domenica 18 giugno 2017

Frasi dal libro "Le regole di Hibiki" di Cristiano Pedrini

Chi se ne frega degli altri.
Io faccio quello che mi fa stare bene.

La speranza è come una strada nei campi:
non c'è mai stata una strada ma quando molte persone ci camminano,la strada prende forma.

Stai comprando il mio tempo,non la mia persona.

Ogni lavoro,anche il più umile.può e deve essere svolto con capacità e dedizione.

Sei sempre così supponente con chi si dimostra gentile?

Il suo desiderio di normalità stava rischiando di infrangersi contro un muro di pregiudizi che altri stavano cercando di erigere intorno a lui.

"Ho la conferma che i sogni possono diventare realtà"
"Oppure trasformarsi in incubi..."
"Dipende dai punti di vista"

Era pronto a difendere la sua semplicità nell'accettarsi per quello che era e quella genuinità di cui dava sfoggio con le unghie e con i denti davanti a chiunque tentasse di minarla.

Essere gentili con te non è affatto facile ma non credo che rinuncerò tanto facilmente.

Ho scoperto che nella vita non è importante il prezzo per determinare il valore di un oggetto,
bensì la sua provenienza.
Mi avete offerto quel poco che avete con il cuore e questa è la cosa più importante.

Ora lo sento.
Sento il tuo cuore battere sempre più forte.
E questo è il bene più prezioso che mi hai donato.

Si allungò verso di lui,baciandolo con sensuale lentezza,lasciando che ogni secondo si dilatasse all'infinito fino a schiudere le labbra sulle sua,cercandone ossessivamente il sapore forte e intenso.
Il sapore di un uomo che aveva scelto proprio lui,una persona priva di un qualsiasi futuro,per costruire insieme un nuovo capitolo della propria vita.

Fino a ora hai pensato di essere solo ma ricordati che adesso non lo sei più.
Non voglio che tu ti senta abbandonato da tutti perchè non lo sei affatto.

Con le dita aveva preso il suo viso voltandolo verso di sè.
con il desiderio di rivedere l'infinito che si specchiava nei suoi occhi.
Lo stesso infinito che sapeva aver preso spazio nel proprio cuore.

A volte corri a rintanarti nel tuo guscio come un bambino colto in flagrante a rubare le caramelle e questo è adorabile.

Anche una perla racchiusa in uno straccio resta tale.

Ora,dopo tanti momenti difficili,meriti una ricompensa.

Con la tua solita delicatezza hai appena ampliato a dismisura il mio disagio.

Sei libero di non crederci ma uno come te non lo cambierei con nessun altro al mondo.

"Vorrei tanto che tutti ti vedessero come ti vedono i miei occhi."
"Non fa nulla,l'importante è che lo possa vedere tu."


Ringraziò il fato per essere riuscito a rimanere con lui quella notte e aggiungere anche quel ricordo a tutti gli altri,già impressi nella sua mente.

So che potrebbe sembrarti assurdo ma più passa il tempo e maggiore è il desiderio di sentirmi parte della tua vita.
E non avevo mai provato qualcosa di simile.

"Smettila di darmi ordini!"
"Tocca a te decidere come interpretarli.So che il tuo orgoglio li intende come ordini...io invece riesco a vederli semplicemente come un gesto per ribadirti solo quanto tu sia prezioso per me.
E vorrei che anche tu lo vedessi come tale".

"Il mio carattere mi mette sempre nei guai"
"Dipende dai punti di vista:è stata la tua dolce indole a farmi innamorare di te"

So di volerti bene.
Lo so dal primo giorno che ci siamo visti.
Ancora non sapevo il tuo nome ma già desideravo tenerti fra le mie braccia.
Ma se l'amore che provo per te è sincero,devo anche accettare di lasciarti andare se quello che tu senti per me non è tale,anche se soffrirò,come è inevitabile che sia.

Il suo cuore aveva già deciso ancor prima della sua mente.da che parte stare.

Molti pensano che ognuno di noi sia sempre alla ricerca di se stesso e di ciò che lo rende completo.forse perchè si sente privo di qualcosa.
Io non so come si faccia a essere certi di aver trovato la propria metà,ma ogni volta che sto con te credo di essere sicuro di averla incontrata e non la voglio perdere.

Quella figura ai suoi occhi era unica,preziosa e degna di essere amata.

Gli errori si compiono per imparare a vivere.
E io in quello sono diventato un vero esperto.

Ho fatto una semplice scelta:
quella di amarti per ciò che sei e non per ciò che eri.

"Le regole di Hibiki" Cristiano Pedrini (2016)





LA TRAMA:
Hibiki ha una vita difficile alle spalle e un fratellino malato di cui prendersi cura.
Si prostituisce per necessità,finchè trova lavoro alla studio legale di Chris Page,tra i maggior avvocati della city.
La relazione fra i 2 si fa presto molto intima.
Chris non sa resistere a quello sfacciato ragazzino a cui non mancano certo coraggio e orgoglio.
Molti,però,sono gli ostacoli.
Hibiki capirà ben presto che per sopravvivere in un mondo ostile dovrà seguire le proprie regole.
Regola n°1: Improvvisare.
Regola n°2:Non dire bugie.
Regola n°3:Non nascondere ciò che sei.
Regola n°4:Mai ammettere di aver avuto una pessima giornata.
Regola n°5:Mai pranzare con il capo.
Regola n°6:Mai porgere l'altra guancia.
Regola n°7:Non attraversare Harlesden da solo.
Regola n°8: Mai accettare passaggi a casa.
Regola n°9:Imparare dall'insuccesso.
Regola n°10:Evitare i ristoranti di lusso.
Regola n°11:Non comprare biancheria intima insieme al tuo ragazzo.
Regola n°12: Scegliere sempre il lato destro.
Regola n°13: Preferire la doccia alla vasca da bagno.
Regola n°14:Pensare sempre a tuo fratello.
Regola n°15:Tenere delle valigie a portata di mano.
Regole n°16:Mai chiudere tutte le porte dietro di sè.
Regola n°17:Un latte caldo prima di andare a letto non sempre concilia il sonno.
Regola n°18:In teatro meglio evitare i posti in platea.
Regola n°19:Il the rende nervosi.
Regola n°20:Essere sempre pronto a spiccare il volo.


IL MIO GIUDIZIO:
Che belle soddisfazioni che mi sta dando il mio blog!
Prima fra tutte,mi sta facendo scoprire tanti giovani autori davvero talentuosi.

Loro mi affidano le loro nuove opere da leggere e recensire e io,nella maggior parte dei casi,
mi trovo fra le mani un piccolo gioiellino di cui ignoravo l'esistenza.
Come è appena successo con Cristiano Pedrini ed il suo Hibiki.

Ci sono quei personaggi che,con la loro purezza,ti arrivano immediatamente al cuore ed Hibiki  è uno di loro.
18 anni,non più un ragazzino ma non ancora un uomo fatto e finito.
Un fisico esile ma dotato una tempra forte,che mai si scoraggia e mai si arrende,
la cui sfrontatezza e l'apparente cinismo altri non sono che una maschera,
una corazza che lui stesso si è costruito per difendersi dalle intemperie di una vita che già lo ha colpito tanto duramente,facendogli perdere entrambi i genitori e lasciandolo solo con l'incombenza di accudire un fratellino preadolescente,vispo e allegro ma altrettanto sensibile e cagionevole.

Un romanzo breve ma che avvince sin dalle primissime pagine,
portandoci da subito,senza tanti preamboli,nel fulcro della storia.

Una dolce favola moderna che affronta con naturalezza il tema dell'omosessualità e che,
come tutte le favole che si rispettino,ha i suoi antagonisti  che creano scompiglio nella vicenda (in questo caso gli odiosi Timothy e Bethany),
il cattivo che alla fine si ravvede (Gregory),
il principe buono (Chris),
il personaggio che con la sua simpatia stempera i momenti più difficili (Owen).

Con questa opera Cristiano sa entrare con delicatezza e senza volgarità nel cuore dei lettori,
lasciando un messaggio tanto chiaro quanto semplice:
l'amore è amore,indipendentemente dal sesso dei protagonisti e non c'è niente di più bello al mondo di questo magico sentimento.


IL MIO VOTO:
Qualche refuso qua e là che,a una "maestrina dalla penna rossa" come me non può certo sfuggire ma nel complesso un'opera che emoziona e scalda il cuore e vale la pena di leggere.
Perchè,come canta anche il grande Fabrizio De Andrè: l'amore ha l'amore come solo argomento.

LO SCRITTORE:







mercoledì 7 giugno 2017

Frasi dal libro "Il viaggio d'amore del tonno" di Ilaria Grasso

Volle abbracciarla subito,dentro ad uno sguardi solo.
Ricambiarle gli occhi,prima che tutto fosse contatto,in quella magia che precede ogni incontro carnale destinato a cambiarti l'esistenza intera.

L'avvolse in un abbraccio morbido e consolatorio,come la vita quando è bella.

...gli occhi che quel giorno aveva acceso insieme a lui,in quello scambio di sguardi che fu poi promessa di uno scambio di pelli,mani,labbra e gambe dentro ad ogni loro sinuoso abbraccio.

Nessuno è solo un numero.
Ognuno è un mondo a sè e una storia che merita di essere continuata e raccontata.
In ogni attimo,perchè il vero miracolo è quando aggiungi anche solo un attimo alla vita.

Fu fortunata perchè vide la morte ma la morte non la riconobbe perchè apparteneva ancora alla vita.

Non fu mai poeta a parola,mentre lo fu moltissimo con i sentimenti e questa fu la difficoltà vera.

Si offriva,in senso metaforico,allo stesso modo in cui fanno spesso i cani,ossia in atteggiamento privo di difese,a pancia all'aria,a mendicare coccole.

Armando,cuore di cristallo,che a infrangerlo ci avresti messo un attimo.

Di carezze si ha sempre bisogno,anche a 60 anni,e in misura ancora maggiore quando a 60 anni li hai solo nel corpo e non nell'anima.

Vedeva in lui una creatura candida,con cui la vita era stata gentile e ostile al tempo stesso.
Gentile perchè gli aveva donato un cuore vero.
E ostile perchè non aveva permesso a tutti di comprendere quanto grande e vero fosse questo cuore.

Fu un incontro di sguardi,ma ancora prima di cuori.
Un incontro dettato da un cercarsi da sempre,per tutto il tempo in cui erano stati lontani,prima di riuscire a trovarsi.

Era convinta che cucinare fosse un modo per trasmettere l'amore agli altri.

Vivere,in fondo,non è altro che spendersi dentro un mutuo soccorso,con dedizione e cura.

Erano stati dei nonni molto presenti nella sua esistenza e continuavano ad esserlo,nonostante non fossero più in vita.
Continuavano ad esserlo nel fermo immagine di ogni singolo ricordo.
Adesso era cresciuta ed era una donna,ma preservava nell'anima quell'atteggiamento da bambina che sogna sempre e che l'avrebbe condotta per mano ovunque.

Convincere la gente non era il mio forte e per la verità non lo è neanche ora:
sono convinto e lo sono sempre stato,che non si debba mai convincere nessuno di nulla.
Io non sono un domatore di anime,tanto meno di menti.
Io per primo sono uno che segue l'istinto,quell'istinto frammisto alla ragione che anni prima mi condusse a questa scelta,senza mai pentirmene.

...bugie da propinare solo a fine di bene.come dolci caramelle da succhiare,ogni volta che la vita assume un gusto amaro.

Noi umani siamo tutti sacerdoti fai-da-te delle illusioni:
ognuno coltiva dentro di sè il suo personalissimo giardino fatto di dolcissime illusioni.

Cosa fare da grande...a prescindere dal fatto che grande lo sono già.

...un amore tossico che crea dipendenza e piega a sè come la droga.

Ognuno è un'isola che ambisce a essere bagnata dal mare immenso di impalpabili illusioni,che rendono più dolce l'esistenza umana.
E un giorno,forse,troverò l'amore,l'amore vero,il tripudio più altro fra tutte le illusioni.

Si riconobbero nel modo più affidabile:a pelle.
Perchè la pelle non tradisce.

Essere l'uno dentro l'altra solo per un attimo,li avrebbe preservati tutte le volte da un mondo ostile e cinico,al quale entrambi erano scampati.

Ogni volta facevano l'amore come se fosse l'ultima o la prima:
in fondo,poi,quale potrebbe essere la differenza?
Non si amavano per sempre,si amavano ogni giorno,lontani dal mondo e chiusi dentro di loro.

Erano da sempre pervasi dalla convinzione che cucinare per il prossimo fosse un atto d'amore esplicito,il più vero,sincero,al pari di fare l'amore,come quando si gustavano l'uno dell'altra in ogni segreto amplesso,miscuglio di pelle,carne,anima e pensieri,occhi come succose olive a fissarsi l'uni dentro gli altri.

Le passioni:quelle che danno all'esistenza umana il diritto di essere vissuta e non un vuoto a perdere.

Incuriosisce,a volte,la normalità.

Spesso mi capita di avere nostalgia di cose che non sono ancora accadute.
Di posti che non ho mai visitato e di persone che non ho ancora conosciuto.
Io la chiamo nostalgia del futuro e mi affligge già dal passato.
E' una sensazione che impedisce di vivere il presente,perchè rende ogni cosa in funzione di quello che sarà.
Sono attimi che passano ancora prima di darti il tempo e il modo di averli vissuti:
potresti chiamarla ansia di vivere quello che non è ancora,dimenticando quello che è ora.

La verità è che confondiamo il tempo oggettivo con il nostro tempo interiore,precipitando in uno spazio vuoto che rivestiamo di aspettative e di pretese,spesso disattese.

Arrivi,
Ti abbraccio forte,animata dalla paura di perderti e dentro di me penso,pur avendoti al mio fianco,ancora più profondamente a te.
Penso che sei tu la somma del mio tempo.
Del presente che è diventato ormai passato e del presente che non è ancora futuro.
E che ti ho ritrovato qui,dove siamo tornati,con la paura di esserci definitivamente persi.
Invece abbiamo ritrovato noi e la nostra identità di essere uno in due e la magia.
Com'è magico il sentimento d'amore che ci tiene ancora insieme,nonostante tutto.
Una scommessa vinta,questo nostro amore,che è agrodolce come la vita stessa.

"Trova ciò che ami e lascia che ti uccida".
Era sicura di amare la scrittura ma avrebbe voluto viverci,piuttosto che morirne.

Non riusciva a spiegarsi la ragione per cui continuasse a correre da lui ad ogni sua improvvisa quanto inprobabile richiesta,come se solo lui su questa terra potesse davvero tutto su di lei,nel bene e nel male.




"Il viaggio d'amore del tonno" Ilaria Grasso e Seby Conigliaro (2017)




LA TRAMA:
Ho sempre associato,in vita mia,la fame e l'appetito con i sentimenti.
Perchè ho vissuto sempre i sentimento con positività.
Pertanto non è mai successo che quando mi ritrovassi innamorata,non avessi fame.
Del resto,l'accostamento "fame" e "amore" è,a rigor di logica,se di logica si può parlare in riferimento ai sentimenti,anche abbastanza verosimile per il semplice fatto che entrambi sono finalizzati,in qualche modo,alla nostra sopravvivenza,in primo luogo,e alla perpetuazione stessa della specie.
Il buon cibo è accostabile ,per questo,ai buoni sentimenti,perchè entrambi nutrono ed entrambi ci fortificano nel corpo,parimenti a come avviene poi per l'anima.
"Non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che viene dalla bocca di Dio".
E'ciò che troviamo scritto proprio nella Bibbia,e dalla bocca di Dio proviene solo amore.
Per cui si evince che amore e cibo sono un connubio indispensabile a preservarci nell'anima e nel corpo.
In questa piccola opera io e il giovane chef Seby Conigliaro,forti di una profonda amicizia,alchimia indispensabile anche a tenere insieme gli ingredienti dentro una ricetta,abbiamo unito le nostre energie in campi differenti (per lui nella cucina e per me nella scrittura),per scoprire insieme a voi cos'è che nasce quando il connubio avviene tra cucina e amore.
E,in questo caso,l'amore non è per un uomo o per una donna in senso stretto ma per una parte dell'Italia che io e Seby amiamo,appunto per una comune origine,in egual misura:
l'amore che ci unisce è quello per la Sicilia,la Tinacria,terra di sognatori che non hanno smesso mai di immaginare quello che può esistere al di là dell'orizzonte.
Sono convinta che quando la fame è placata e il trova il suo soddisfacimento,qualsiasi sentimento viene generato meglio:
è mia convinzione ferrea che esista infatti un circolo vizioso,o meglio,che esista un sentimento e che il soddisfacimento della fame generi a questo punto di per sè dei buoni sentimenti,perchè non si vide mai che fu facile amare a pancia vuota.
Preparatevi,dunque,a questo viaggio tra il sentimento,il gusto e la Tinacria.


IL MIO GIUDIZIO:
"Erano da sempre pervasi dalla convinzione che cucinare per il prossimo fosse un atto d'amore esplicito,il più vero,sincero,al pari di fare l'amore".
Questo è ciò che pensano Lola e Natan.
E questo è anche ciò che pensa Sonia,sicura del fatto che cucinare sia un modo per trasmettere l'amore agli altri.

Perchè,da sempre,l'amore e l'appetito vanno di pari passo.
"Ho fame di te"non è forse una tipica frase che pronunciamo al nostro compagno (o compagna),quando siamo innamorati?

Cibo e amore,sono entrambi nutrimento:
il cibo sostenta il nostro corpo,l'amore la nostra anima.
E di entrambi abbiamo bisogno per vivere.

In "Il viaggio d'amore del tonno"viene raccontato l'amore in tutte le sue varianti e sfumature.
A partire dalla mattanza perchè anche quella è una forma di sentimento amoroso:
dal sacrificio di ogni tonno,la garanzia di un futuro più accessibile per i pescatori e le loro famiglie.

Un'opera assolutamente originale,
un'antologia di racconti a cui sono abbinate delle ricette (rigorosamente a base di pesce) ideate dallo chef siciliano Seby Conigliaro.

E' infatti proprio la Sicilia,terra di fuoco e passione,dai molteplici colori e profumi,
oltre che dalle gustose pietanze,a fare cornice alle vicende che Ilaria,con uno stile diretto ma accattivante,ci narra.

Agata e Michele,Ashanti e Andrea,Armando e Maddalena,Sonia e Aarif,sono soltanto alcuni degli "affamati"protagonisti di queste storie brevi ma intense,dolci e delicate allo stesso tempo ma soprattutto ricche di speranza e ottimismo.


IL MIO VOTO:
Un'opera originale che unisce narrativa e cucina.
Ogni personaggio descritto ha fame di qualcosa:
chi d'amore,chi di sesso,chi di sopravvivenza,chi di libertà,chi di parole,chi del passato,chi del futuro.
A lettura terminata (e lo si divora,è proprio il caso di dirlo,in un battibaleno!) il lettore non potrà non avere,a sua volta,un certo appetito.
E,a quel punto,niente di meglio che provare a mettere in pratica le prelibate ricette che Seby,con chiarezza e semplicità,ci spiega.
Consigliato!!!



GLI SCRITTORI:







venerdì 2 giugno 2017

Frasi dal libro "Eppure cadiamo felici" di Enrico Galiano

La vera ingiustizia,secondo Gioia,è che non si possano tenere le cuffie attaccate alle orecchie tutto il giorno.
Se glielo lasciassero fare,il mondo diventerebbe senz'altro un posto migliore.

Il fatto è che certe cose le puoi dire solo a chi sai che le può capire.
Che è anche il motivo per cui parliamo così poco di quello che ci importa davvero.
Alla fine,trovare qualcuno con cui parlare è difficile,sì,ma non è quella la cosa più difficile.
Il difficile è trovare chi ti sappia fare le domande giuste,quelle per cui hai la risposta lì da anni senza neanche saperlo.

Pur sapendo che sta per dire o fare qualcosa che le porterà solo altro odio dal mondo esterno,altre battute alle spalle e altre risate di scherno,mica ce la fa a trattenersi.

Se mi vogliono così come sono bene.
Sennò,amen.
E'stato amen.

Gioia Spada è una che non sorride tanto spesso,ma quando lo fa accende la luce.
Gioia Spada è una che quando vede un cane lo saluta,sempre.
Gioia Spada è una che,quando mette la camicia,sbaglia sempre l'ordine dei bottoni.
Gioia Spada è una che in camera ha un muro con un sacco di foto di cantanti e scrittori e pittori e poeti e il 95% di loro sono morti.

Un attimo e l'etichetta della snob alternativa da evitare come la peste bubbonica non gliel'ha levata più nessuno.
Così come naturalmente nessuno si è preso la briga di andare a vedere chi fosse davvero,Maiunagioia Spada,la tipa che non parla mai.

Gioia Spada è una che chiunque la conosca dice che odia la gente,che starebbe bene solo in un'isola deserta.
E invece lei lo sa che non è così.
Che la gente la ama,la ama alla follia.
La studia,la osserva,sempre.
Lei non odia la gente,odia solo le bugie:
e il casino è che quasi sempre le 2 cose corrispondono.
Nessuno lo sa ma lei è una che quando alle elementari le chiedevano:
"Cosa vuoi fare da grande?",rispondeva sempre nello stesso modo e cioè:
"Felice qualcuno".

Il fatto è che Gioia,da quando era in 1°elementare,ha la tendenza ad aprire una parentesi dal mondo e buttarcisi dentro.
Fin da allora,più o meno,aveva infatti scoperto che poteva essere molto più avvincente il mondo dentro alla sua testa che quello là fuori.

I primi anni della sua vita,Gioia li ha passati sempre a casa dei nonni.
E'stata la sua salvezza,poter passare così tanto tempo con oro e non coi suoi.


Le rughe dei vecchi,le guarderebbe per ore.
Quelle rughe sono strade,sono viaggi,sono sbagli.
E quante più rughe,tanta più vita scritta in faccia.
Segue il percordo di quei solche nella pelle e ci cammina dentro.
Prova a immaginarsi quante risate e quante lacrime e quanto dolore e quanta felicità ci sono voluti per farli.
Sono come montagne che si stagliano all'orizzonte e che ti raccontano il paesaggio.
Sono come punti cardinali,indicazioni,cartelli.
La vita che ha graffiato e ha lasciato il segno.
Un pò come la cicatrice che ha vicino all'orecchio,forse la cosa più preziosa che ha:
la tocca spessissimo,ogni volta che vuole ricordarsi cosa non vuole essere,dove non vuole andare.

Che cosa avete ancora da dirvi,da recriminare,da urlarvi addosso?
Sapete che non vi sopportate:statevene ognuno in una stanza e festa finita,no?

E'che vorrei andare di là e prenderli a padellate in faccia tutti e 2.
Così,per 2 ore.
Padellate.
Dio,che sogno sarebbe!

Quando c'è qualcuno intorno che la guarda o anche solo che sta lì vicino a ridere e parlare per i fatti suoi,non riesce mai a fare centro,con le cose.
Quando è sola,ok non sempre ma qualche volta sì.

La vita che ci capita è la vita che ci capita.
Lo so che ci sono centinaia di teorie sul destino,o sul karma,o sulla giustizia divina.
Aristotele,Hegel,perfino Schopenhauer,in fondo,erano tutti convinti che ci fosse un disegno preciso,un bello schema prestabilito di concatenazioni di cause ed effetti.
La mia idea è che sia tutta,tutta quanta,sempre,solo una questione di culo.

Il vostro pasticcino,il pasticcino dei vostri sogni era lì,nel vassoio.
Solo che pochi di voi hanno avuto la fortuna di poterlo scegliere:
quelli che sono stati estratti per primi.
Gli altri hanno dovuto accontentarsi di quello che era rimasto.
Anche se poi c'è sempre qualcuno che rinuncia a scegliere,che si rifiuta e fa mangiare il suo pasticcino ad altri.
Ma quando ve lo siete portati al posto,ognuno l'ha mangiato a modo suo,alla sua velocità ma quasi tutti avete fatto la stessa cosa:
avete iniziato a mangiarlo partendo dalla parte secondo voi meno buona.
Tutti i pasticcini avevano la crema o il cioccolato,insomma avevano una parte più buona,e voi volevate lasciarla per ultima,ve ne siete accorti?
Perchè non sapevate che vi avrei detto di fermarvi.
Nessuno di voi poteva saperlo.
Ecco,tutto quello che si deve sapere è in quel pasticcino che avete lasciato a metà.
Perchè non funziona che c'è un tempo per giocare e un tempo per decidere.
Non funziona che:"Ah sì,un giorno farò questo e farò quello".
Non funziona che:"Queste cose le farò quando avrò una casa e un lavoro".
Non funziona che:"Poi ci penso".
Funziona che il momento è sempre e solo adesso.
Che se pensate di tenervi il meglio alla fine,siete dei cretini.
Che se ve ne state buonini buonini,nascosti dietro la scusa che adesso siete piccoli,che adesso non è il momento,domani e fra 10 e fra 20 anni farete sempre la stessa cosa:
direte che non siete pronti,che non è il momento,che ci vuole ancora tempo.
Funziona che se state lì ad aspettare di essere sicuri,di essere tranquilli,la crema non la mangerete mai.
Perchè l'unica certezza che abbiamo è che nessuno di noi,nessuno,finirà mai di mangiare il suo pasticcino per intero.
Ci sarà sempre qualcosa che resterà da fare.
Ci sarà sempre qualcosa di incompleto.
E non pensate che quando dico "crema" voglia dire uscire,divertirsi,drogarsi e tutte le cose che fate voi quando credete di mangiare la crema.
La crema è il coraggio di essere se stessi.
La voglia di far vedere chi si è,di tenere gli occhi aperti,di far sentire la propria voce.
Quella è la vera crema.
Ecco,non funziona che c'è un momento in cui si può fare a meno di farlo,un periodo di prova,un "non è ancora ora":
funziona che hai solo un pasticcino e poco tempo per mangiarlo.

Il problema di Gioia Spada (uno dei,diciamo) è la timidezza.
E'un casino con la timidezza:
tu avresti voglia di alzare la mano,dire le cose,fare domande...ma quando ci provi è come dover passare per una strada strettissima affollata di gente che va nella direzione opposta alla tua.
Solo che quella gente non sono persone ma pensieri,pensieri che dicono:
"Ma che fai?Non è intelligente quello che stai per dire!"
E così,alla fine,l'attimo passa ed è subito troppo tardi.
E non dici niente.

Sai perchè mi scrivo sul braccio tutti i giorni quelle parole: "la felicità è una cosa che cade?".
Per ricordarmi sempre che la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì,
nascosta lì:nelle cose che cadono.
Nelle cose che nessuno nota.
Nelle cose che tutti buttano via.

Faccia tutte le domande che vuole,anche se le sembrano stupide.
Anzi,più stupide sono e meglio è.
La filosofia stessa è nata perchè qualcuno ha iniziato a farsi domande che a tutti gli altri sembravano stupide.
Chi non fa domande stupide non è una persona intelligente.

"Come fai a sapere che quello che hai in mano è il tuo pasticcino?E se il mio pasticcino ce l'ha qualcun altro?Se quello che ho in mano semplicemente non mi piace o se sono allergica?"
"Quando ti chiedi se il pasticcino che hai in mano è proprio il tuo...quando pensi che forse è un altro...allora non è il tuo.Il tuo pasticcino è quello che non ti chiedi mai se è davvero quello giusto"

"Non è che mi prende per pazza se torno lì?"
"Ti prende per pazza se non ci torni!"

Uno dei 3 tipi di facce che Gioia vede nelle persone quando ci parla,in ordine di frequenza,
quella che vuol dire:"Esisti anche tu?",
quella che significa:"Stronza acida!"e quella da "Ma ti sei drogata o che?"

Sapere che ci sono parole che in altre lingue non esistono l'ha sempre trovata una cosa affascinante,quasi magica.
Sono parole che hanno interi mondi dentro.
Sono intraducibili non nel senso che sia impossibile tradurle bensì nel senso che non lo si deve fare perchè sono bellissime così come sono.
Il migliore dei mondi possibili è quello dove nessuno ha bisogno di tradurre se stesso,per farsi capire dagli altri.
O almeno questo è quello che pensa Gioia.
Lei,dal canto suo,si sente una "pocemucka":una persona che fa e si fa troppe domande.

Lui sarà un'altra persona forse fra 18 vite.quando dopo essere stato verme,pantegana,pipistrello,iena,capra e mulo,si reincarnerà in un essere umano.
E anche lì ho i miei dubbi che possa essere tanto diverso da adesso.

"Tutti abbiamo diritto a una seconda possibilità!"
"Sì,è vero!A una seconda.non a una 34°!"


Un abbraccio non è solo un abbraccio.
E'quando il tuo corpo si appoggia sul corpo di qualcun altro.
E in quel contatto senti la tua pancia diventare concava.
La senti diventare coppa e bicchiere e l'altro acqua fresca.
L'abbraccio non è solo un abbraccio.
Perchè prima sei cocci sparsi che proprio in quel momento iniziano a mettersi insiee
Certo,ci vorrà un sacco di tempo,forse una vita intera,ma è lì che inizi,proprio lì,a diventare qualcosa che non è più cocci sparsi.

Da qui vedi la città ma la città non vede te.

C'è una parte di lei che vorrebbe parlare,dirgli quello che gli deve dire.
Ma c'è anche un'altra parte che,per qualche misteriosa ragione,è come se volesse che fosse lui a capire che cosa gli vuole dire e dirselo da solo.

Andare a scuola,in sè,gli piacerebbe.
Sono le persone che ci trova dentro che le fanno paura.
Le fa paura che per sentirsi migliori sia obbligatorio fare parte di un gruppo,essere dentro una cerchia,appartenere a un club esclusivo.
Uno non può semplicemente sentirsi migliore da solo?
O come quando sono lì in 3 e parlano e uno dei 3 va via...e allora sempre,sistematicamente,quelli che sono rimasti iniziano a dire qualcosa sulla persona che si è allontanata.
Le fa paura che le persone aspettino che tu te ne vada per parlare di te.
"Perchè diavolo non lo fate quando sono qui?",si chiede.

Non è cambiato niente intorno a lei.
E'cambiata lei.

Non riconoscersi,a volte,può essere molto bello.

Chi ti fa domande a cui non sai rispondere ti costringe a metterti a cercare.
Ed è una benedizione ogni volta che ci si mette in viaggio alla ricerca di qualcuno o di qualcosa,che sia una persona,una terra o una risposta.

E'impossibile non far mai soffrire gli altri.
Ma quello che possiamo fare,tutto quello che dobbiamo fare,è non smettere mai di provarci.

Gioia lo sa.
Sa benissimo che quando sia hanno pensieri come quelli che lui ha adesso,l'unica cosa che vuoi è essere lasciato stare.
Però,al tempo stesso,vorrebbe almeno fargli sentire che non è solo.
Perchè il casino,quando stai così,è che ti senti sempre orribilmente solo.
Vuoi essere lasciato stare da tutti,eppure,contemporaneamente,quel che ti fa stare male è sentirti solo.
E'come avere dentro un vento che soffia fortissimo e che non ti permette di pensare,di essere lucido.
Ti senti dentro un vento pazzesco che ti sposta le cose e le rompe e le butta da tutte le parti.
E così,anche solo sapere di avere qualcosa a cui tenersi,magari,non fa finire il vento,ma ti può salvare dall'essere trascinato via.

Per Gioia la maggior parte della bellezza del mondo se ne sta lì,nascosta nelle cose inutili:
nelle cose che cadono.
Nelle cose che tutti buttano via.

I cieli sono solo con nuvole o senza nuvole,ma mai senza stelle.
Lei è in un momento con molte nuvole,probabilmente.

Ho una brutta notizia per lei.
Quelli di cui parla non la smetteranno mai.
Se anche smettessero con lei,di sicuro si dedicherebbero a qualcun altro.
Perchè è di questo che hanno bisogno per restare a galla:buttare gli altri sotto.
E se non vuole e non può essere come loro,cerchi di essere meglio di loro.
Se loro cercano sempre di buttarla giù per starsene a galla,lei faccia in modo di salire così in alto che non possano raggiungerla.
Scelga qualcosa in cui mettersi in gioco,in cui dimostrare a tutti il suo valore.
E poi lo faccia:si butti.
Li faccia stare zitti col naso all'insù a vederla diventare qualcosa che loro non saranno mai.

Ci sono decisamente troppe voci dentro di noi.

I fiori se ne stanno belli tranquilli,si fanno la loro vita e a un certo punto gli uomini passano di lì e pensano bene di strapparli per farsi perdonare qualcosa dalle mogli,per fare un regalino,per i cavoli loro.
Ma intanto hanno reciso un fiore e quel fiore tra poco per colpa loro morirà.
Gioia Spada odia chi strappa i fiori perchè odia questa cosa che a volte le persone facciano del male senza neanche accorgersene.

Hai solo una paura fottuta.
Hai paura di metterti in gioco.
Te la stai facendo sotto e tutto 'sto casino e come lo hai trattato male sono solo per questo:
perchè hai paura!

Si sente contemporaneamente perfettamente cretina e perfettamente se stessa.
Perfettamente persa e perfettamente al suo posto.

"E'come stare insieme a un fantasma."
"A me piacciono i fantasmi!"
"A te piace farti prendere per il culo!"

Da quando l'ha conosciuto,tutto è diventato attesa.
Adesso tutto è attesa,perchè tutto sta in mezzo fra una volta che lo vedrà e un'altra.

Vorrebbe inventare una parola nuova.
Una parola che dica proprio quella cosa lì:
di quando hai la guancia appoggiata al petto di qualcuno dopo averci fatto l'amore.

Mi sento protetta qui,adesso.

2 secondi prima facevate l'amore ed era tutto dolce e affettuoso e poi diventa freddo come il ghiaccio.
Il tizio non è normale,te l'ho sempre detto io!

Io ti conosco.
Lo so che adesso vuoi pensare solo al tuo bel sogno ma io ti dico di prepararti,perchè fra un pò arriva il pizzicotto che ti sveglierà tutto in un colpo.
E il sogno smetterà di essere un sogno per lasciare spazio alla solita,stupida realtà.

La verità è che ha spento il cervello per un giorno intero e adesso quello,riacceso,non può fare a meno di chiedere:
"Ehi,cos'è questo casino?"

Le cose,se c'è bisogno di spiegarle,allora vuol dire che non sono abbastanza forte e chiare.
Abbastanza vere da spiegarsi da sole.

"Trepverter",una parola yiddish che significa "la risposta giusta che ti viene quando è troppo tardi".

"Non ha mai avuto paura di essersi creato un'immagine tutta sua della persona con cui stava?
Un'immagine che non c'entrava nulla con la persona vera?"

"Sempre,signorina,sempre!Ma non si preoccupi:se l'immagine e la realtà non combaciano,se ne accorgerà molto presto"

Intanto però ha il tempo per pensare e in questi casi sarebbe meglio non averne.

Insieme a lui non vuole condividere solo le cose belle.
Non vuole solo rose e fiori.
Sarebbe tutto terribilmente finto se fosse solo rose e fiori.

Le manca.
Le manca il suo ragazzo.
Ma più di lui,le manca poter fargli vedere certi posti in cui ancora non l'ha mai portato.
E andare a vedere lei i posti da cui lui l'ha sempre tenuta fuori.

Abbacinare:abbagliare e ingannare insieme in un'unica parola.
Certe bellezze abbacinano la mente,le sopraffanno con un falso splendore.
E'possibile che qualcosa abbagli così tanto da ingannare.
Qualsiasi luce,quando è troppa,finisce per distorcere le nostre percezioni.

Tutti ci inganniamo,sempre,tutti i giorni.
Ma meglio farsi ingannare dalla troppa luce che dal buio.

Lei sa che esiste.
L'ha visto.
Lo ha toccato.
Baciato.
L'ha sentito dentro di sè.
Le prove sono tutte sulla sua pelle e ancora di più graffiate a caldo dentro di lei.
Ovunque:cuore,stomaco e polmoni c'è lui.
Dappertutto.

Sente che dovrebbe odiarlo ma non ci riesce.
C'è qualcosa che arriva sempre un secondo prima dell'odio.
Tipo la voglia di averlo lì.
Tipo la fame e la sete di lui.
Tipo il sapore della sua lingua.
Tipo il colore dei suoi occhi
Tipo quel cacchio di sorriso stupendo.
Tipo la mano nella sua.
Tipo sentirlo dentro di sè,muoversi piano.
Tipo le sue battute.
Tipo lui.


Adesso è furiosa con lui.
Non perchè sia sparito.
Non perchè probabilmente tutto quello che voleva era portarsela a letto e lasciarla lì.
Ma perchè le ha fatto credere che quella cosa esiste.
Che è possibile.
Che non è una balla inventata da scrittori e sceneggiatori.
Che da qualche parte qualcuno c'è.
E adesso la fregatura immensa è che niente può più reggere il confronto.
Adesso niente è più uguale.
Adesso sa che c'è qualcosa che può squarciare il velo.
Esiste,c'è.
Ed è quello che le morde lo stomaco più di tutto:
aver visto la luce,restare abbacinati.
E'quella la tortura:la troppa luce che le fa provare.

Anche se lei ci si sente,sua,non sa se lo è davvero.

Non voglio portarti dentro il mio buio.
Ti assicuro che non è un bel posto.

E' lì a rigirarsi nel buio.
Certo,sa che passerà prima o poi.
Che si sveglierà e non ci penserà più.
Però,intanto,è lì distesa ad assaporare le infinite gioie del sentirsi usati e poi buttati.

Stavolta lo vedrà e finalmente sarà la volta buona che potrà chiedergli che diavolo sta succedendo,in che guai si trova.
Perchè lei non ha paura del buio.
Ha paura di un sacco di cose,ma del buio no.

Chiunque ti direbbe che sei scema a correre dietro a un tipo che è sparito.
Io no.
Per me non sei per niente stupida.
Tu stai solo seguendo il tuo cuore,si vede.
E il cuore non è mai stupido,anche se tutti ti diranno sempre il contrario.
C'è sempre qualcuno per cui vale la pena giocarsi un pò di orgoglio.

Qual è il punto?
Il problema non è tanto il punto,ma le virgole.
Sono più quelle che cambiano le cose.
I dettagli.
Quelli che nessuno sta tanto a guardare.
Se sposti una virgola,o la togli,o la aggiungi,può cambiare tutto il senso della frase.
Il punto sta sempre alla fine e non cambia poi tanto.
Ma le virgole stanno dentro e cambiano tutto.

Prima di lui c'era solo il bianco e il nero e dopo i colori.
E diglielo tu,a quelli che hanno visto un film bellissimo a colori,che poi dovranno vedere solo in bianco e nero per tutto il resto della vita.

Il punto è che non è giusto che un ragazzo che ti fa ridere così poi sparisca nel nulla dicendo:
"Eh scusa,sai com'è,la mia vita è un pò troppo incasinata".
Il punto è che non dovrebbe essere nemmeno legale,una cosa del genere.
Il punto è quel cacchio di sorriso.
Il punto è che non si schioda dalla sua testa,mai.
Il punto è che lei è ancora lì con lui ma lui no.
Lui chissà dov'è.
Lui forse non c'è mai stato.

Gli adulti sono dei bambini un pò più alti ma,sotto sotto,anche più bambini.

Suo padre dovrebbe pensare seriamente a iscriversi a qualche competizione internazionale di "Uscite fuori posto".
Trofei e onori sarebbero tutti suoi,non ci sarebbe gara.

Tempo un paio di colloqui con lo psicologo,salta sempre fuori che la cause del suo malessere sono per buona parte da trovarsi nei suoi genitori.
Bene.
Perfetto.
Bravi.
Ottimo.
Poi però che cosa succede?
Che è comunque lei quella che deve farsi vedere,che deve andare agli incontri,che ha bisogno di aiuto.
Non è lei quella che deve farsi vedere:lei si sente perfettamente sana.
Strana,certo.
In preda a milioni di emozioni contrastanti,va bene.
Ma sana.
Sono i suoi genitori che dovrebbero farsi vedere.
Sono loro quelli che non sono sani.

Poveri che non vogliono sembrare poveri e ricchi che non vogliono sembrare ricchi:
alla fine nessuno vuole sembrare quello che è.

"Come stai?"
Non è mai facile rispondere a quella domanda lì.
Se facessero una classifica delle domande a cui la gente risponde con una balla,
"Come stai?"sarebbe sicuramente al primo posto.

E'come sapere che potrebbe essere tutto più bello ma che non lo è mai,alla fine.
Che non è impossibile,è lì.
E'solo lì dietro,lì sotto ma non viene fuori.
Non salta fuori.
Perchè non salta fuori?

Meglio sentire qualcosa che non sentire niente.

Sapere che c'è almeno un'altra persona al mondo che non ti crede pazza è sicuramente confortante.

Retrouvailles:quell'emozione fortissima che provi quando ritrovi una persona dopo moltissimo tempo.

Non c'era,lì davanti.
Ma eccome se c'era.
La sensazione di retrouvaillers l'ha avvertita forte,precisa.
Perchè ha sentito che lui non è scappato da lei.

"Come fai a credere che oggi succederà qualcosa?"
"Non è che lo credo.Lo so."
"E quindi?Starai lì ad aspettare che accada,o farai qualcosa?"
"Non lo so.Credo che farò qualcosa.Non so cosa,ma so che quando sarà il momento saprò che cosa fare.Improvviserò".

"Gemma capisce tutto!Capisce più cose di me!"
"Beh,per quello non ci vuole tanto!"

Verschlimmbessern:peggiorare una situazione mentre si sta cercando di migliorarla.

E'una ragazza molto sensibile e questa sua sensibilità le rende molto spesso intollerabile il mondo che la circonda.
Non è che si creda superiore agli altri,è solo che non riesce a entrare in contatto con loro,perchè basta pochissimo perchè si ritrovi da qualche parte,dentro di lei,una ferita.
In qualche modo lei desidera il mondo esterno,lo cerca.
Però non appena questo si mostra per quello che è,le fa paura e lo rifiuta.

Ci ha fatto l'amore,accidenti!
Ha sentito la sua pelle,anzi la sente ancora,è ancora lì,come se si fosse scritta addosso a lei.
Come se ci fossero addosso a lei i segni delle sue mani,dei suoi baci,del suo respiro.

Le è piaciuto scrivere la sua storia.
E anche no.
Perchè rivivere quei momenti è stato bello.
E'stato come ricostruirli,ricrearli davanti a lei.
Ma poi,sapere di allungare le mani e non riuscire ad afferrarli no,non è stata una bella sensazione.

La logica.
Ah ah ah!
Non sa quante fregature ci ha tirato,questa benedetta logica!
Avremo fatto progressi inimmaginabili nella scienza e nella tecnologia,ma per certe cose la logica non ci fa andare avanti di un passo.

I veri pazzi,mia cara,sono quelli che vedono solo quello che hanno davanti agli occhi.

Quando si immaginava di fare qualcosa poi,alla fine,non andava mai così,ma proprio per niente.
Si creava nella mente tutta una scena,già se la vedeva.
E poi la vita accadeva e le dava certe fregature!
Cambiava le carte in tavola che era un piacere.
Più o meno come un regista che dà ai suoi attori un copione da imparare a memoria e poi quelli recitano qualcos'altro,ma non solo cambiando alcune battute,spostando per esempio delle parole:
proprio recitando tutto un altro film.

Geborgenheit:quel senso di sicurezza che ti dà stare vicino a qualcuno a cui vuoi bene.

Gigil:voglia di far male a qualcuno da quanto desideri toccarlo e stringerlo e sentirlo.

E' un tipo di nostalgia che solo chi ha perso davvero qualcuno conosce.
Ovunque:sopra,davanti,sotto e dentro,la paura di non toccare più una felicità sfiorata e persa nello stesso istante.

Sono gli altri a non vedere quello che lei vede e non lei a vedere quello che non esiste.

E'strano ma tutta la rabbia,tutta la voglia di fargliela pagare o di tenergli quantomeno un minimo di broncio il quale,e che cavolo,le spetta di diritto,sembrano svaniti nel nulla nel momento in cui tornano a sedersi lì,per lasciare il posto alla voglia di essere con lui come sempre a sparare cazzate,ridere,parlare e baciarsi.
Essere di nuovo loro 2 come se niente fosse successo.

Il fatto è che non riuscivo a concentrarmi.
Io ci provavo anche ma in testa non mi restava mai niente.
Come se fosse tutto offuscato.
C'è stato anche un momento in cui ho pensato di essere stupido.
Di essere quello che non ci arrivava.

E'una cosa orribile quando tu sai di essere l'unico che sa la verità e nessuno ti crede.

L'odio a volte può nascere nei modi più diversi e in certi istanti può accecare quel tanto che basta da far fare quello che non ci si aspetterebbe mai.

"Adesso che farai?"
"Adesso vorrei fare solo una cosa..."
"E che cosa?"
Prende il suo viso fra le mani,si sporge verso di lei e le dà un bacio lungo,lunghissimo.

Magari.
Una parola che in 6 lettere riesce a significare "se solo questa cosa fosse vera".
Ogni volta che la usi crei un mondo che non c'è e che magari può esserci.

Hanno iniziato a baciarsi.
I loro vestiti a cadere sul pavimento.
E la pelle di lui è tornata ad appoggiarsi sulla pelle di lei come fosse sempre stato solo quello il suo posto.

Le canzoni hanno il potere,a volte,di dire chi sei,cosa fai,cosa vuoi.
E di dirlo con quelle esatte parole lì,quelle che avresti sempre voluto usare tu.
E lo fanno così bene che ti danno la sensazione che non le abbia scritte un cantante ma tu.
Che siano proprio tue.

Frisson:paura e desiderio insieme.

Quando è una vita che perdi,il giorno che vinci ti succede qualcosa.
Certo,c'è la soddisfazione.
C'è il sentirsi apprezzati,riconosciuti.
Ma c'è proprio qualcosa che ti cambia dentro.
E quello che ti cambia è:la prospettiva.
Cominci a vedere le cose in modo diverso.
Ma non solo le cose:sei tu che ti vedi in modo diverso.
Inizi a dirti:ehi ma allora anche io posso!

Il successo non è camminare sul tappeto rosso e avere i paparazzi sempre al collo.
Il successo è un participio passato.
E'un verbo che semplicemente dici:è successo!
Qualcosa è successo.
E'possibile!
E'la dimostrazione che è possibile far succedere le cose,far andare la vita dove vuoi tu.

Proprio questo le fa paura di lui:
il fatto che sembri una persona pacata e gentile,pur essendo in realtà l'esatto opposto.

Che significa "chi fa da sè fa per tre"?
Chi fa da sè si deve arrangiare come può ed è già tanto se riesce a fare per uno,questa è la verità.

La notte porta consiglio.
La notte non porta consiglio.
La notte ti scarica davanti tonnellate di pensieri,paure,domande,dubbi.incubi e chissà cos'altro.
Che anche a mettersi lì a rovistare in mezzo a tutta quella roba,col cavolo che lo trovi,un consiglio.
Questa è la verità.

Fu questo l'errore di Psiche,capite?
Pensare di portare la luce dove c'era il buio.
Pensare di poter guardare Amore con gli occhi della ragione.
Perchè sono 2 mondi paralleli,non si devono incrociare,mai.
Non puoi pensare di poter capire,di poter leggere e interpretare,dare spiegazioni logiche.
Non lì.
Da ogni altra parte ma non lì.

Se si vuole la luce bisogna beccarsi tutto questo buio!

Ogni luce ha un cuore di buio.

Ma è davvero possibile arrivare a questo?
Arrivare a impazzire a causa dei tuoi genitori?

Non starà mai meglio se non risolve tutto il casino che si è lasciato dietro.

Non c'è cosa peggiore del diventare grandi e tradire il bambino che eravamo stati.

Se ti scrivo,almeno per il tempo in cui ti scrivo,tu sei qui.

Forse è così che bisogna fare ogni volta che si perde qualcosa:
tornare indietro e cercare di scoprire qual è il punto in cui l'hai perso.

Ho incontrato te e a me lì è sembrato di aver trovato qualcosa,cavolo!
Per la prima volta in vita mia avevo conosciuto un ragazzo che ci parlavo insieme e mi sembrava di parlare con la parte nascosta di me.
La parte bella,quella che nessuno,nemmeno io,aveva ancora visto.

A volte,forse,quando ti perdi non puoi trovarti da solo.
Forse quelle volte funziona che devi lasciare che qualcuno ti trovi.
Tu mi hai trovato e anche io ho trovato te.
Questo è quello che mi piace pensare.

Hai presente i cani quando non ti vedono da un pò e poi ti fanno le feste e ti saltano addosso da tutte le parti con la cosa che si muove velocissima?
Hai presente quanto ti fanno sentire importante,quando fanno così?
Ecco,lui mi fa sentire così,tutte le volte che lo vedo.

Quando l'ho visto è andata proprio così,come per il cellulare:
io che non avevo mai sentito bisogno del cellulare,che credevo di potercela fare benissimo senza e,anzi,che ce l'avrei fatta benissimo senza...quando poi qualcuno me lo ha messo in mano,come per magia mi è sembrato di non poterne più fare a meno.

Non sei una persona qualsiasi.
Non sei come l'amichetto vicino di casa che,ok,se non lo vedi più ti dispiace ma finisce lì.
No,
Tu sei il motivo per cui rido senza motivo.
Sei il primo film a colori dopo anni e anni di cinema in bianco e nero.
Sei il vento che fa girare la busta in quella scena di "American Beauty".
Sei l'odore del pane caldo appena sfornato.
Sei il sasso che rimbalza sulla superficie del lago.
Sei il segno del cuscino sulla guancia.
Sei il senso di pulito e di fresco dopo essersi lavati i denti.
Sei quella bomba di pioggia che arriva dopo una giornata afosa e rinfresca tutto.

A volte gli uomini ci cercano perchè non stanno bene e fintanto che non stanno bene.
Poi,quando gli passa,quando si mettono a posto,e magari si sono messi a posto anche grazie a te che li hai tirati fuori dal buco in cui si erano cacciati...beh,tanti saluti.

E'difficile,dannatamente difficile.dire che la ragione è qua e il torto è là.
Sempre,in tutte le situazioni,anche quelle che ci sembrano più evidenti,la ragione non sta mai tutta di qua e mai tutta di là,

La vita degli altri giudicatela solo se proprio dovete.
Ma se non siete Dio o un giudice,quando potete,evitate di farlo.

Non posso essere così bastardo,così stronzo,così stronzamente bastardo da portarti dentro certi tunnel in cui mi vado a infilare così spesso.
Perchè lo vedo che non è solo un problema mio.
E'una roba contagiosa che contagerebbe anche te.
Sarebbe come se avessi qualche malattia infettiva e mi prendessi il lusso di andare a trasmetterla ad altri solo perchè magari stare con loro mi fa stare un pò bene.

Col buio bisogna farci i conti.

Grazie di avermi regalato quei momenti che sono stati i più belli di tutti e di avermi messo per terra abbastanza sassolini da farmi ritrovare,se non la strada di casa,almeno una strada che possa prendere.

Dor:la sofferenza che si prova per la separazione dalla persona amata.

Non è che quando ami ti ammali:quando ami guarisci.
Sono gli altri,tutti quelli che non amano i pazzi.
Sono loro quelli fuori di testa.
Quelli che amano,quelli che amano davvero,sono i sani.
Gli unici sani in un mondo di pazzi.

Era lì.
Ecco quello che faceva lui:essere lì.
E quando lui era lì c'ero anche io ed ero finalmente io,quella che non sapevo di essere ma che ero sempre stata.

Shu:mettere l'altro nel proprio cuore.

Mamihlapinatapai: il gioco di sguardi di 2 persone che si piacciono e vorrebbero fare il primo passo ma hanno paura.

Won:la difficoltà di una persona nel rinunciare a un'illusione per guardare in faccia la realtà.

Cafunè:il gesto di passare le dita sui capelli della persona amata.

Gezelligheid: il calore provato stando con le persone a cui si vuole bene.

Cwtch: abbraccio affettuoso e molto di più.Abbraccio che diventa un luogo sicuro,il luogo dove ci sentiamo veramente a casa,fra le braccia della persona amata.

Vorfreude:pre felicità,ovvero quella felicità che deriva dal pregustare una felicità futura.

Sisu:perseveranza psicologica straordinaria nell'affrontare sfide molto lunghe e difficilissime.

Neach-gaoil:persona che vive dentro il tuo cuore.









"Eppure cadiamo felici" Enrico Galiano (2017)



LA TRAMA:
Il suo nome esprime allegria,invece agli occhi degli altri Gioia non potrebbe essere più diversa.
A 17 anni,a scuola si sente come un'estranea per i suoi compagni.
Perchè lei non è come loro.
Non le interessano le mode,l'appartenere a un gruppo,le feste.
Ma ha una passione speciale che la rende felice:collezionare parole intraducibili di tutte le lingue del mondo,come "cwtch",che in gallese indica non un semplice abbraccio,ma un abbraccio affettuoso che diventa un luogo sicuro.
Gioia non ne ha mai parlato con nessuno.
Nessuno potrebbe capire.
Fino a quando una notte,in fuga dall'ennesima lite dei genitori,incontra un ragazzo che dice di chiamarsi Lo.
Nascosto dal cappuccio della felpa,gioca da solo a freccette in un bar chiuso.
A mano a mano che i 2 chiacchierano,Gioia,per la prima volta,sente che qualcuno è in grado di comprendere il suo mondo.
Per la prima volta non è sola.
E quando i loro incontri diventano più attesi e intensi,l'amore scoppia senza preavviso.
Senza che Gioia abbia il tempo di dare un nome a quella strana sensazione che prova.
Ma la felicità a volte può durare un solo attimo,
Lo scompare,e Gioia non sa dove cercarlo.
Perchè Lo nasconde un segreto.
Un segreto che solamente lei può scoprire.
Solamente Gioia può capire gli indizi che lui ha lasciato.
E per seguirli deve imparare che il verbo amare è una parola che racchiude 1000 e 1000 significati diversi.




IL MIO GIUDIZIO:
Enrico Galiano,mio coetaneo,scrittore ed insegnante di lettere,
inserito nella lista dei 100 migliori prof d'Italia,
l'ho conosciuto grazie alla promozione che Salvatore Basile ha fatto su di lui nel suo profilo Facebook.
Mi ha colpito il titolo del suo romanzo e mi ha colpito la trama,
così me lo sono subito scaricato sul kindle e,nonostante abbia tipo centordici libri ancora da leggere,ho deciso di dargli la priorità su tutti gli altri perchè mi incuriosiva davvero tanto.

Sin dalle prime pagine mi sono completamente immedesimata in Gioia che,
a partire dal soprannome "Maiunagioia" (espressione da me usata praticamente a mo'di mantra!),
mi somiglia in maniera impressionante.
Nonostante lei abbia solo 17 anni ed io,ahimè,40,
per usare un'espressione di flaubertiana memoria,
posso tranquillamente affermare che "Gioia Spada c'est moi!":
entrambe avide lettrici e con una famiglia difficile che non ci sa apprezzare;
entrambe amanti delle cose semplici,dell'essere piuttosto che dell'apparire;
entrambe ritenute dai più "strane","snob" e "visionarie",
molto introspettive,con una fervida immaginazione e con la tendenza a credere nei "segnali";
un pò (un pò tanto) impacciate,ironiche e sarcastiche nel pensiero ma,di fatto,mai con la risposta pronta all'occorrenza.

