sabato 10 febbraio 2018

Frasi dal libro "Il gelato in piscina non si scioglie" di Leonardo Altomano

Da questa parte il tempo si è concesso una pausa.
Dall'altra parte tutto corre alla velocità del nulla.
Da tutte le parti c'è soltanto l'uomo con la sua passione.

C'erano anche gli spettatori ad applaudire.
Lo spettatore vuole solo applaudire.

Non esiste differenza tra il vero capire e il pensare di aver capito.

Poi le offrirai da bere e si parlerà delle cose più stupide,perchè stupida è la vita.

Altri proposero un referendum sulla sigaretta.
Dopo un pò si approvò a maggioranza il divieto di fumare.
Comunque non servì a niente perchè chi fumava prima,continuò a farlo di nascosto.
Mentre i vincitori delle elezioni potevano essere solo contenti di essere nel giusto.

Io lo giustificavo ed ero convinto di quello che dicevo ma a lui non importava,dal momento che si era giudicato colpevole.

Disse che aveva fatto solo la 3°elementare.
Questo mi fece pensare che non esiste un grado di cultura per scrivere una poesia,
ma che l'arte al suo stato puro è un gesto irrazionale.

Si accorsero che l'unica paura era la morte.
Allora,non potendo vincerla,cercarono di giustificarla.

Mi pare di trovarmi nella memoria.
I suoi labirinti sono spesso confusi dalle passioni.
L'intelligenza si sforza di pulire con la razionalità questa cantina umida e alle volte calda.

L'inconscio piange perchè è senza ricordo.
O meglio,ricorda ma in maniera sbagliata.

Questa consapevolezza gli deriva dal fatto che la mente si convince perchè vuole giustificarsi.
Vuole salvarsi dagli altri.

La vita è memoria.
La nostra vita è quel doppio di immagine e di realtà che aderisce sulla parete del ricordo.

La morte è intesa come un saluto e non come la cancellazione del corpo e dell'anima.

La verità non è altro che un bicchiere con dell'acqua.
Non è importante il bicchiere o l'acqua ma il fatto di vedere l'acqua nel bicchiere.

Ad ogni ascolta prova una sensazione diversa,come se fosse una persona differente.
Pensa che ogni musica nasconda infiniti mondi interiori e il suo non è che uno dei possibili.


Pensa che il sogno sia la realtà e che ora quindi sta sognando di vivere.

Nella vita reale si dorme,oppure si osserva attraverso la finestra la gente sempre uguale camminare sempre uguale,vivere il quotidiano sempre uguale.

Il suo televisore è la sua mente.
La sua mente è la sua unica vita.
Fuori c'è il sogno reale che non le appartiene.
Possiede un telefono che non squilla e se squilla Alessandra non risponde perchè sa che è uno che ha sbagliato numero.
Se invece fosse un amico,avrebbe sbagliato lo stesso,perchè gli amici si devono presentare quando lei vive,cioè nel sogno.

Il giorno non è la vita.
Il giorno è irreale e limitato,senza un futuro che non sia la morte.
Nel giorno sei una dimensione,una sola immagine,un solo volto,hai un solo colore di capelli.
Possiedi soltanto 2 braccia,non hai ali.
Respiri sempre con il naso,tossisci sempre con la bocca.
Puoi guardare solo fino all'orizzonte.
Non puoi trasformarti,inventare,essere un'altra,abbaiare,miagolare,cinguettare,respirare sott'acqua,
camminare sull'acqua,lavarti con il fuoco,bruciarti con le stelle.
Essere amica dei topi,dei serpenti,delle iene,degli squali,dei cannibali.
Morire,risorgere,morire un'altra volta,arrivare sulla luna senza l'astronave.

Alessandra poggia le spalle contro la porta di casa e ascolta la madre che le dice di aprirla.
Alessandra pensa che la porta è aperta e che se la madre volesse,potrebbe entrare.
Solo che la madre non può entrare perchè non capisce qual è la realtà e quale la finzione.

Osserva il giorno morire e con esso morire quella vita così falsa e irreale,dove l'uomo insegue le ambizioni che ha già acquisite e vinte e possedute nel sogno.

Ora tenta di fuggire dal sogno,ma in quel modo è schiava del suo stesso sogno.

La storia è immutabile.
Solo il modo di raccontarla può illudere chi l'ascolta.

Quello che è scritto non è che una riproduzione della realtà.
Sia chiaro,una delle realtà.
Perchè è possibile che di realtà ne esistano altre,come intorno ad ogni sole nell'universo girano pianeti di cui ignoriamo l'esistenza.

L'essere umano che si distacca dalla società come un cucciolo di lupo che abbandona la madre quando possiede la forza per difendersi nella foresta,si può definire l'uomo che cerca la libertà dagli altri.
Egli non si aspetta l'amore,l'amicizia ma neanche i suoi opposti ovvero il disamore e il tradimento.
Nessun uomo può ferirlo mortalmente perchè lui è libero dal riconoscimento del prossimo.

La solitudine è la porta d'ingresso alla nostra anima.

Il potere tra gli uomini non è altro che una forma di paura verso se stessi,un bisogno di apparire sul palcoscenico dei morti e recitare la farsa da vivo.

L'amore è la punizione di coloro che non hanno saputo vivere da soli.

"Il gelato in piscina non si scioglie" Leonardo Altomano (2014)




LA TRAMA:
Un universo popolato da personaggi che si susseguono rapidi,sospesi fra tradizione e presente,
sogno e consuetudini reali.
Una serie di gesti e di azioni,immagini e pensieri,da leggere anche aprendo a caso qualsiasi pagina,perchè ogni pagina contiene una riflessione.
Che li si legga in ordine casuale o come le tessere di un mosaico più ampio e variegato,i brevi racconti di questo libro,debitori verso i grandi scrittori che da sempre appassionano Altomano (come Camus,Borges,Kundera,Salinger,Hesse,Roth,Ionesco e Calvino) sfidano a indovinare la morale nascosta.
Tra amicizie e amori,solitudine e confusioni,la simbologia e il mistero si traducono in una riflessione sull'esistenza,sulla sua convulsa frammentarietà.
E chiunque si soffermasse sulle trame o su certi dialoghi,come quelli spiazzianti dell'ultimo testo,in forma di commedia,potrebbe perfino riconoscere se stesso e qualcosa della propria vita,dietro il velo della simulazione.
Ma,per fortuna dei lettori,nulla qui è pesante come l'esistenza reale.
Anzi,se un filo conduttore percorre tutte le short stories di Altomano,quello è il filo dell'ironia e dell'assurdo,del paradosso,della più leggera e irriverente manipolazione della realtà.



IL MIO GIUDIZIO:
Un'antologia di brevi racconti surreali e paradossali che hanno come fulcro l'umanità in tutte le sue sfaccettature.
Ognuno ha una sua morale,un suo insegnamento.
Ma tale insegnamento non è esplicito e palese,bensì a libera interpretazione del lettore.

Una scrittura semplice,scorrevole e ironica,a tratti esilarante,a tratti più malinconica ma che coinvolge immediatamente.

Personalmente mi ha colpito tantissimo,perchè un pò mi ci sono immedesimata,
"Il nuovo mondo di Alessandra":storia di una ragazza che preferisce il sogno alla realtà e proprio dei suoi sogni diventa prigioniera e dai suoi stessi sogni viene uccisa.

Godibilissimo  "Il funerale di mamma Arte" dove,intorno a un tavolo prima e a un bordello poi,si ritrovano un caleidoscopio di autori della letteratura:
da Dante a Bukowski,da Sartre a Camus,da Sthendhal a La Rochefoucauld,
passando per Leopardi (anche se,da buon sfigato qual è,ovviamente Giacomino al bordello non ci va!).

Assolutamente degno di menzione anche "La cravatta al Golf",
una commedia non-sense in 7 scene,
dove ogni personaggio pensa di parlare agli altri ma,in realtà,parla soltanto a se stesso,
con un risultato spassoso ed esilarante che però mette bene in evidenza l'individualismo che regna nella nostra società.


IL MIO VOTO:
Anche se non è il mio genere,ho trovato "Il gelato in piscina non si scioglie" una piacevole lettura alternativa che,trasportandoci in un mondo onirico,diverte ma,allo stesso tempo,offre buoni spunti di riflessione.

LO SCRITTORE:





LA DEDICA:


mercoledì 7 febbraio 2018

Frasi dal libro "Le ceneri di Angela" di Frank McCourt

Spingi!Forza!Spingi!
Gesù,Giuseppe e Maria,se non ti sbrighi,sta creatura nasce l'anno prossimo.
E se nasce l'anno prossimo dove me lo sbatto il vestito nuovo?
Lascialo perdere a San Gerardo!
Fosse anche un santo,in un momento così che se ne fa una donna di un uomo?
Ma mandalo a fanculo,a San Gerardo!

"Taci,figliolo,sei nella casa del Signore"
Al che lui rispose:
"E chi cazzo se ne frega!".
E fu buttato fuori,perchè nella casa del Signore "chi cazzo se ne frega" non si può dire.

Tutti sanno perchè per i baci tuoi morivo.
Così era destino,quello era il motivo.

"Dio aiuti questi 2 poveri piccinini:fra tutti e 2 non hanno nemmeno un guanto"
La cosa mi fa ridere perchè so che fra tutti e 2 abbiamo 4 mani e avere un guanto solo sarebbe da cretini.

Philomena dice che non sa com'è che Angela è diventata così trascurata perchè sua madre era così pulita che a casa sua si poteva pure mangiare per terra.
Chissà perchè uno dovrebbe mangiare per terra,mi domando io,se invece può sedersi a un tavolo!

Anche lei ha perso una creatura e non c'è niente di peggio al mondo.
Anche se vivi quanto la moglie di Matusalemme non ti rassegni.
Gli uomini non riusciranno mai a capire che significa essere una mamma che ha persona una creatura.
Nemmeno se vivono più di 2 Matusalemmi messi insieme.

"Porridge?E perchè dovrei dare il porrigde a un branco di yankee?"
"Dio abbia pietà di te. Non muori mica se gliene dai una scodella!"
"E sicuramente vogliono pure latte e zucchero o magari mi vengono a bussare perchè,se non mi dispiace,gli serve un uovo...Non vedo perchè dobbiamo pagare noi per gli sbagli di Angela..."
"Gesù!Meno male che le stalla di Betlemme non era tua!Se aspettava te,la Sacra Famiglia stava ancora a crepare di fame in giro per il mondo!"

"E' che lo vedo seduto con un pupo in braccio e io non c'ho speranza di avere un figlio mio"
"Non dire 'ste cose davanti ai bambini!Non ti vergogni?Quando Dio è comodo la manda pure a te una famiglia!"

Non c'è niente di meglio che essere istruiti.

Alla Scuola ci sono 7 maestri e tutti hanno una cinghia di cuoio,una verga,una bacchetta.
Con la bacchetta ti picchiano sulle spalle,sulla schiena,sulle gambe e soprattutto sulle mani.
Ti picchiano se arrivi in ritardo,se hai un pennino che sgocciola,se ridi,se parli e se non sai le cose.
Ti picchiano se non sai perchè Dio ha creato il mondo.
Se non sai chi è il santo patrono di Limerick.
Se non sai il Credo.
Se non sai quanto fa 19 + 47.
Se non sai quanto fa 47 - 19.
Se non conosci i capoluoghi delle 32 contee d'Irlanda.
Se non riesci a trovare la Bulgaria sulla carta geografica.
Ti picchiano se non sai dire come ti chiami in irlandese,se non sai dire l'Ave Maria in irlandese,se non sai chiedere il permesso di andare al gabinetto in irlandese.
C'è un maestro che ti picchia se non sai che Eamon De Valera è il più grand'uomo mai vissuto sulla terra.
Ce n'è un altro che ti picchia se non sai che il più grand'uomo mai vissuto sulla terra è stato Michael Collins.
Il maestro Benson odia l'America perciò bisogna ricordarsi di odiare l'America,sennò lui ti picchia.
Il maestro O'Dea odia l'Inghilterra perciò bisogna ricordarsi di odiare l'Inghilterra sennò lui ti picchia.
E se per caso dici una cosa bella su Oliver Cromwell,ti picchiano tutti quanti.

3 dei tuoi bambini sono morti ma gli altri sono vivi e hanno bisogno della madre.

Io spero che Eugene non abbia freddo in quella bara,anche se comunque so che non sta più là dentro perchè gli angeli vanno al camposanto ad aprire le casse e quindi ormai si sarà allontanato dall'umidità dello Shannon che ammazza e sarà su nel Paradiso dei cieli dove ci stanno un sacco di pesci,patatine e caramelle e neanche una zia che ti scoccia.
Dove tutti i padri portano a casa i soldi dell'ufficio di collocamento e dove un figlio non deve correre a cercare il suo da un pub all'altro.

Io lo so che ai grandi le domande dei piccoli non piacciono.
Loro possono domandarti di tutto:
"Com'è andata a scuola?Sei un bravo bambino?Hai detto le preghiere?"
Ma se per caso tu domandi a loro se hanno detto le preghiere,rischi di beccarti uno scappellotto.

Dice che con quei begli occhi azzurri e quei capelli neri ondulati,questo pupo è il ritratto sputato di nostra sorella morta.
Così dice mamma.
E io vorrei sapere chi è che ha sputato a questo pupo.

Quando fa bello,gli uomini si siedono fuori a guardare il mondo,fumandosi una sigaretta.
Le donne restano in piedi con le braccia incrociate e chiacchierano.
Loro non si siedono perchè l'unica cosa che fanno è stare chiuse in casa a badare ai figli,a sfaccendare e a cucinare e le sede servono agli uomini.
Gli uomini invece si siedono perchè a forza di andare a firmare ogni mattina all'ufficio di collocamento,discutere dei problemi del mondo e poi chiedersi cosa fare il resto della giornata,si stancano da morire.

Il maestro dice che è una cosa meravigliosa morire per la fede e papà dice che è una cosa meravigliosa morire per l'Irlanda.
E allora io mi domando se al mondo c'è qualcuno che ci vorrebbe vivi.

Ma la portano via perchè è ammattita a forza di fare il pane o ammattisce a fare il pane perchè la portano via?

La fede non fa distinzioni e Dio avrà sicuramente uno scopo se ha mandato dei soggetti come voi ad infestare la terra.

Dopodichè il prete mi posò l'ostia sulla lingua.
Il corpo di Cristo.
Finalmente!
Finalmente!
Ce l'ho sulla lingua.
La tiro dentro.
Mi si è incollata.
Avevo Dio incollato sul palato!
Ma Dio fu magnanimo e si sciolse e io lo inghiottii.
A quel punto fui finalmente un membro della vera Chiesa,un peccatore ufficiale!
Quando la messa finì mamma e nonna mi portarono a casa a fare colazione.
Una colazione come  Cristo comanda,disse la nonna.
Mangiai uova e salsiccia ma il cibo mi si rivoltò nello stomaco.
Mi venne da rigurgitare.
Corsi fuori nel giardinetto e vomitai tutto.
Arrivò nonna.
"Ma guarda te che ha combinato questo!!!S'è vomitato tutta la colazione della prima comunione.S'è vomitato il corpo di Cristo!!!C'Ho Dio nel giardinetto!E mo'che faccio???!!!"

La gente che abita nei vicoli di Limerick ha una maniera tutta sua di non parlarsi che richiede anni di esercizio.
In ogni vicolo c'è sempre qualcuno che non parla con qualcun altro o tutti che non parlano con qualcuno o qualcuno che non parla con nessuno.
Se 2 non si parlano si capisce subito da come si incrociano.
Le donne alzano il naso,stringono la bocca e guardano da un'altra parte.
Se porta lo scialle,la donna ne prende un angolo e se lo getta sulla spalla come a dire:
"Guai a te se mi parli o mi guardi,brutta stronza!Che solo se ci provi ti cavo gli occhi"
Ma tutti parlano con zio Pa Keating perchè è stato gasato in guerra e perchè ha sposato zia Aggie.
Ma anche se non gli parlassero,lui ci scoreggerebbe sopra e per questo motivo giù al pub dicono che è un tipo gasato.
Così mi piacerebbe diventare nella vita,un tipo gasato,uno che ci scoreggia sopra.

Nel ballo irlandese si va dritti su e giù con le braccia strette ai fianchi e si scalcia in alto e di lato senza mai un sorriso.
Mio zio Pa Keating dice che i ballerini irlandesi sembra sempre che c'abbiano tutti una scopa infilata su per il culo.

Bridey aspira una boccata di sigaretta,beve un sorso di te e dichiara che Dio è buono.
Mamma ribatte che Dio sarà senz'altro buono con qualcuno ma nei vicoli di Limerick nessuno lo ha più visto da un pezzo.
Bridey scoppia a ridere.
"Angela mia,attenta che finisci all'inferno!
E mamma risponde:
"Perchè,non ci sto già?"

Te lo dico io com'è:fanno le distinzioni di classe.
Sull'altare non ce li vogliono i ragazzini dei vicoli.
Non ce li vogliono i ragazzini con le croste sulle ginocchia e i capelli dritti in testa.
No,quelli vogliono i ragazzini tutti perbene con la brillantina,le scarpe nuove e un padre in giacca e cravatta col posto fisso.
E'così,te lo dico io.
E'proprio difficile mantenere la fede con tutta questa spocchia che c'è in giro.

Dai tempi dei greci è cambiato ben poco perchè i barbari sono sempre tra noi e in gran numero.

C'è sempre qualcuno con la risposta pronta e non si può fare altro che prenderlo a pugni sul naso.
Ma se si dovessero prendere a pugni tutti quelli che hanno la risposta pronta non si farebbe altro dalla mattina alla sera.

"A che serve giocare a croquet se sei destinato all'inferno?"
"E a cosa serve non giocare a croquet se sei destinato all'inferno?"


Dovete studiare e imparare a farvi un'opinione sulla storia e su tutto.
Se la mente è vuota,le opinioni uno non se le può fare.
Riempitevi la mente.
La mente è il vostro tesoro e nessuno al mondo può ficcarci il naso.
E'bello sapere che nessuno al mondo può ficcare il naso nelle cose che hai in testa.
La mente è la vostra casa e se la riempite di robaccia la manderete in malora.
Potete anche essere poveri e avere le scarpe rotte,ma la vostra mente sarà sempre un palazzo se la riempite di cose belle.

Visto come si vantano di tutto quello che hanno,si capisce subito che sono abituati a non avere niente.

Papà osserva che andare in fabbrica non è una cosa da donne.
"E grattarsi il culo davanti al fuoco"risponde mamma "non è una cosa da uomini".

"Il mondo è tremendo ma Dio è buono"
"Verissimo.Dio ha creato il mondo.E'un mondo tremendo,ma Dio è buono"

Io non capisco perchè zia Aggie sia sempre arrabbiata.
Ha una casa calda e asciutta.
Ha la corrente e un gabinetto tutto suo in giardino.
Zio Pa ha un lavoro fisso e ogni venerdi porta a casa la paga.
Si fa le sue birre al pub ma non rientra mai cantando canzoni sulla lunga e dolorosa storia d'Irlanda.
Lo zio Pa dice sempre:
"Che gli pigliasse un colpo a tutti.Tanto non si scappa:tutti quanti c'abbiamo un culo e ci tocca pulircelo".
Appena un politico o il papa attacca la sua solfa,lo zio Pa se lo immagina mentre si pulisce il culo.

Poi trovo un foglio con su scritto "Certificato di matrimonio" e leggo che Malachy McCourt e Angela Sheehan sono stati uniti nel santo vincolo del matrimonio il 28 marzo 1930.
Ma com'è possibile,se io sono nato il 19 agosto e Billy Campbell mi ha detto che padre e madre devono essere sposati da 9 mesi prima che arrivi un figlio?
Forse per nascere io ci ho messo metà del tempo?
Allora significa che sono un miracolo vivente e che magari da grande divento santo così la gente festeggerà il giorno di San Francis da Limerick.
Dovrò chiedere a Mikey Molly che è l'esperto di queste cose.
Così gli racconto del certificato di matrimonio,dei 9 mesi che devono passare secondo Billy Campbell e del fatto che io ci ho messo la metà del tempo.
Non è che sarò una specie di miracolo?
"Ma che miracolo d'Egitto,tu sei un bastardo! E vai all'inferno!"
"Scusa,ma mica mi devi prendere a parolacce".

"Non ti ci prendo. Così si chiama la gente che non è nata nei 9 mesi dei matrimonio,la gente concepita fuori dal letto coniugale"
"E che vuol dire concepita?"
"E'quando lo sperma feconda l'uovo,poi l'uovo cresce e 9 mesi dopo nasce il pupo"
"Ma di che parli?"
"Quell'affare che c'hai fra le gambe...si chiama eccitazione.A me gli altri nomi:pisello,cazzo,pesce,verga non mi piacciono.Sia come sia,succede che tuo padre infila l'eccitazione dentro tua madre,poi c'è uno spruzzo e tutti gli animaletti salgono su dove tua madre c'ha l'uovo che poi diventi tu"
"Io non sono un uovo"
"E invece sì.Tutti quanti all'inzio sono un uovo"
"Ma perchè devo andare all'inferno?Mica è colpa mia se sono bastardo."
"Tutti i bastardi finiscono così.E'come per i bambini non battezzati,che vengono spediti nel limbo e ci devono restare per sempre pur se non è colpa loro.Certo,porca miseria,quanto è spietato Dio lassù sul trono con quei poverelli non battezzati.Per questo motivo io non mi avvicino più a una chiesa."

C'è sempre un contrario di tutto.

Io devo andare alla chiesa ad accendere un cero che mi salverà dalla condanna eterna.
Poi però guardo nella vetrina della bottega e proprio al centro c'è una bella confezione di caramelle.
So che la mia sorte è segnata ma ho l'acquolina in bocca e quando metto sul bancone la moneta giuro alla Beata Vergine Maria che il prossimo penny lo userò per accendere un cero e non è che intanto lei può dire una parolina a suo figlio e rimandare un pò la condanna? 

Mamma parla spesso di Bridey,della sua febbre reumatica e dei suoi bronchi delicati.
Quella,dice,è capace di stare ore seduta a lamentarsi dei suoi acciacchi ma di spippettare mica smette.

Il mondo è grande e sai quante avventure meravigliose ti aspettano?

"Frank lo sai quanti anni c'ha mio marito?"
"Beh,deve essere vecchissimo...avrà 35 anni!"

La signora Purcell possiede l'unica radio del vicolo.
Gliela ha regalata lo Stato perchè è vecchia e cieca.
Anche io vorrei avere una radio.
Mia nonna è vecchia ma ci vede ancora e allora mi domando a che serve una nonna che non vuole diventare cieca e farsi regalare una radio dallo Stato?

Shakespeare è come il pure di patare:non ti basta mai.

C'è un prete che sbraita in continuazione di questo sesto comandamento.
Dice che l'impurità è un peccato così grave che la Beata Vergine Maria si gira dall'altra parte e piange.
"E perchè piange,ragazzi?
Piange per colpa vostra e per quello che fate al suo adorato figlio.
Piange quando vede con orrore lo spettacolo dei ragazzi di Limerick che si toccano,si masturbano e lordano i loro giovani corpi che sono il tempio dello Spirito Santo.
Nostra Signora piange per questi abomini,sapendo che ogni qual volta vi toccate,inchiodate alla croce il suo adorato figlio."
Io non riesco a non toccarmi.
Prego la Madonna.
Le dico che mi dispiace tanto di aver rinchiodato suo figlio alla croce e che non lo farò più ma poi non resisto e allora giuro che mi confesserò.
"Mi benedica,padre,perchè ho peccato"
"Bambino mio,che cosa hai fatto?"
"Ho picchiato mio fratello.Ho fatto sega a scuola e ho detto una bugia a mia madre."
"Sì,bambino mio e che altro?"
"Ho...ho fatto delle cose sporche,padre"
"Ah,bambino mio!Ma le hai fatte da solo,con qualcun altro o con un animale?"
Con un animale???!!!
Un peccato così non l'avevo mai sentito.
Questo qui deve essere un prete di campagna.
In tal caso mi sta veramente aprendo nuovi orizzonti.

Al pensiero di qualcuno che mi guarda,mi riviene l'eccitazione.
Però non vorrei che fosse un maschio.
Invece se a guardarmi fosse una mungitrice,si ecciterebbe di sicuro pure lei e comincerebbe a toccarsi anche se non so se le femmine lo fanno,visto che non hanno niente da toccare.
Manca l'attrezzatura.

Se si commette un peccato tanto vale commetterne altri perchè la condanna è sempre quella.
Un peccato:supplizio eterno.
10 peccati:idem.

"Sta tazza è mia e non t'azzardare a becce"
Becce.
Questa è la parlata tipica dei quartieri poveri di Limerick.
"Non voglio che i miei figli crescano dicendo -becce-"diceva papà "E'volgare,è da popolani.Parlate come si deve e dite - berci-!"
E mamma ribatteva:
"Fai tanto il signore ma mica ti sforzi di non becce tutti i soldi!"

Sì,diventare santo mi piacerebbe ma se poi a un santo gli fanno cose del genere,penso proprio che rimarrò così come sono.

La miglior cura per i capelli dritti è lo sputo,solo che è difficile sputarsi in testa perchè tocca prima sparare uno sputo bello alto e poi riabbassarsi subito per acchiapparlo sul cocuzzolo.

Niente mantella impermeabile:ti porti la mantella tua e sennò quando piove passi tra una goccia e l'altra.

"Io so tutto quello che fate.La gente vi tiene d'occhio e c'ho qua tutta una sfilza di rapporti sotto chiave"
"E allora fattici chiavare!"

E possino andà all'inferno tutti i preti ma stavolta perdono a Dio non glielo chiedo.
Roba da pazzi!
Preti e suore stanno sempre a raccontare che Gesù era povero perciò non bisogna vergognarsi e poi davanti casa loro vedi i furgoni che scaricano casse di barili di whisky e vino,una marea di uova e cosci d'agnello e loro che ancora ci dicono a cosa dobbiamo rinunciare per quaresima.
Quaresima un corno!
Ma a che dobbiamo rinunciare se per noi è quaresima tutto l'anno?

Personalmente non mi dispiacerebbe essere un toro perchè i tori possono fare quello che gli pare e per un animale non è mai peccato.

Stendo i pantaloni  e mi siedo a guardare il vapore che sale.
E a guardare una parte di me che sale.
E lei entra con un piatto di pane e marmellata e 2 tazze di the.
"Santo Dio!"esclama"Sarai piccoletto e smilzo ma là davanti c'hai proprio un gran bel coso!"

Porca puttana!Prendi una decisione tua e manda a quel paese cacasotto e invidiosi!

Tutti si rimettono al lavoro e io scendo le scale per voltare un'altra pagina della mia vita.

Aggiunge che Dio mi perdona e che anche io devo perdonare me stesso.
Che Dio mi vuole bene e che anche io devo volere bene a me stesso.
Perchè solo quando sia ama Dio in se stessi si possono amare tutte le sue creature.

"Cara signorina Hope,sto insieme a un irlandese che mi mette sempre le mani addosso e mi schiaccia il coso contro l'ombelico e io sto diventando pazza perchè non so che fare"
"Carissima,se questo ragazzo è così alto che ti schiaccia il pesce contro l'ombelico,ti suggerisco di trovarti un tizio più basso che te lo infili fra le cosce.Sono sicura che un tappo di brav'uomo si trova!"

Malachy va in Inghilterra a lavorare in un collegio per cattolici ricchi ma poi lo licenziano perchè gira sempre allegro e sorridente come se fosse un loro pari,mentre lo sanno tutti che quando si lavora in un collegio inglese bisogna camminare a testa china e trascinare i piedi come un vero servo irlandese.
Quelli lo licenziano e Malachy gli dice che con la loro scuola lui ci si pulisce il suo regal culo irlandese.

"Le ceneri di Angela " - Angela's Ashes - Frank McCourt (1996)




LA TRAMA:
Siamo negli anni fra le 2 guerre e le travagliate vicende coinvolgono una famiglia così misera che può guardare dal basso la povertà,fra un padre perennemente ebbro e vociferante contro il mondo,gli inglesi e i protestanti,e una madre che sbrigativamente trascina la sua tribù verso la sopravvivenza.
Tutto ci arriva attraverso gli occhi e la voce del protagonista,mentre vive le sue avventure.
Questo ragazzino indistruttibile,sfrontato,refrattario a ogni sentimentalismo,implacabile osservatore,crea con le sue parole un prodigio di comicità e vitalità contagiose,dove tutte le atrocità diventeranno episodi e apparizioni di un viaggio battuto dal vento verso la terra promessa.



IL MIO GIUDIZIO:
Erano anni che avevo "Le ceneri di Angela" in lista di lettura e,non so perchè,
ero convinta che fosse un romanzo sull'Olocausto.
Invece mi sono trovata davanti alla storia dell'infanzia dell'autore,
vissuta negli squallidi vicoli di una cittadina irlandese,Limerick,
dagli inizi degli anni 30 fino alle soglie degli anni 50.

Io,che mi aspettavo di versare fiumi di lacrime davanti all'abominio dei campi di concentramento, mi sono trovata a ridere di gusto di fronte alle spassosissime vicende del piccolo Frank e della sua squinternata e indigente famiglia.

Diciamo che "Le ceneri di Angela" si configura come una sorta di "Oliver Twist" in chiave ironica e divertente.

L'autore,che ha scritto questo libro quando aveva ormai 66 anni,è riuscito a raccontarci la sua infanzia con lo sguardo disincantato,ingenuo,talvolta irriverente e,allo stesso tempo acuto e perspicace,di un bambino.

Con un linguaggio semplice ma diretto ed esplicito,ci prende per mano e ci conduce nella sua vita.

Un padre premuroso e amorevole ma scansafatiche e perennemente perso dietro ai fumi dell'alcool che,alla lunga,gli hanno ottenebrato il cervello.

Una madre ormai rassegnata alla miseria e a un marito disadattato,
che si barcamena come meglio può per sopravvivere alla meno peggio e tirare avanti la baracca.

Una masnada di fratelli minori che nascono e,subito dopo,muoiono per malnutrizione e malcuranza...ma,nemmeno il tempo di seppellirne uno,ecco che subito la mamma ne sforna un altro.
E,sinceramente,non si capisce come faccia,quella donna,a procreare così tanto se,di fatto,vivono ammassati in una stanza e dormono tutti insieme nello stesso letto.

I maestri di scuola,ognuno con le sue fissazioni e le sue manie,
ma tutti con un particolare che li accomuna:
la bacchetta che,per qualsiasi futile motivo,usano a destra e manca sulle mani e sulle gambe dei malcapitati scolari.

La Chiesa Cattolica,pietra miliare dell'Irlanda dei primi del 900 dove tutto è peccato e qualsiasi mancanza,anche minima,va raccontata in confessione per avere dai preti l'assoluzione ed essere riportati allo stato di grazia e ricondotti sulla retta via.
Quegli stessi preti che "fuori dalla Chiesa Cattolica tutto è inferno e perdizione" ma poi sono i primi a chiudere la porta in faccia a chi non si presenta vestito e acchittato in un certo modo.
L'argomento religione torna molto spesso fra le pagine di questo libro e,
se da un lato l'autore ha un forte rispetto per Dio,la Madonna ed i santi (in particolare San Francesco,di cui porta il nome),
dall'altro non può fare a meno di dissacrarla,ironizzando sulle sue pecche e,soprattutto,sulle sue incoerenze.

Un altro argomento che fa da filo conduttore della narrazione è la povertà.
Una povertà talmente esasperata che,al giorno d'oggi,è quasi difficile immaginare:
molto spesso l'unico pasto che Frank e la sua famiglia riescono a mettere sotto i denti è un pò di pane secco,mentre i fratellini piccoli,al posto del biberon con il latte,devono accontentarsi di acqua e zucchero.
Più di una volta,il piccolo Frank,si trova a leccare affamato i fogli di giornale abbandonati per strada in cui erano stato avvolti pesce fritto e patatine.
Hanno un unico vestito e un unico paio di scarpe rattoppate e,per dormire,al posto delle coperte e delle lenzuola,usano dei vecchi cappotti sgualciti che poi utilizzano anche a mo'di asciugamano.
Per non parlare del carbone per accendere il fuoco che racimolano come e quando possono,per strada e,alla bisogna,arrivano persino a staccare le travi di legno della catapecchia in cui vivono...

fino a quando non tirano via una trave portante e rischiano di vedersi crollare tutto addosso e fare la fine dei topi.
Quei topi con cui combattono ogni giorno,visto che,in tutto il vicolo,esiste un solo gabinetto ed è situato proprio nei pressi della loro abitazione....cosìcchè,quando gli abitanti della strada vanno a svuotare i loro secchi,si ritrovano la stanza infestata da sorci e mosche.

Però c'è da dire che,per quanto siano malridotti,gli abitanti di Limerick fanno fronte comune contro la povertà e,pur mugugnando un pò, si aiutano l'uno l'altro come possono.
A differenza dei ricchi e degli ecclesiastici che non muovono un dito per alleviare le altrui sventure.
E sì che loro ne avrebbero la possibilità...e invece...

Tutti,a partire da Frank,sognano l'America,convinti che là il mondo sia migliore,
vi siano ricchezze e "belle ragazze bionde con i denti bianchi".
In realtà,è proprio dall'America che i genitori di Frank,con la loro masnada di figli a carico,
sono arrivati "con una scarpa e una ciabatta",come si suol dire,
perchè non riuscivano a sbarcare il lunario nemmeno là.
Eppure è proprio in America che Frank,ormai alla soglia dei 20 anni,si recherà,con pochi soldi in tasca e la speranza di una nuova vita.

Per tutta la durata della lettura mi sono chiesta che significato avesse il titolo del libro.
Angela è la mamma di Frank e,da un momento all'altro,mi aspettavo che morisse e fosse cremata...anche se per una cattolica praticante come lei,la cremazione è peccato mortale.
Invece si arriva alla fine del romanzo ed Angela è viva e vegeta e,per quanto il Frank bambino reputi vecchie le persone di 30 anni,è ancora decisamente giovane...sui 40 anni o poco più.
Allora ne ho dedotto che il titolo abbia un significato puramente metaforico,
che "le ceneri di Angela" altro non siano ciò che rimane di lei,
dopo che la vita l'ha sfiancata con tutti i mezzi.
Questa figura di donna,un pò sfatta e dimessa,che passa dallo sfornare un figlio al seppellirlo,

che subisce le sbronze e le paturnie di un uomo sposato solo perchè era rimasta incinta,
che ricorda i bei tempi andati,quando ballava e cantava,
mentre fuma una sigaretta ed i denti le cadono,marci,uno ad uno.
Questa donna ormai rassegnata alle avversità del destino mantiene comunque la testa alta e non perde mai la sua dignità,nemmeno quando va in giro ad elemosinare un pezzo di pane o un paio di scarpe per i suoi figli.
Al contrario di suo marito che mai si abbasserebbe a chiedere la carità ma poi non si vergogna a bersi in un pub i pochi scellini del sussidio di disoccupazione,prima di sparire di casa senza dare più notizie di sè.


Un plauso speciale va anche a chi si è occupato della traduzione del libro che,con maestria,ha saputo riportare in italiano,senza alterarne il contenuto,i vari idiomi,slang e dialetti.




IL MIO VOTO:
A tratti esilarante,a tratti triste ed a tratti commovente,questo romanzo avvince e coinvolge sin dalle prime pagine.
Via via che si prosegue con la lettura non si può fare a meno di affezionarsi all'autore,ai suoi fratelli ed ai suoi amici che,grazie alle descrizioni minuziose e dettagliate,sembra di conoscere da sempre.
Avrei tanto voluto vedere delle loro foto dell'epoca ma non avevano i soldi per un tozzo di pane,figuriamoci per potersi fare delle foto.
Mi sono dovuta accontentare delle immagini più recenti anche se,ad oggi,l'unico superstite di tutta la stirpe dei McCourt è rimasto Malachy che,nel tempo,è diventato anche lui scrittore come il fratello maggiore,oltre che attore cinematografico.
Un libro un pò lungo (quasi 400 pagine) ma scorrevole e,dal mio punto di vista,assolutamente consigliato.
Me lo porterò nel cuore,questo romanzo.


LO SCRITTORE:



domenica 28 gennaio 2018

Frasi dal libro "L'ultimo giorno di sole" di Giorgio Faletti

Fuggivamo e nessuno di noi sapeva da cosa.
Correvamo e nessuno di noi sapeva quanto.
L'unica cosa chiara per tutti era la meta.
Ricordo che a un certo punto la mia corsa è finita e mi sono tuffata per prima in quella palla enorme e il sole mi ha accolto e sono esplosa.
In un attimo sono stata una cosa unica e diversa:
quel calore era su di me e quella luce era dentro di me.
Io non sapevo di quale bearmi per prima ma in quella leggerezza e in quella gioia sapevo di esistere.

Io sono felice.
Io sono amata.
La felicità è una cosa che si vive e alla quale non vanno mai poste domande,altrimenti la felicità fugge perché non conosce nessuna risposta.
L'amore è un insieme senza fine di risposte che arrivano senza mai aver posto nessuna domanda,perché nessuno è mai abbastanza capace d'amore per arrivare a porre quella giusta.

...tutti quelli che hanno aperto ferite senza curarsi se si sarebbero rimarinate o no.
Tutti quelli che hanno guardato il mondo dall'alto.
Tutti quelli che lo hanno sostenuto sulle loro spalle dal basso.

Gente troppo stanca di pensare e che ha deciso di accettare quello che verrà cone diretta conseguenza di quello che è stato.

E così un'umanità con alle spalle secoli di storia,di scienza e di artitesi a cercare di prendere le distanze dal regno animale,si è comportata esattamente come gli animali.

Non sapevo se davvero sarebbe stata la fine del mondo.
La sola cosa che mi interessava era assistere alla fine del mio mondo.
Nell'istante stesso in cui ho deciso che non me ne sarei andata,ho smesso di interessarmi a quello che avrebbe fatto i resto dell'umanità.

Quelli che si fossero salvati avrebbero ripercorso su strade diverse lo stesso cammino con la paura come unico motore e la speranza come unico lontano punto di attracco.

Eccomi,sono la donna che hanno voluto che fossi e tutte quelle che vorrei.
Tutte le cose che mi hanno spezzato i fiato e le dita,che mi hanno incendiato la carne e la mente,quando morivo credendomi in vita.
Chiunque sono,chiunque sia stata è acqua che non macina,è terra già bruciata.

Vedendo quella meraviglia di cannocchiale,a quell'opportunità di vedere  cose che a occhio nudo non si potevano vedere,mi è venuta spontanea una domanda:
perché perdere tempo a guardare cosa facevano gli esseri umani,quando lo si poteva impiegare a guardare cosa facevano le stelle?

In quel cinema ho visto decine e decine di film da sola.
Una sorta di zitellaggio culturale poco socievole ma molto piacevole.

Ecco la libreria più fornita della città,quello che fa fuggire l'uomo stolto e atterrisce il saggio.
Perché è il solo che ha coscienza della sua ignoranza,del fatto che per quanto impari cose ce ne saranno sempre altre di cui non sa nulla.

In qualche modo si dovrà ripartire da zero,un numero magico,oltre il quale non si può che crescere.

Ci sono occasioni in cui si desidera talmente piacere a certa gente che non ci si cura di sapere se quella gente ci piaccia o meno.

L'amore,come l'amicizia e la fede,non si possono riprodurre a comando.
Se uno ha voglia può uscire a comprarsi alcool,droga o sesso,mentre non è possibile dire:
"Adesso esco e mi innamoro".
Così come non è possibile dire:
"Da questo momento smetto di essere innamorato".
Il ricercatore più ricco del mondo sarebbe quello capace di mettere a punto una pillola in grado di far dissolvere all'istante anche la più rapace forma di innamoramento.
Avrei già inventato anche il nome della medicina: Disamorpl.
Si dice che il tempo sia in grado di farlo,ma è una terapia lunga,difficile,dolorosa e nemmeno troppo sicura.

La sua grande capacità di ironia diventava,con estrema eleganza,autoironia senza mai sconfinare nell'amarezza o nell'autocpmmiserazione.

Lei era disposta a sopportare qualunque disagio e sacrificio pur di diventare donna.
Io,che donna lo ero,quasi mai trovavo il coraggio di esserlo davvero.

Ci sono situazioni in cui le parole sono l'oro degli sciocchi:per quante te ne vengano in mente non possono avere il valore del silenzio.

La trappola era quella di sentirmi speciale nel momento e nel modo sbagliato,quando avevo avuto mille occasioni in passato di dimostrarmi speciale nel modo giusto.

In una cosa siamo diversi dagli animali:sappiamo ridere.
Questa,forse,è l'unica cosa che ci differenzia dal resto degli esseri viventi.
Ma quanto poco questa qualità è stata capita,utilizzata,premiata!
Quanto poco sappiamo rifugiarci nel riso e nel sorriso,mentre viviamo con una disperata paura della morte.
Quante volte,invece di ridere,tiriamo fuori dalla tasca il cellulare per controllare i messaggi!

Uno dei limiti fondamentali degli esseri umani,forse la causa principale della nostra infelicità sta nella difficoltà a quantificare il tempo,non nella misura,ma nella memoria.
Se ogni uomo potesse ricordare ogni singolo istante della sua vita,se avesse il dono di poterla ripercorrere passo passo,sono certa che l'esistenza sembrerebbe a tutti molto più lunga.
E invece è sempre una incessante,strenua,perduta battaglia contro il tempo.

Si canta,si balla,si ride e si sale.
E a ogni giro di volta salendo si cade così in basso da perdere il senso alle nostre parole.
Così in alto da accorgersi che neanche il vento le vuole...ed è l'ultimo giorno di sole.
È l'ultimo giorno di sole.



"L'ultimo giorno di sole" Giorgio Faletti (2017)




LA TRAMA:
"L'ultimo giorno di sole" è anche l'ultimo racconto scritto da Giorgio Faletti.
Mentre tutti fuggono alla ricerca di un improbabile luogo dove potersi salvare da una imminente esplosione solare,una donna decide di restare nel paese dove è nata e di guardarsi dentro.
Racconta a se stessa e al mondo che scompare ciò che ha visto e chi ha incontrato,le cose che ha vissuto e quelle che ha sognato.
E canta per esorcizzare il buio.
O per accoglierlo nel modo migliore,nel segno di una commovente tenerezza per le cose umane.
Il racconto è diventato e tornerà a essere uno spettacolo teatrale.



IL MIO GIUDIZIO:
E'stata un'emozione pazzesca,un vero colpo al cuore,trovare casualmente questo romanzo di Faletti nello scaffale del reparto libreria di un centro commerciale.
Mi ricordo che,proprio il giorno prima di apprendere della sua morte ,
mi ritrovai a chiedermi quando Faletti ci avrebbe deleziato con un altro dei suoi thriller.
E invece,poche ore dopo,la tragica notizia.

"L'ultimo giorno di sole",opera postuma,sembra quasi un addio alla vita che Giorgio ha voluto regalare ai suoi lettori.
Non so se quando l'ha scritto già sapesse di essere malato ma,da questa storia,
traspare proprio la consapevolezza di una persona che si accinge a vivere gli ultimi momenti della sua esistenza terrena.

Linda Pizzini ha 35 anni,è orfana di entrambi i genitori,ha un ex impiego in un'agenzia di viaggi,
un ex marito fedigrafo,nessun figlio e delle amicizie perse per strada,
un pò per necessità un pò a causa del destino.
Venuta a conoscenza che,il tal giorno e alla tal ora,una tempesta solare con epicentro proprio nelle vicinanze della zona in cui risiede,porrà fine al genere umano,
a differenza di tanti altri suoi concittadini che cercano un'illusoria salvezza in un non bene identificato angolo di mondo,
non essendo pronta ad affrontare un mondo peggiore nello stesso modo in cui non è pronta ad affrontare un mondo migliore,
decide di restare e andare incontro,a testa alta,a quello che sarà.

Si trova così a camminare per Via Roma,la via principale della sua città,
una città ormai completamente deserta ,
osservando i vari negozi e le abitazioni abbandonate,
commentando fra sè e sè la vacuità del mondo e ripercorrendo mentalmente i momenti salienti della sua vita e le persone che ne hanno fatto parte.

Scritto in parte in prosa e in parte in rima (le canzoni nello spettacolo teatrale),
con dei paragrafi completamente privi di punteggiatura,
a sottolineare lo sgorgare senza sosta dei pensieri di Linda;
a tratti ironico ed esilarante (le cognate Simonelli sono assolutamente spassose!),
a tratti  poetico,struggente e commovente,
l'autore affronta con delicatezza e maestria una serie di temi quantomai attuali:
dal tradimento,alla solitudine,alla transessualità.

Non ci sono brividi di paura o assassini senza volto a cui dare un'identità in questa ultima opera di Faletti,al contrario essa si configura come un inno alla vita,
nonostante l'imminenza della morte (sia quella della protagonista che dello stesso scrittore) ma anche un inno all'essere sempre se stessi,fino alla fine,senza mai omologarsi alla moltitudine.


IL MIO VOTO:
Un ultimo regalo,dolce,struggente e delicato,che Faletti ha voluto fare ai suoi affezionati lettori.
Un romanzo breve godibilissimo e ricco di spunti di riflessione.
Vale la pena di leggerlo e di rimpiangere un autore che non finirà mai di mancarci.

LO SCRITTORE:



sabato 27 gennaio 2018

Frasi dal libro "Siddharta" di Hermann Hesse

Così tutti amavano Siddharta.
A tutti egli dava gioia.
Tutti ne traevano piacere.
Ma egli,Siddharta,a se stesso non procurava piacere.
Non era di gioia a se stesso.
Non portava gioia in cuore.

Eccellente cosa i sacrifici e la preghiera:
ma questo era tutto?
Davano i sacrifici la felicità?
Anzi,era poi giusto,era un atto sensato sacrificare agli dei?
E dove si poteva trovare Dio,dove abitava,dove batteva il suo eterno cuore?
Dove altro mai se non nel più profondo io,in quel che di indistruttibile ognuno porta in sé?
Ma dove,dov'era questo Io,questa interiorità,questo assoluto?
Non era carne e ossa.
Non era pensiero e coscienza.
Dive,dunque,era?
Era questo che bisognava trovare:
scoprire la fonte del proprio Io e impadronirsene.

L'anima tua è l'intero mondo.

Tutto non era degno dello sguardo dei suoi occhi.
Tutto mentiva.
Tutto puzzava.
Puzzava di menzogna.
Tutto simulava un significato di bontà e di bellezza.
Tutto era incoffessata putrefazione.
Amaro era il sapore del mondo.
La vita,tormento.
Una meta si proponeva Siddharta:
diventare vuoto.
Vuoto di sete,vuoto di desideri,vuoto di sogni,vuoto di gioia e di dolore.
Morire a se stesso,non essere più lui.
Trovare la pace del cuore svuotato,nella spersonalizzazione del pensiero rimanere aperto al miracolo.
Questa era la sua meta.

Che è la concentrazione?
Che è l'abbandono del corpo?
Cos'è il digiuno?
Tutto questo è fuga di fronte all'Io.
È un effimero stordimento contro il dolore insensato della vita.
La stessa evasione,lo stesso effimero stordimento prova il bovaro all'osteria,quando tracanna bicchieri di acquavite.
Allora egli non sente più il proprio Io.
Non sente più le pene della vita.
Prova un effimero stordimento.
Troviamo conforti.
Troviamo da stordirci.
Acquistiamo abilità con le quali cerchiamo di illuderci.
Ma l'essenziale,la strada delle strade non la troviamo.

Dolore era la vita.
Pieno di dolore il mondo.
Ma la liberazione dal dolore s'era 
trovata:
l'avrebbe trovata chi seguisse la via del Buddha.

Govinda,amico mio,ora tu hai fatto il passo.
Ora tu hai scelto la tua strada.
Tu sei sempre stato mio amico.
Sempre tu mi hai seguito a distanza di un passo.
Spesso avevo pensato:
"Non farà mai un passo da solo,senza di me."
Ed ecco,ora sei diventato un uomo e scegli da te la tua strada.
Possa tu percorrerla fino alla fine,amico mio!
Possa tu trovare la liberazione!

Le opinioni non contano niente.
Possono essere belle o brutte,intelligenti o stolte
...ognuno può adottarle o respingerle.
Ma la dottrina che hai udito da me,non è mia opinione e i suo scopo non è di spiegare il mondo agli uomini avidi di sapere.
Un altro è il suo scopo:,la liberazione dal dolore.
Questo è ciò che Gotama insegna.

Voglia il cielo che i tuoi pensieri non siano errori!

Non tocca a me giudicare la vita di un altro.
Solo per me,per me solo,devo giudicare,devo scegliere,devo scartare.

Il Buddha mi ha derubato,ma è ben più prezioso ciò che mi ha donato.
Mi ha derubato del mio amico,di colui che credeva in me e che ora crede in lui.
Ma mi ha fatto dono di.me stesso.

Conoscere le cause ultime...è solo  per questa via che le sensazioni diventano conoscenze e non vanno perdute,ma al contrario si fanno essenziali e cominciano a irradiare ciò che in esse è contenuto.

In verità,nessuna cosa al mondo ha tanto occupato i miei pensieri come questo mio Io,
questo enigma che io vivo,d'essere uno,distinto e separato da tutti gli altri.

Che io non sappia nulla di me,che Siddharta mi sia rimasto così estraneo e sconosciuto,
questo dipende da una causa fondamentale,una sola:
io avevo paura di me e prendevo la fuga davanti a me stesso.

Ora Siddharta non me lo voglio più lasciar scappare!
Dal mio stesso Io voglio andare a scuola,voglio conoscermi,voglio svelare quel mistero che ha nome Siddharta.

Si guardò intorno come se vedesse per la prima volta il mondo.
Bello era il mondo.
Variopinto,raro e misterioso era il mondo!
Qui era azzurro,là giallo,più oltre verde.
Il cielo pareva fluire lentamente come i fiumi.
Immobili stavano il bosco e la montagna.
Tutto bello.
Tutto enigmatico e magico.
E in mezzo v'era lui,Siddharta,il risvegliato,sulla strada che conduce a se stesso.

Il senso e l'essenza delle cose erano non in qualche cosa oltre e dietro di loro,ma nelle cose stesse,in tutto.

Io,che volevo leggere il libro del mondo e il libro del mio proprio io,ora sono desto.
Mi sono risvegliato oggi e nella realtà oggi nasco per la prima volta.

Egli,che nella realtà si trovava come un risvegliato o come un nuovo nato,doveva ricominciare interamente la sua vita.

Ma lui,Siddharta,a quale comunità apparteneva?
Di chi condivideva la vita?
Di chi avrebbe parlato il linguaggio?
Nessuno era così solo come lui.

Vedeva il sole sorgere sopra i monti e tramontare oltre le lontane spiagge popolate di palme.
Di notte vedeva ordinarsi in cielo le stelle,e la falce della luna galleggiare come una nave nell'azzurro.
Vedeva alberi,stelle,animali,nuvole,arcobaleni,rocce,erbe,fiori,fiumi e ruscelli.
Vedeva la rugiada luccicare nei cespugli al mattino,alti monti azzurri e diafani nella lontananza;
gli uccelli cantavano e le api ronzavano;
il vento vibrava argentino nelle risaie.
Tutto questo era sempre esistito nei suoi mille aspetti variopinti.
Sempre erano sorti il sole e la luna.
Sempre avevano scrosciato i torrenti e ronzato le api.
Ma nel passato tutto ciò non era stato per Siddharta che un velo effimero e menzognero calato davanti ai suoi occhi,considerato con diffidenza e destinato a essere trapassato e dissolto dal pensiero,poichè non era realtà.
La realtà era aldilà delle cose visibili.
Ma ora il suo occhio liberato si indugiava al di qua,vedeva e riconosceva le cose visibili.
Cercava la sua patria in questo mondo.
Non cercava la realtà,nè aspirava ad alcun aldilà.
Bello era il mondo a considerarlo così:
senza indagine,così semplicemente,in una disposizione di spirito infantile.
Belli la luna e gli astri.
Belli il ruscello e le sue sponde,il bosco e la roccia,la capra e il maggiolino,i fiori e le farfalle.
Bello e piacevole andar così per il mondo e sentirsi così bambino,così risvegliato,così aperto all'immediatezza delle cose.
Così fiducioso.

Questo ho imparato dal fiume:tutto ritorna!

Possa la tua amicizia essere il mio compenso.

Tutti sono riconoscenti,mentre avrebbero diritto essi stessi alla riconoscenza.

Questi beni appartengono a lui in proprio ed egli ne dona solo ciò che vuole dare e solo a chi vuole.
E lo stesso è per le gioie dell'amore.
Bella e rossa è la bocca di Kamala,ma provati a baciarla contro il volere di Kamala e non ne trarrai una goccia di dolcezza,da quella bocca che tanta dolcezza sa distillare.
L'amore si può mendicare,comprare,regalare,si può trovare per caso ma non si può estorcere.

Dal momento in cui formulai il mio proposito,seppi anche che lo avrei attuato.
Se tu getti una pietra nell'acqua,essa si affretta per via più breve fino in fondo.
E così è di Siddharta,quando ha una meta,un proposito.
Siddharta non fa nulla.
Siddharta pensa,aspetta e digiuna ma passa attraverso le cose del mondo come la pietra attraverso l'acqua.
Senza far nulla,senza agitarsi viene scagliato ed egli si lascia cadere.
La sua meta lo tira a sè,poichè egli non conserva nulla nell'anima propria che potrebbe contrastare questa meta.
Questo è ciò che Siddharta ha imparato.
Questo è ciò che gli stolti chiamano magia,credendo che sia opera dei demoni.
Ognuno può compiere opere di magia.
Ognuno può raggiungere i propri fini.
Se sa pensare.
Se sa aspettare.
Se sa digiunare.

"Siddharta è un bell'uomo.Il suo sguardo piace alle donne e per questo la fortuna gli corre incontro"
"Così sia,mia maestra.Possa sempre piacerti il mio sguardo e possa sempre da te corrermi incontro la fortuna".

Scrivere è bene ma pensare è meglio.

Molte cose apprese Siddharta:ascoltò molto e parlò poco.

Non si ottiene piacere senza dare piacere.

Guadagnava?
Intascava il guadagno con indifferenza.
Perdeva?
Ci faceva su una risata e diceva:
"Oh guarda!Anche questa è andata male!"

Non mi sgridare caro amico!
Non è ancora mai successo che sgridando si concludesse qualcosa.

"Perchè non sei tornato subito? Perchè hai sciupato tempo e denaro? Hai voluto fare solo un viaggetto di piacere?"
"Certo!Certo,ho viaggiato per mio piacere.Per che altro mai? Ho conosciuto uomini e paesi,ho goduto cortesie e confidenze,ho trovato amicizie.
Vedi,amico:se io fossi ripartito subito in fretta e pieno di dispetto appena visto sfumato l'affare,allora tempo e denaro sarebbero stati realmente perduti.Ma così ho trascorso belle giornate,ho imparato,ho goduto la compagnia di amici e non ho danneggiato me nè il prossimo col dispetto e con la fretta."

Quando venga il giorno in cui tu ti debba accorgere che questo Siddharta fa del danno,allora dì una parola e Siddharta se ne andrà per la sua strada.
Ma fino ad allora restiamo soddisfatti l'uno dell'altro.

Tu sei come me.
Sei diversa dalla maggior parte delle altre persone.
Tu sei Kamala e nient'altro.
In te c'è un silenzio,un riparo nel quale puoi rifugiarti in ogni momento e rimanervi a tuo agio.
E anche a me succede così.
La maggior parte degli uomini,Kamala,sono come una foglia secca che si libra e si rigira nell'aria e scende ondeggiando al suolo.
Ma altri,pochi,sono come stelle fisse che vanno per un loro corso preciso.
E non c'è vento che le tocchi.
Hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino.

"Dove vai,amico?"
"In nessun posto vado.Sempre siamo in cammino noi monaci.Sempre in moto da un luogo all'altro,viviamo secondo la nostra Regola,predichiamo la dottrina,raccogliamo elemosine e passiamo oltre.Sempre così.Ma tu,Siddharta,dove vai?"
"Anche io mi trovo in una condizione come la tua,amico.Non vado in nessun posto.Sono soltanto in cammino:vado errando."
"Vai errando.Ma pochi vanno in pellegrinaggio con simili abiti,con simili scarpe e con capelli acconciati a quel modo.Ma ho incontrato un pellegrino simile,io."
"Ma ora,oggi,tu hai incontrato un pellegrino simile,con queste scarpe e con questi abiti.Ricordati,caro:rapida si volge la ruota delle apparenze.
Effimero è il mondo delle apparenze.
Effimeri sono i nostri abiti e la foggia dei nostri capelli e i nostri stessi corpi.
Io porto abiti da persona ricca,hai visto bene.Li porto perchè sono stato ricco."
"E ora,Siddharta,che sei,ora?"
"Non lo so.Ne so meno di te.Sono in cammino.Fui ricco e non lo sono più.E ciò che sarà domani,io non lo so."

Proprio questa era stata la sua grande malattia:
non saper amare nulla e nessuno.

Nulla posseggo.
Nulla posso.
Nulla ho imparato.
Meraviglioso!
Ora che non sono più giovane,che i miei capelli sono già mezzi grigi,che le forze mi abbandonano...ora ricomincio da capo,dall'infanzia!
Strano destino,davvero!
Ma che via fu questa!
Sono dovuto passare attraverso tanta sciocchezza,tanta bruttura,tanto errore,tanto disgusto e delusione e dolore,solo per ridiventare bambino e poter ricominciare da capo.
Ho dovuto provare la disperazione.
Ho dovuto abbassarmi fino al più stolto di tutti i pensieri.
Al pensiero del suicidio,per poter rivivere la grazia.
Per poter di nuovo dormire tranquillo e risvegliarmi sereno.
Dove può ancora condurmi il mio cammino?
Stolto è questo cammino.
Va strisciando obliquamente.
Ma vada come vuole.
Io sono contendo di seguirlo.

Di questo mi devo lodare:d'averla fatta finita con quell'odio contro me stesso e con quella vita squallida.
Bravo,Siddharta!
Dopo tanti anni di pazzia,finalmente hai di nuovo avuto una buona idea.
Hai fatto qualcosa.
Hai sentito cantare l'usignolo nel tuo petto e lo hai seguito.

Ora se ne accorgeva.
Che porzione dura di dolore.
Che porzione dura di miseria egli avesse sorbito e risputato in questi ultimi tempi,
masticandola fino alla disperazione e alla morte.
Ancora a lungo avrebbe potuto restare in quell'inferno se non fosse giunto semplicemente a questo:
il momento della perfetta sfiducia e disperazione.
Che egli avesse provato questa disperazione,questa profondissima nausea e non vi fosse soggiaciuto,
che l'usignolo,con la sua fresca voce canterina ancora vivesse in lui;nonostante tutto,questo formava ora la sua gioia.
Questo era adesso il motivo del suo riso,della luce che gli illuminava il volto sotto i capelli grigi.
E' bene sperimentare personalmente tutto ciò che si ha bisogno di sapere.
E ora lo so:non solo con la mente.
Ma lo so con i miei occhi e col mio cuore e col mio stomaco.
Buon per me che lo so.


Ecco cosa vedeva:
l'acqua del fiume correva e correva,eppure era sempre lì.
Era sempre e in ogni tempo la stessa.
Eppure in ogni istante era un'altra!
Oh,chi potesse afferrare questo mistero e comprenderlo!

Tra le sue virtù questa era una delle più grandi:
sapeva ascoltare come pochi.
Accoglieva a sè tutte le parole,tranquillo,aperto,tutto in attesa e non ne perdeva una.
Non vi era in lui nè lode nè biasimo,semplicemente ascoltava.

Lo hai imparato dall'acqua:è bene discendere,tendere verso il basso e cercare il profondo.

Io non sono un sapiente.
Non so parlare e non so nemmeno pensare.
So soltanto ascoltare ed essere pio.
Altro non ho imparato mai.

Non era forse il tempo la sostanza di ogni pena?
Non era forse il tempo la sostanza di ogni tormento e d'ogni paura?
E non sarebbe stato superato e soppresso tutto il male,tutto il dolore del mondo,non appena si fosse superato il tempo,non appena si fosse trovato il modo di annullare il pensiero del tempo?

Tu hai sofferto ma vedo che non è entrata tristezza nel tuo cuore.

Chiuse gli occhi,chiuse il cuore al mondo esterno e si ribellò contro il destino.

Con lui non gli erano piovute pace e felicità,bensì dolore e affanno.
Tuttavia lo amava e aveva più caro il dolore e l'affanno con lui che pace e felicità senza di lui.

Non sarà poco il suo soffrire:orgoglioso e duro è già il suo cuore e molto devono soffrire gli uomini come lui.
Molto devono errare.
Molte ingiustizie commettere e caricarsi di molti peccati.

Sai che c'è più forza nel molle che nel duro.
Sai che l'acqua è più forte della pietra e che l'amore è più forte della violenza.

Non lo leghi tu forse in catene con il tuo amore?
Non lo svergogni ogni giorno e non gli rendi la vita ancor più dura con la tua bontà e con la tua pazienza?

Credi dunque,amico,che la vita del dolore qualcuno se la possa risparmiare?
Forse,perchè gli vuoi bene,vorresti risparmiargli sofferenze,dolore e delusione.
Ma anche se tu morissi per lui 10 volte,non potresti sollevarlo della più piccola particella del suo destino.

Gli era mai dunque successo di perdere a tal punto il proprio cuore?
Aveva mai amato a tal punto una creatura umana,così ciecamente,con tanto dolore,con tanto insuccesso,eppure con tanta felicità?

Taceva e aspettava.
Ricominciava ogni giorno la muta lotta dell'affetto e la guerra silenziosa della pazienza.
Perchè nella pazienza era un maestro.
E si perdeva per amore.
Per amore diventava un povero stolto.

Egli fa quel che hai trascurato tu di fare:prende cura di sè e va per la propria strada.
Ahimè,io ti vedo soffrire ma tu soffri dolori dei quali si dovrebbe ridere e dei quali tu ben presto riderai.

Siddharta intuì che era un pazzo desiderio quello che l'aveva sospinto fin qui.
Egli non poteva aiutarlo e non doveva vincolarsi a lui.
Profondamente sentì in cuore l'amore per lui,come una ferita e sentì insieme che la ferita non gli era data per rovistarci dentro e dilaniarla ma perchè fiorisse in tanta luce.
In luogo del desiderio che l'aveva tratto fino a qui,stava ora il vuoto.
Triste si pose a sedere e sentì qualcosa morire nel cuore.
Sentì il vuoto e non vide più nè gioia nè scopo.

Tanti uomini posseggono questo dolcissimo fra tutti i beni,perchè io no?
Anche i cattivi,anche i ladri e i briganti hanno bambini e li amano e ne sono amati.
Soltanto io non posso averne.

Lo pensava e nutriva in cuore l'amore e la tenerezza per lui.
Si lasciava consumare dal dolore.
Commetteva tutte le pazzie dell'amore.
Non da sè si sarebbe mai spenta questa fiamma.

Tutto ciò che non è stato sofferto e consumato fino alla fine si ripete e sempre si soffrono di nuovo gli stessi dolori.

...ognuno teso alla sua meta,ognuno in preda alla sua sofferenza.

Ecco che non riusciva più a distinguere le molte voci,le allegre da quelle in pianto,le infantili da quelle virili.
Tutte si mescolavano insieme:lamenti di desiderio e riso del saggio,grida di collera e gemiti di morenti...tutto era una cosa sola.
Tutto era mescolato e intrecciato.
E tutto insieme,tutte le voci,tutti i desideri,tutti i dolori,tutta la gioia,tutto il bene e il male,tutto insieme era il mondo.
Tutto insieme era il fiume del divenire,era la musica della vita.
E se ascoltava attentamente questo fiume,questo canto dalle mille voci,percepiva il Tutto,l'Unità.
E allora il grande canto delle mille voci consisteva di un'unica parola:perfezione.

"Di cercare non ho mai tralasciato e mai cesserò di cercare.Questo mi sembra il mio destino."
"Tu cerchi troppo.Quando qualcuno cerca allora accade facilmente che il suo occhio perda la capacità di vedere ogni altra cosa,fuori da quella che cerca,e che non riesca a trovar nulla,non possa assorbire nulla perchè pensa sempre unicamente a ciò che cerca.
Perchè ha uno scopo ed è posseduto dal suo scopo."

Tanti hanno bisogno di molti cambiamenti e devono portare ogni sorta di abito...e io sono uno di quelli,amico.

La saggezza non è comunicabile.
La saggezza che un dotto tenta di comunicare ad altri ha sempre un suono di pazzia.
La scienza si può comunicare ma la saggezza no.
Si può trovare,si può vivere,si possono fare miracoli con essa ma dirla e insegnarla non si può.

Di ogni verità è vero anche il contrario.
Mai un uomo è interamente santo o interamente peccatore.
Il peccatore che io sono e che tu sei,è peccatore,sì,ma un giorno sarà di nuovo Brahma.
Un giorno raggiungerà il Nirvana,sarà Budda.
E questo "un giorno" è un'illusione,è soltanto un modo di dire!
Il peccatore non è in cammino per diventare Budda.
No!
Nel peccatore è,già ora,oggi stesso,il futuro Budda.
Il suo avvenire è già tutto presente.
Ognuno deve venerare in sè il Budda potenziale,il Budda in divenire,il Budda nascosto.
Il mondo è perfetto in ogni istante.
Ogni peccato porta già in sè la grazia.
Tutti i bambini portano già in sè la vecchiaia.
Tutti i lattanti la morte.
Tutti i morenti la vita eterna.
Ma non è concesso all'uomo di scorgere a che punto sia della sua strada.
Nei briganti si cela il Budda e nel Brahmino si cela il brigante.
E allora tutto è bene e tutto è perfetto.
Per questo a me par buono tutto ciò che esiste:la vita come la morte,il peccato come la santità,l'intelligenza come la stoltezza.
Tutto richiede solamente la mia amorosa comprensione.
Tutto è bene e nulla mi può far male.
Ho appreso,nell'anima e nel corpo,che avevo molto bisogno del peccato e della più ignominiosa disperazione per imparare ad amare il mondo,per smettere di confrontarlo con un certo mondo immaginato,desiderato da me ma per lasciarlo invece così com'è e amarlo e appartenergli con gioia.

Le parole non colgono il significato segreto.
Tutto appare sempre un pò diverso quando lo si esprime.
Ciò che è tesoro e saggezza di un uomo suona sempre un pò sciocco alle orecchie degli altri.
Le cose si possono amare ma le parole non si possono amare.
Forse è questo che impedisce di trovar pace:le troppe parole.
Sono più importanti gli atti della mano che le opinioni.
Non nella parola e nel pensiero vedo la grandezza,ma nella vita e nell'azione.

L'amore mi sembra di tutte la cosa principale.

La sofferenza di un eterno cercare era scritta nel suo sguardo.
La sofferenza di un eterno non trovare.