle sue vite precedenti,soprattutto per quanto riguarda i traumi subiti che si sono fissati nella psiche in maniera più tenace,
e se li porta dietro nelle nuove vite che andrà a vivere,trasformandoli in paure,ansie,fobie o addirittura in malanni.
Quindi,per esempio,una persona che ha paura dell'acqua,potrebbe essere morta annegata in una vita precedente;
così come chi lamenta un forte dolore in qualche parte del corpo,
dolore che non si riesce ad attenuare con nessuna terapia o cura,
potrebbe aver subito una ferita letale proprio in quel punto.
Tramite la regressione ipnotica,lo psichiatra induce l'anima a rievocare i suoi ricordi,a rielaborarli e a catarsizzarsi,risolvendo,di fatto,le problematiche del paziente che si è sottoposto all'ipnosi.

Il dr Weiss ritiene,altresì, che le anime,nel corso delle loro reincarnazioni,tendano a ritrovarsi le une con le altre.
In particolar modo si sofferma sulle anime gemelle,ovvero le anime affini e complementari,
le famose "2 metà della mela",per intendersi.
Esse si ritrovano in ogni vita:
magari in una vita il loro legame può essere quello di madre e figlio,
in un'altra vita quello di fratello e sorella,
in un'altra vita ancora quello di fidanzato e fidanzata,
però è fuori discussione che si ritrovino.
Il destino le farà rincontrare e riconoscersi,tramite gli occhi del cuore.
Poi starà al libero arbitrio di ognuno di noi,decidere come giocarsi questa opportunità.
Se seguire la voce del cuore e unirsi alla propria anima gemella,vivendo con lei un'unione appassionata e completa.
Oppure se dar retta alla razionalità,alla paura di mettersi o rimettersi in gioco,allontanandola da sè e votandosi così all'infelicità più bieca.

Elizabeth e Pedro sono 2 giovani poco più che trentenni che si rivolgono al dr Weiss per superare un periodo particolarmente buio della loro esistenza.
Entrambi si sentono demotivati e depressi.
Entrambi hanno subito un lutto devastante (lei ha perso la madre e lui un fratello).
Entrambi non riescono ad avere una relazione sentimentale soddisfacente e tendono sempre a legarsi a persone instabili o poco affidabili.

A mano a mano che si susseguono le sedute di regressione,lo psichiatra realizza che Elizabeth e Pedro (che non si conoscono reciprocamente nè si sono mai incontrati) rivivono le stesse identiche esperienze ed emozioni.
E quando prova a chiedere ad ognuno di loro se pensano di riconoscere nell'anima con cui si sono relazionate in passato qualcuno che fa parte della loro vita attuale,essi negano con decisione.
Inizia quindi ad avere la certezza che i 2 siano anime gemelle,
che siano già stati più volte uniti nelle loro precedenti vite ma che in questa non abbiano ancora avuto la possibilità di trovarsi.
Il che spiegherebbe la loro prostrazione e la difficoltà nel crearsi una famiglia.

Essendo vincolato dal segreto professionale,il Dr Weiss non può ovviamente parlare con loro di ciò che ha scoperto.
Ma decide però di dare una mano al destino,facendoli incontrare casualmente nella sala d'attesa dello studio.
Riuscirà nel suo intento?
I 2 si riconosceranno con gli occhi del cuore?
O faranno prevalere la ragione,condannandosi all'infelicità definitiva?


Un libro che,oltre a raccontarci una bella e appassionante storia d'amore che si perpetua nei secoli dei secoli,
ci insegna che lo scopo per cui noi siamo su questa terra e per cui (in teoria) ci reincarniamo è solo uno: l'amore.
Viviamo più vite per imparare ogni volta dei nuovi insegnamenti,delle nuove lezioni,
ma soprattutto per imparare ad amare sempre meglio e sempre di più,
perchè l'amore è la sola energia che può tutto,quindi dobbiamo sempre e solo seguire quello che ci indica il nostro cuore.

Ci insegna che ciò ci è destinato troverà il modo di venire a noi.
A tal scopo,il Dr Weiss ci tiene a rassicurare quelle donne che si straziano a causa di un'interruzione di gravidanza (spontanea o indotta).
Secondo i suoi studi,infatti,fino a quando un bambino non viene alla luce,
l'anima non entra in modo definitivo nel corpo.
Quindi,se per qualche motivo un feto è stato abortito,è assai probabile che l'anima andrà poi ad incarnarsi nel corpo di un altro figlio avuto in seguito da quella stessa donna.

Non dobbiamo,perciò, temere la morte nè la perdita delle persone a noi care perchè la nostra anima è immortale e tutto ciò che è destinato ad unirsi a noi lo sarà,se non in questa vita nelle prossime.
Dobbiamo solo avere fede.


IL MIO VOTO:
Magico ed emoziante.
Aldilà del fatto che si possa o meno credere alla reincarnazione come filosofia di vita,
è interessante scoprire ciò che l'inconscio può rivelare quando è lasciato libero di esprimersi.
Consigliato!.

LO SCRITTORE: