giovedì 2 aprile 2015

"Qualcuno con cui correre" -Misheu Laruz Ito- David Grossman (2000)





LA TRAMA:
Assaf è un sedicenne timido e impacciato a cui viene affidato un compito singolare,se non impossibile:
ritrovare il proprietario di un cane abbandonato,seguendo l'animale per le vie di Gerusalemme.
Correndo dietro al cane,il ragazzo giunge in luoghi impensati,di fronte a strani,inquietanti personaggi.
E poco a poco ricompone i tasselli di un drammatico puzzle:
la storia di Tamar,una ragazza solitaria e ribelle,fuggita di casa per salvare il fratello,tossicodipendente,finito nella rete di una banda di malfattori.
E'la svolta nella vita di Assaf,che decide di andare fino in fondo,di "correre"con Tamar.
"Qualcuno con cui correre" è un romanzo di forza dickensiana,avventuroso e incalzante,ricco di colpi di scena e di pagine di puro terrore.
Ma soprattutto è un libro capace di penetrare come nessun altro nel mistero dell'adolescenza,superando chiusure e difficoltà per mostrarci la generosità e la grandezza di cui i giovani sono capaci

IL MIO GIUDIZIO:
E' inseguendo un cane,un pò per caso e un pò per "lavoro",che Assaf,
sedicenne timido,impacciato e complessato,
apprende la storia di Tamar,sua coetanea solitaria,testarda e ribelle.
Nonostante non l'abbia mai vista,sentendo quello che su di lei gli viene raccontato,
ne resta affascinato e,pur avendo un carattere diametralmente opposto al suo,la riconosce come "anima affine".

Così come accade anche in "Che tu sia per me il coltello",
è "l'amore immaginato" a farla da padrone per la maggior parte della narrazione,
fino a quando i 2 riusciranno finalmente a incontrarsi e con naturalezza,
daranno vita a un vero rapporto di amicizia,lasciandosi alle spalle dei rapporti che invece di amicizia non avevano proprio nulla.
Un rapporto il loro,però,destinato,sicuramente,a sfociare,nel tempo, in qualcosa di più impegnativo.

La storia parte in modo lento,molto dettagliato e descrittivo,
tanto è vero che gli eventi coprono un arco temporale di soli 2 giorni ma vengono percepiti quasi come 2 anni.
Tuttavia,andando avanti con la lettura,il racconto prende un ritmo più serrato,avventuroso,ricco di momenti di altissima tensione che avvincono e tengono con il fiato sospeso,
fino alla scena finale,forse un pò scontata e surreale,ma molto emozionante.

La corsa citata nel titolo altro non è che il percorso affannoso attraverso la vita,
compiuto da chi si sente troppo strano e diverso per stare su questa terra e fa fatica a integrarsi con gli altri;
da chi è troppo impegnato a combattere contro le paranoie e i fantasmi creati dalla sua mente (quelli che Tamar chiama scherzosamente "i topi") per poter interagire con il mondo esterno.

Ancora una volta Grossman ci regala un'opera introspettiva,sofferta,ricca di poesia e a tratti onirica,dove la crudezza della storia narrata si alterna alla dolcezza delle sensazione provate dai protagonisti.

Ribadisco il fatto che il suo stile narrativo non sia alla portata di tutti ma,più lo leggo,più mi scopro ad apprezzarlo,forse perchè in ogni suo romanzo ritrovo dei collegamenti e dei riferimenti al mio vissuto personale.
Anche se la vita reale non è un romanzo e,purtroppo,quasi mai c'è il lieto fine che gradiremmo avere.
Ma,senza ombra di dubbio,la frase che compare in questo libro:
"Un tempo piangevo moltissimo ed ero piena di speranze.
Oggi rido parecchio:un riso disilluso",
descrive alla perfezione quella che ero e quella che sono diventata.

Ed è impossibile non amare un autore che ti sa leggere dentro così bene,
senza mai averti visto nè conosciuto...un pò come succede a  Assaf con Tamar!


IL MIO VOTO:
Nonostante abbia fatto un pò di fatica a immaginarmi i luoghi della narrazione,
non conoscendo per niente la città di Gerusalemme,
ho trovato quest'opera,a metà tra la favola e il romanzo di formazione, 
molto interessante,coinvolgente,ricca di spunti di riflessione e con 2 protagonisti così veri e ben delineati,che restano nel cuore anche a lettura ultimata.

* MOLTO BUONO *

LO SCRITTORE:



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