Gioia,in più,ha una particolarità:
ama collezionare parole intraducibili,provenienti da ogni lingua del mondo.
Ed è proprio grazie a queste parole intraducibili che Gioia riesce,invece,a tradurre le,a sua volta,intraducibili ed aggrovigliate emozioni.

Una sera,nella penombra della terrazza di un bar chiuso,incontra un altro intraducibile come lei:
un ragazzo che,cappuccio della felpa calato a coprirgli il volto,
gioca da solo a freccette,con accanto a sè un barattolo pieno di sassi.
Gioia,un pò intimorita,lo osserva in silenzio da lontano,attenta a non farsi notare ma poi,
maldestra come sempre,inciampa in una sedia...lui si volta,la vede e,a quel punto,inciampano entrambi.
Ma stavolta non in una sedia,bensì nell'amore.
E cadono.
Felici.

Ma,come recita il poeta Reiner Maria Rilke e come Gioia si scrive giornalmente a penna sul braccio per non dimenticarselo mai:
"La felicità è una cosa che cade".
La felicità è caduca.
E' fugace.
E bisogna saperla afferrare al volo,perchè spesso è sfuggente.

Per cadere felici,per arrivare a vedere la luce che abbacina,bisogna necessariamente passare attraverso il buio,così come per vedere un arcobaleno bisogna sopportare la pioggia.
Ma anche nel buio più pesto,c'è sempre,da qualche parte,un interruttore che,se premuto,accende la tanto agognata luce.
Basta cercarlo,andando a tentoni,inciampando,cadendo,magari facendosi anche male ma rialzandosi e cercandolo ancora,senza arrendersi mai.
Fino a trovarlo.

Una storia avvincente,ricca di suspance,pathos e anche di tanta sofferenza che non può non toccare il cuore del lettore.
Dolce e delicata ma mai sdolcinata,offre vari spunti di riflessione e ci fa comprendere che l'amore non è poi una cosa così semplice,soprattutto quando il sentimento che proviamo è rivolto a una personalità complicata,diffidente e mentalmente instabile.
"Amare significa non dover mai dire mi dispiace",dice una famosa battuta del film "Love story".
Ma non è del tutto vero.
Amare significa soprattutto mettere il benessere dell'altro davanti a tutto,anche a costo di compiere dei gesti che potrebberlo dispiacerlo.

Un romanzo che parla di adolescenza e di adolescenti ma non è un romanzo "alla Moccia" (con tutto il rispetto per il buon Federico!).
I protagonisti non sono stereotipati,anzi,hanno tutto una loro complessità ed introspezione,
a partire da Gioia e Lo,fino ad arrivare agli altri personaggi comprimari (ma non per questo meno importanti):
Bove,il prof di filosofia che,più che un insegnante,è per Gioia un vero e proprio mentore;
Tonia,l'amica immaginaria di Gioia...una sorta di grillo parlante,di voce della coscienza che la aiuta a districare i suoi ingarbugliati pensieri;
Giovanna,la nuova proprietaria del bar dove Gioia e Lo si sono conosciuti,una burbera dal cuore buono e sempre alle prese con l'immancabile vecchietta che vuole più schiuma nel cappuccino.

Ci sarà un sequel?
Il finale potrebbe portare a pensare che sì,ci sarà.

Io,onestamente,spero invece che non ci sia.
Che tutto rimanga così com'è terminato.
Che ogni porta rimanga aperta e ogni sogno libero di essere sognato.
Perchè è bello sognare.
E se cadremo,cadremo felici.



IL MIO VOTO:
Un romanzo originale che emoziona,appassiona e fa riflettere.
Un romanzo sugli adolescenti ma di utile lettura anche per un pubblico adulto,scritto da qualcuno che,è evidente,gli adolescenti li conosce bene,non solo di nome,ma soprattutto nella loro interiorità.
Uno scrittore insegnante che,con questa sua opera,ha davvero "in- segnato".
Perchè,chiunque la legga,non potrà non portarla nel cuore.
CONSIGLIATO!!!


LO SCRITTORE:



martedì 23 maggio 2017

"Storie della storia del mondo" Laura Orvieto (1911)




LA TRAMA:
Una mamma racconta ai suoi 2 bambini le avventure dei più grandi eroi dell'antica Grecia:
Paride,Achille,Menelao,Agamennone.
E poi i capricci e le azioni degli dei.
Le storie di regine e palazzi.
Di viaggi e di guerre.
Di donne bellissime e di uomini che si fanno sedurre.
Di 2 grandi città,Sparta e Troia.
Di un cavallo di legno.
Un mondo antico e lontano ma così intenso e appassionante che leggerlo lascia senza fiato.


IL MIO GIUDIZIO:
Un libro che mi riporta indietro nel tempo,al periodo delle elementari,
e che mi è rimasto nel cuore.
Mi ricordo che lo leggevamo un pò alla volta, in classe con le maestre, 
ma a me appassionava talmente tanto che non seppi resistere e lo lessi tutto d'un fiato da sola a casa.

L'ho ritrovato per caso e ho voluto rileggerlo per vedere che effetto mi avrebbe fatto dopo,ohibò!,
più di 30 anni.

Diciamo che,con gli occhi e la testa di un'adulta,
ho notato particolari che,ovviamente,mi erano sfuggiti da bambina,quando mi ero limitata a considerarla niente di più che una bella favola.

Particolari che,aldilà di tutto,mi hanno fatto sorridere:
questa Elena sarà stata anche la donna più bella e affascinante del mondo,
a cui nessun uomo poteva resistere e per causa sua si è combattuta una guerra ma,poverina,
di considerazione gliene hanno data ben poca...potere decisionale pari a zero!
Trattata come un oggetto,come una merce di scambio:

prima ce l'ha Menelao,poi se la prende Paride.
"E ridammela!"
"No è mia!"
"Me la devi ridare!"
"No che non te la ridò!"
E lei in tutto ciò? Muta.

Ma se semplicemente le avessero chiesto lei con chi volesse stare,
non sarebbe stato tutto molto più semplice e logico e,soprattutto, non si sarebbe evitato tutto quell'inutile spargimento di sangue?

Gli eroi della storia,i vari Achille,Ettore,Enea etc...sembrano invece fatti con lo stampino: giovani,aitanti,forzuti,muscolosi e tutti dall'immancabile folta criniera bionda.
D'altronde,come canta Guccini: "Gli eroi son tutti giovani e belli".
Tutti giovani e belli e un pò piagnoni ,aggiungerei (giusto per sfatare il mito del vero uomo che non deve commuoversi mai): 
appena succede loro qualcosa di brutto,prima di partire in quarta con la spada sguainata,
si rotolano in lacrime nella polvere,facendo pianti e lamenti come maiali prima di essere condotti al macello.
Tutti giovani e belli tranne Ulisse di cui si loda soprattutto l'intelligenza e l'astuzia,
della serie "non sono un adone ma recupero da altre parti".

Gli dei dell'Olimpo,invece (ma questo chi ha visto il cartone animato di Pollon lo sa già!) saranno anche divini e immortali ma racchiudono in sè i peggio vizi e difetti di tutto il genere umano:
sono vanitosi,permalosi,collerici,vendicativi e chi più ne ha più ne metta.

A parte gli scherzi,l'autrice,usando un linguaggio chiaro,lineare e decisamente accattivante,
riesce a raccontare in modo semplice le "storie della storia del mondo",
ovvero le principali vicende della mitologia greca e dell'Iliade,
ottenendo così il duplice scopo di far appassionare i bambini alla lettura e invogliandoli ad approfondire motu proprio gli avvenimenti narrati.


IL MIO VOTO:
Un classico per ragazzi che non può mancare di essere letto.
E magari,come ho fatto io,anche riletto!
Consigliatissimo!!!

LA SCRITTRICE: