sabato 5 settembre 2020

Frasi dal libro "Cambiare l'acqua ai fiori" di Valerie Perrin

Un solo essere ci manca e tutto è spopolato.


Cosa sarà di me se non sento più i tuoi passi?
E' la tua vita o la mia che se ne va? Non lo so.


Il mio presente è un dono del cielo.
Me lo dico ogni mattina appena apro gli occhi.
Sono stata molto infelice,addirittura annientata,inesistente,svuotata.
Sono stata come i miei vicini,ma in peggio.
Le mie funzioni vitali continuavano,ma senza me dentro,senza la mia anima,che a quanto pare,a prescindere da che uno sia grasso o magro,alto o basso,giovane o vecchio,pesa ventuno grammi.
Ma siccome l'infelicità non mi mai piaciuta ho deciso che non sarebbe durata.
La sfortuna deve pur finire,prima o poi.

Se ti piace un cantante,a forza di cantarne le canzoni,acquisisci quasi un legame di parentela.

Un cognome grazioso non impedisce a nessuno di essere uno stronzo.

Mi tengo dritta,è una mia peculiarità.il
Non mi sono mai piegata,neanche nei periodi di maggior dolore.

Forse che un uomo,quando smette di amare una donna,la guarda come se avesse perso la ragione?

La morte comincia quando nessuno può più sognare di te.

Indosso l'estate sotto l'inverno e, quando sono sola,mi tolgo l'inverno.

Sono incapace di dire una parola.
È come se ritrovassi una persona persa di vista da tempo.

"Non sapevo che rientrasse nei suoi incarichi..."
"Infatti non ci rientra,ma se uno facesse solo quel che rientra nei propri incarichi,la vita sarebbe triste."

Il dolore toglie la parola oppure fa dire sciocchezze.

Il cimitero avrà un nuovo residente,un uomo di 55 anni, morto per aver fumato troppo.
Almeno è quanto dicono i medici.
Non dicono mai che un uomo può morire per non essere stato amato.
Per non essere stato sentito.
Per aver ricevuto troppi conti da pagare.
Per aver fatto troppi debiti.
Per aver visto i figli crescere e poi andarsene senza neanche salutare.
Per una vita di rimproveri e musi lunghi in cui la sigarettina o la cannetta per sciogliere il nodo allo stomaco ci stavano proprio bene.
Nessuno dice mai che si può morire per averne avuto troppo spesso le palle piene.

Le persone che vengono a visitare le tombe ogni giorno,quelle sì che sembrano davvero fantasmi,che stanno tra la vita e la morte.

Tragedie ce ne sono dappertutto: ogni defunto è la tragedia di qualcuno.

Parlare di te significa farti esistere.
Non dire niente sarebbe dimenticarti.

In quinta elementare, quando la maestra ci aveva fatto una lezione su Picasso e il suo periodo blu avevo deciso che il resto della mia vita sarebbe stato blu.

Sì dice che la bellezza non si mangia,ma io la divoravo come antipasto,piatto forte e dolce.

Lui è diventato il mio unico centro di interesse.
Ho concentrato su di lui tutto ciò che ero e che avevo.
Tutto il mio essere su un'unica persona.
Se avessi potuto abitare dentro di lui,non ci avrei pensato due volte.

Come ogni sera,ho voglia di stare sola,non parlare con nessuno,leggere, ascoltare la radio, fare un bagno, chiudere le finestre,avvolgermi in un kimono di seta rosa.
Stare bene e basta.
Una volta chiuso il cancello,il tempo è mio,ne sono l'unica proprietaria.
È un lusso essere proprietari del proprio tempo:lo ritengo uno dei più grandi lussi che l'essere umano possa concedersi.

Potremmo parlare delle passioni che aveva e non mi riferisco necessariamente al teatro o al salto alla corda,ma al suo colore preferito,al posto in cui le piaceva passeggiare,la musica che ascoltava,i film che guardava,se aveva cani,gatti,come passava il tempo,se le piacevano la pioggia,il vento o il sole,qual era la sua stagione preferita.

Non buttava niente,meno che mai gli avanzi.
Li scaldava e li mangiava.
Certe volte stava male a forza di mangiare e rimangiare la stessa cosa finché non ce n'era più,ma preferiva vomitare pur di non buttare un tozzo di pane nella spazzatura.
Scampoli di guerra nello stomaco,presumo.

C'è qualcosa più forte della morte ed è la presenza degli assenti nella memoria dei vivi.

Mi piace ridere della morte.
È il mio modo di esorcizzarla, così si dà meno arie.
Burlandomi di lei,permetto alla vita di prendere il sopravvento,di avere il potere.

Che Dio mi perdoni,e se non mi perdona, pazienza!

Grazie per il caffè e per il buonumore,fa sempre bene.

"Non crede che sia Dio il primo a tradire gli uomini?"
"Pensa davvero quello che dice?"
"Penso sempre quello che dico.Dio è a immagine e somiglianza dell'uomo,il che vuol dire che mente, dà,ama,riprende e tradisce come chiunque altro."

Ero perennemente in festa.
Se ripenso a quel periodo,mi vedo come al Luna Park.

Trasformava il nostro letto nel paradiso,era aggraziato e sensuale in amore,ma appena si alzava, appena si metteva in verticale, abbandonando l'orizzontalità del nostro amore,perdeva parecchi punti.

Avrei fatto qualunque cosa perché mi toccasse.
Solo questo:toccarmi.
Avevo la sensazione di appartenergli corpo e anima e mi piaceva un sacco appartenergli corpo e anima.

Ero abituata che si parlasse di me, della mia vita e del mio futuro come se non mi riguardassero,come se fossi assente dalla mia storia e dalla mia esistenza,come se fossi un problema da risolvere e non una persona.

Certe volte posava gli occhi su di me per un secondo.
Non di più o le si sarebbe sporcata la cornea.

Emilie non ha mai elaborato il lutto.
È tornata nel cimitero tra quattro assi di legno.
Credo che nessuno abbia mai saputo che lei e Laurent si fossero amati.
Naturalmente non è stata sepolta accanto a lui.
Il giorno del funerale,una volta andati via tutti,ho fatto una riproduzione per talea.
Emilie aveva fatto crescere un cespuglio di lavanda accanto alla tomba di Laurent, così ho tagliato un rametto di quella lavanda e l'ho infilato in una mezza bottiglia bucata piena di terra, aggiungendo un po' di concime.
Un mese dopo il rametto aveva rifatto le radici.
In questo modo la lavanda di Laurent sarebbe diventata anche la lavanda di Emilie e,per anni, avrebbero avuto in comune lo stesso fiore.
Ancora oggi le lavande di Laurent ed Emilia profumano tutte le tombe intorno.

Non c'è amore più grande che darsi interamente a chi si ama.

Parlo da sola.
Parlo ai morti,ai gatti,alle lucertole,a Dio (non sempre gentilmente).
Parlo a me stessa,mi interrogo,mi faccio coraggio.
Non rientro negli schemi.
Non sono mai rientrata negli schemi.
C'è gente a cui non sono simpatica,gente che diffida o che ha paura di me.
Forse perché sembro perennemente in lutto.
Se sapessero che sotto ho l'estate credo che mi brucerebbero al rogo.

Una donna semplice,senza grilli per la testa.
Un po'sulle nuvole,ma avere la resta fra le nuvole non ha mai ammazzato nessuno.

Lui mi ha sempre voluto ma mai desiderato.

Perché si va verso certi libri come si va verso certe persone?
Perché siamo attratti da determinate copertine come lo siamo da uno sguardo,da una voce che ci sembra conosciuta, già sentita,una voce che ci distoglie dal nostro percorso,ci fa alzare gli occhi,attira la nostra attenzione e cambierà forse il corso della nostra esistenza?

Quando uno è morto, è morto.
Se torna, è un vivo a farlo tornare,col pensiero.
Quando qualcuno è andato, è andato.
Tranne che nella mente di chi rimane e la mente di un unico uomo è ben più grande dell'universo.

Sono convinta che si finisce col ridere di tutto o quantomeno sorridere.
Sì finisce col sorridere di tutto.

Non l'ho cercato, l'ho aspettato a lungo.
È diverso.

In primavera tutto sembra possibile,la luce e le promesse.
Sì sente che il braccio di ferro tra estate e inverno è già vinto,che i dadi sono truccati,che l'inverno è battuto in partenza anche se piove.

Imparate a dare assenza a chi non ha capito l'importanza della vostra presenza.

La morte non fa pause,non conosce vacanze né giorni festivi, né appuntamenti dal dentista.
Se ne infischia delle ore morte,dei periodi di grandi partenze,dell'Autostrada del Sole,delle 35 ore settimanali,delle ferie pagate,delle feste di fine anno, della felicità, della giovinezza,della spensieratezza e del tempo che fa.
La morte è sempre presente, ovunque.
Non ci si pensa mai davvero, sennò si diventa pazzi.
È come un cane che si aggira in continuazione fra le nostre gambe,ma di cui notiamo la presenza solo quando ci morde,o peggio, quando morde un nostro caro.

Sento spesso dire che perdere un figlio è la peggiore cosa che ci sia,ma sento anche dire che è ancora peggio non sapere.
Che più agghiaccianti di una tomba è la faccia di uno scomparso affissa sui pali o diffusa dai giornali e dalla televisione.
Foto che invecchiano ma in cui il volto che raffigurano non invecchia mai.
Questo è ancora più terribile di un funerale.
Peggio della morte c'è solo la scomparsa.

Quel giorno ho capito che potevano farmi e dirmi qualunque cosa,che fin dalla nascita la pelle e l'anima sono state rese impermeabili a ogni forma di annientamento.

E' la grande fortuna dell'orfano: può decidere chi sono i suoi genitori.

Esistono donne che non somigliano a nessun altra.
Sono qualcuno,non la fotocopia di qualcuno.

Quel tempo sospeso tra una vita e l'altra in cui l'ha rinchiusa la sua scomparsa,una sala d'attesa in cui stava seduta da anni senza che mai nessuno venisse a chiamarla o pronunciasse il suo nome.

È decisamente più facile vuotare il sacco con un perfetto sconosciuto che non in una riunione di famiglia.

Dio allevia molte pene,se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

Nel nostro mestiere si vede di tutto: l'infelicità,la felicità, gente che crede,il tempo che passa,cose insostenibili,cose insopportabili, l'ingiustizia.
La vita è così.
In fondo,noi necrofori siamo dentro la vita forse ancora di più di chi fa un altro mestiere.
Perché a noi si rivolgono quelli che rimangono,quelli che restano in vita.
Noi siamo gli ostetrici della morte,la facciamo partorire.
Quindi godetevi la vita e guadagnatevela!

Non credo si fantasmi e neanche agli zombie,ma credo alle coccinelle.
Sono sicura che quando una coccinella si posa su di me, è un'anima che mi.manda un segnale.

Le ho detto che la lasciavo per un'altra,ma ho mentito.
L'ho lasciata perchè era lei.
Gli altri,quelli per cui si lascia qualcuno,sono alibi.
Le persone si lasciano a causa di come sono,non bisogna andare a cercare la spiegazione più lontano.

"Deve raccontarmi la fine della storia"
"Forse è una storia che non ha fine"

Mi prende la mano e ci deposita un bacio.
Niente sconvolge più di un uomo galante.

Penso che mi dispiacerebbe morire mentre sono a metà di un romanzo che mi appassiona.

Casa nostra era troppo piccola per metterci un altro bambino.
Ho pensato che non era la casa a essere troppo piccola per accogliere un altro bambino,ma il nostro amore.

Credo di aver avuto bil più grande shock della mia vita.
Lo shock del maestoso.

Tutto si cancella 
Tutto passa tranne il ricordo.

Riposa in pace.
Forse sei già rinata altrove,in un'altra città, all'altro capo del mondo.
C'è la tua nuova famiglia intorno a te, stanno festeggiando la tua nascita,ti guardano,ti baciano,ti ricoprono di regali e dicono che assomigli a tua madre, mentre qui ti stiamo piangendo.
E tu dormi,ti stai preparando per una nuova vita in cui c'è ancora tutto da fare, mentre qui sei morta.
Qua sei un ricordo, là il futuro.

Qualcosa in me si rifiutava di chiudere gli occhi,un troppo pieno di felicità, avevo il serbatoio della gioia che traboccava.

La felicità rende idioti.
Era come se avessimo cambiato il mondo,come se fossimo rinati altrove,in una luce vivida.

"Che cosa vuole fare adesso?"
"Che cosa si può fare dopo una giornata del genere?"
"L'amore.Vorrei toglierle di dosso il beige e fargliene vedere di tutti i colori".

Avevano guidato alla meno peggio,pieno di amore,alcool e dolore in circolo nelle vene.

Ho sempre amato la vita.
Mi piace mangiare,mi piace scopare.
Sono per il movimento e per lo stupore.
Se ha voglia di condividere la mia miserabile esistenza per illuminata, è la benvenuta!

Non voleva vivere al condizionale ma al presente.

Per tutta la vita ci imbattiamo in gente più grande che ci dice che Babbo Natale non esiste.
Delusioni che fanno vacillare.

A ben vedere,le coppie che non urlano,non si arrabbiano mai e si trattano con indifferenza, spesso vivono nella più grande violenza che ci sia.
Niente piatti rotti, né finestre da chiudere per non farsi sentire dai vicini.
Solo silenzio.

Credo che solitudine e noia colpiscano il vuoto delle persone.
Io ero pienissima.

Pensa che lui si prenderà cura di me.
Si sbaglia: nessuno si prenderà cura di me a parte me stessa.

Amore è conoscere qualcuno che ti dà notizie di te

Scegliendo di sparire dalla mia vita,ha scelto di sparire dalla sua morte.

Stavate sognando e nel sogno siete rimaste.

Non sapeva che fare del mio dolore, così l'ha rifilato a qualcun altro.

Mi ha domandato se volevo infilare qualcosa nella sua bara.
"Me",ho risposto.

Tutti i sensi erano anestetizzati.
Tutti tranne il dolore.
Come una che venga anestetizzata durante un'operazione ma senta tutti i gesti del chirurgo.
La lancetta dello sconforto che mi triturava le ossa era al livello massimo dell'insopportabilità.
Respirare mi faceva male.

Mi piace la vita come è oggi: soleggiata.
Mi piace essere nell'essenziale.

Mi piacciono le cose belle perché non credo nella bellezza delle anime.

Vivo con il suo ricordo ma non dico a nessuno che è un ricordo:la faccio vivere altrove.

La golosità è un brutto vizio ma non è un peccato.

Fra di noi c'è solo una storia che ha cominciato a raccontarmi e di cui sto aspettando la fine.


"Non so cosa vi siate raccontati con Dio stamattina a colazione,ma sembra molto arrabbiata con lui"
"È perché non si pulisce mai i piedi prima di entrare in casa mia"

"Perché non si rifà una vita?"
"Perché una vita non si rifà. Provi a prendere un foglio di carta e a strapparlo:per quanto rincolli ogni pezzo, rimarranno sempre gli strappi,le pieghe e lo scotch"
"È vero ma una volta rincollato il foglio può continuare a scriverci sopra"
"Sì,se ha un buon pennarello"

Un desiderio non si dimentica, soprattutto se è viscerale.

Vivevo in una specie di coma etilico permanente,come se il mio corpo,per proteggersi dal dolore,si fosse messo in stato di ebbrezza senza aver bevuto una sola goccia di alcool.

Mi serviva tempo.
Non tempo per stare meglio,non sarei mai stata meglio,ma tempo per riuscire di nuovo a muovermi e ad agire.

Ha cominciato a guardarmi come se avessi perso la testa.
Ma non aveva capito:la stavo ritrovando.

Non sei più dov'eri ma sei ovunque sono io.

Voglio vivere in pace.
Qui e ora.
Voglio la vita e non rimuginare su un uomo che è stato inutile per la mia.

Gli piacevano le patate fritte e intinte nel sale della vita e le dita sporche di felicità semplici.

Non ti chiedo di riposare in pace perché sei incapace di riposare.
Ti dico solo: divertiti e a presto.

Bisogna che il buio aumenti perché appaia la prima stella.

Ho continuato a piangere come se la diga avesse ceduto ma le lacrime che ho versato mi hanno fatto bene,mi hanno tirato fuori le cose brutte,il sudore acido,le tossine avvelenate.
Credevo di aver già pianto tutto il possibile,ma ne restava ancora, restavano le lacrime sporche,quelle fangose come l'acqua marcia che ristagna in fondo a un buco dopo che da un pezzo ha smesso di piovere.

Quell'uomo mi sembrava uscito dritto dritto da un romanzo o da un manicomio,il che è più o meno la stessa cosa.

L'unica cosa che rimane sono quelli che rimangono.

Le parole taciute urlano dentro di noi.
Io ero piena di silenzi che urlavano dentro di me,mi svegliavano la notte, silenzi che mi hanno fatto ingrassare, dimagrire,invecchiare, piangere, dormire tutto il giorno,bere come una spugna, sbattere la testa contro porte e muri,ma soo sopravvissuta.

Aveva fatto sparire tutto intorno a me, tranne me.

Frugare nella vita delle persone non vuol dire conoscerle.

"Che sono le lacrimanze?"
"È una parola che ho inventato io e che riunisce malinconia, sensi di colpa,rimorsi, passi avanti e passi indietro. Tutte le cose che ci avvelenano la vita,insomma,quelle che ci impediscono di evolvere."

Ci sono dolori che piangono solo all'interno.

Non giudicare i giorni dalla raccolta che fai ma dai semi che semini.

Nascondeva lacrime ma condivideva i sorrisi.

È ovunque contro di.me e fuori di me,ma non in me.

Eravamo terrorizzati l'una dall'altro come le persone che si piacciono veramente.

Era ancora qui? In che forma?
E io,ero ancora qui?
Che senso aveva la mia vita?
A che era servita? A chi? Perché?

Mi ha fatto tornare indietro per continuare ad andare avanti.

La gente è strana.
Non ce la fa a guardare negli occhi una donna che ha perso un figlio,ma si stupisce quando la vede risollevarsi.

La cattiveria è come il letame: anche dopo che è stato rimosso,l'odore rimane a lungo.

Sentivo quel che seminavo.
Mi inseminavo.
Eppure la terra desertica di cui ero fatta era molto più povera di quella dell'orto,era una pietraia.
Ma un filo d'erba può crescere ovunque e io ero fatta di quell'ovunque.
Una radice può attecchire anche nel catrame,basta una microfessura per fare penetrare la vita all'interno dell'impossibile.

C'è gente che abbraccia una religione,lui ha abbracciato Elvis,o meglio,ha lasciato che Elvis lo abbracciasse ed entrasse dentro di lui.
Le sue canzoni lo hanno penetrato e sono rimaste come preghiere.

Era riuscito a contagiarmi con un amore malsano. Più che innamorata,ero malata di lui.

Che tempo meraviglioso!
Ogni giorno la bellezza del mondo mi inebria.
Certo, c'è la morte,i dispiaceri,il brutto tempo,il giorno dei morti,ma la vita riprende sempre il sopravvento.
Arriva sempre un mattino in cui c'è una bella luce e l'erba rispunta dalla terra riarsa.

Secondo me le eredità non dovrebbero esistere.
Penso che bisognerebbe dare tutto alle persone a cui vogliamo bene in vita,il proprio tempo e il proprio denaro.
Le eredità sono state inventate dal diavolo per dilaniare le famiglie.
Io credo solo alle donazioni in vita,non alle promesse della morte.

Sulle sabbie mobili della vita cresce un bel fiore che il mio cuore ha scelto.

Ho sentito qualcosa di caldo nella pancia.
Qualcosa di simile alla felicità.

È una bella cretinata fare come tutti,un'idea stupida.
Le buone maniere,le apparenze e i preconcetti sono roba che uccide.

Ho pensato che eravamo due sopravvissuti ancora in piedi.
Due naufraghi che un oceano di disgrazie non era riuscito ad affogare totalmente.

Sarai ovunque i miei occhi si poseranno.
Dove sarà il mio cuore,il tuo continuerà a battere.

Sento che mi sta spogliando.
Sta togliendo l'inverno per vedere l'estate.

Non mi va per niente che un giorno qualcuno venga a posare le tue ceneri sulla mia tomba.
Me ne frego.
Voglio vivere con te adesso, subito, finché ancora possiamo guardare il cielo insieme, anche quando diluvia come oggi.

"Sono disadattata, spezzata. Con me non è possibile l'amore.Sono invivibile. Non lo capisci? È impossibile!"
"Niente è impossibile!"

Cinque anni fa ho avuto paura di lei e paura di me ma sappia che non ho mai smesso di pensarla.

Ed ecco che tornano.
Sono come bolle di tenera follia,bolle di gioia che mi risalgono fino alla gola,mi accarezzano la bocca,scuotono la mia pancia dall'allegria e mi fanno scoppiare a ridere.
Ignoravo l'esistenza di questo,di questo suono,di questa nota all'interno di me.
Mi sento come uno strumento musicale con un tasto in più,un salutare difetto di fabbrica.

È questa la giovinezza?
E' possibile conoscere la giovinezza a quasi 50 anni?
L'ho forse conservata senza saperlo, visto che non l'ho mai vissuta?
Oppure non mi ha mai lasciato?
O si è decisa ad apparire oggi,in una famiglia che non è la mia,con un uomo che non è il mio?

Momenti in cui si era sentito amato e protetto.
Momenti in cui nessuno si aspettava niente da lui.
Momenti lontano dai suoi genitori.

Il passato non è fertile quanto il concime, somiglia tutt'al più alla calce viva,un veleno che brucia i germogli.
Il passato è il veleno del presente.
Rivangare vuol dire un po'morire.

Solo gli egoisti tremano per la propria morte.
Gli altri tremano per quello che lasciano.

Ci sono tante belle cose che ignori:la fede che abbatte le montagne,la fonte bianca nella tua anima.
Pensaci quando ti addormenti: l'amore è più forte della morte.

Ogni tomba è una pattumiera.
Sì sotterrano i resti,le anime sono altrove.

Non sono sicuro di averti dentro di me né di essere dentro di te e neppure di possederti.
Credo invece che siamo entrambi dentro un altro essere che abbiamo creato e che si chiama "noi".

In fondo,i ricordi sono grandi vacanze, spiagge private.

"Vorrei che al cimitero riposassimo insieme.
Dopo non esserci riusciti nella vita,mi piacerebbe che ci riuscissimo almeno nella morte.Sei d'accordo a passare l'eternità con me?"
Ho risposto di sì senza riflettere.
"Non ti tirerai indietro stavolta?"
"No,ma avrà solo le mie ceneri"
"Anche in cenere ti vorrei vicina per l'eternità. I nostri nomi insieme suonano bene quanto Jacques Prevert e Alexandre Trauner. Lo sapevi che il poeta e il suo scenografo erano sepolti fianco a fianco? Trovo fantastico farsi sotterrare col proprio scenografo. Tu,in fondo,sei stata la mia scenografa:mi hai regalato i paesaggi più belli.
"Stai per morire? Sei malato?"
"È la prima volta che mi dai del tu. No,non sto per morire, almeno non credo,non è in programma. È colpa del film di cui ti ho parlato prima,mi ha messo sottosopra. Ora devo andare. Grazie,a presto,ti amo".
"Anche io la amo".
"Abbiamo qualcosa in comune,allora".

Una donna che perde il marito si chiama vedova,ma come si chiama una donna che perde l'amante?


"Hai presente le curve delle pulsazioni cardiache in un elettrocardiogramma?"
"Sì"
"Tu sei le curve del mio cuore"

Amore è maschile o femminile?

"Non sono gelosa"
"Un po'sì,dai.Io lo sono.Vedi qualcun altro?"
"Chi vuole che veda?"
"Non lo so,un amante,un uomo,vari uomini.Sei bella,so che quando entri da qualche parte ti guardano.So che dovunque vai sei desiderata"
"Vedo lei"

Che la cosa duri un mese o dieci anni, l'avrà comunque vissuta.

Osservo la mia valigia.
Mi porto troppe cose,poi quando sono là non uso quasi niente.
C'è troppo "casomai" nel mio bagaglio.

Erano tappeti volanti immaginari su cui salivo quando il presente si faceva troppo insopportabile.

L'edera soffoca gli alberi,non dimenticare di tagliarla,mai.
Appena i pensieri ti portano verso le tenebre prendi la cesoia e taglia via la tristezza.

Era troppo tardi e eravamo troppo orgogliosi per chiederci scusa.
Meritavamo qualcosa di meglio che separarci su una litigata.
Ho voglia di aprire le finestre e gridare ai passanti:
"Riconciliatevi! Chiedetevi scusa!Fate la pace con chi amate prima che sia troppo tardi!"

Mi sei mancata tanto.
I nostri alberghi,il nostro amore pomeridiano,tu sotto le lenzuola.
Sarai per sempre tutti i miei amori,il primo,il secondo,il decimo e l'ultimo.
Sarai per sempre i ricordi più belli,le mie grandi speranze.
Non dimenticherò mai le cittadine di provincia che diventavano metropoli appena ne calcavi i marciapiedi,le tue mani in tasca,il tuo profumo,la tua pelle,il mio amore.

È stato il mio primo amore,il secondo,il decimo, l'ultimo.
Ha preso tutta la mia vita .

Il mio amore.
Tornando in superficie e guardando negli occhi l'azzurro del cielo so che la porterò sempre dentro di me.
L'eternità è questo.



"Cambiare l'acqua ai fiori" - Changer l'eau des fleurs - Valerie Perrin (2018)




LA TRAMA:
Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna.
Ricorda un pò Renèe, la protagonista de "L'eleganza del riccio", perchè come lei nasconde dietro un'apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri.
Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale.
Un giorno, un poliziotto arrivato da Marsiglia, si presenta con una strana richiesta:
sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino, nella tomba di uno sconosciuto signore del posto.
Da quel momento le cose prendono una piega inattesa.
Emergono legami fino ad allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose.
Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall'ordinario all'eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell'arcobaleno.
La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l'ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d'erba.



IL MIO GIUDIZIO:


Questo romanzo, bestseller del momento, non era nella lista dei tanti (tantissimi!) libri che mi sono prefissata di leggere, ma lo sentivo spesso nominare, con commenti entusiastici, nelle pagine di lettura che seguo su Facebook.
Sono rimasta affascinata dal titolo così evocativo (come ho sempre detto, un libro mi attrae più dal titolo che non dalla copertina, che spesso nemmeno guardo) e, senza sapere quale fosse la trama, ho deciso di leggerlo.
Venuta a conoscenza della sinossi, ho compreso che avevo davanti un probabile gioiellino, in quanto la storia era abbastanza simile a quella di un altro capolavoro della narrativa moderna: "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery (entrambi scritti da autrici francesi e ambientati in Francia).

Violette Toussaint (che in italiano suona come Violetta Tuttisanti) è una donna prossima ai 50 che, dopo aver fatto la guardiana di un passaggio a livello, ormai da 20 anni è diventata la custode del cimitero di Bracion en Chalon e ha continuato a svolgere questa mansione anche dopo che suo marito Philippe è scomparso da un giorno all'altro, senza più dare notizie di sé, durante un giro in moto.

Ad aiutarla,ci sono 3 necrofori(Nono, Elvis e Gaston) che si occupano delle tumulazioni e della manutenzione; due fratelli, titolari dell'impresa di pompe funebri locali e il parroco del paese.
Per Violette, fare la custode del cimitero non significa solo aprire e chiudere il cancello, cambiare l'acqua ai fiori oppure venderli ai visitatori, per lei è una vera e propria missione che compie con dedizione e amore: conosce a memoria i nomi e le date di nascita e di morte dei defunti, accudisce i loro animali domestici ormai orfani, si prende cura delle lapidi (soprattutto di quelle in stato di abbandono, perché non vuole che queste povere anime si sentano sole) e, su un quadernetto, tiene una sorta di resoconto di ogni funerale, annotando i comportamenti delle persone presenti e, da lì, deducendo che tipo di persona fosse stato il morto, durante la sua vita.
Ottima osservatrice quale è non le sfuggono gli "inciuci" fra vedovi e "aspiranti nuove mogli" che si vengono a creare fra i vialetti del camposanto, o le donne inconsolabili che, di soppiatto, si recano a piangere su tombe di uomini con cui non avrebbero dovuto avere niente a che vedere.
Una volta, alla morte di una di queste, senza farsi vedere da nessuno, ha tagliato in rametto di lavanda che questa donna aveva fatto crescere vicino alla tomba del suo amato e lo ha trapiantato sulla di lei tomba, in modo che il loro sentimento segreto potesse, in qualche modo, continuare.

Violette si presenta come una donna un po'arcigna e austera, di poche parole (parla più ai morti e a se stessa che con gli altri) e dall'aspetto dimesso ma, dentro di sé, è ironica e arguta e, in solitudine, tolti gli abiti scuri "da custode", indossa vestiti sgargianti, mentre la sua camera è un tripudio di merletti e colori pastello.
Proprio per questo suo essere un po' fuori dagli schemi, spesso non risulta molto simpatica al prossimo anche se lei, di fatto, ha sempre una buona parola e un bicchierino di Porto a disposizione per tutti.

Abbandonata alla nascita dai genitori e cresciuta in un casa famiglia, ha sperimentato dolore, tristezza, solitudine e perdite importanti, fino a quando ha deciso che la sfortuna doveva finire, ha ripreso in mano la sua esistenza e, pur fra mille difficoltà, ha iniziato a sorridere alla vita e a gioire di ogni singolo momento che le viene concesso.

È una donna che si è "creata da sé": la cultura se l'è fatta leggendo libri su libri (su tutti, "Le regole della casa del sidro" di John Irvin), piuttosto che sui banchi di una scuola, che ha frequentato solo per pochissimo tempo.

Un giorno come gli altri si presenta al cimitero un giovane commissario sui 40 anni che profuma di cannella e vaniglia, venuto a fare un sopralluogo in quanto sua madre Irene, deceduta un paio di mesi prima, ha chiesto di essere sepolta nella stessa tomba di Gabriel Prudent, noto avvocato, che riposa proprio lì e, cosa ancora più sorprendente, scopre che questo uomo, poco prima di morire, aveva dato disposizioni affinché,la donna, un domani, fosse sepolta insieme a lui per l'eternità.
Gabriel era sposato e aveva due figlie, quindi...che rapporto c'era fra lui e sua madre?

Da qui, prendono il via, fra passato e presente, una serie di appassionanti avventure, ricche di sensazionali colpi di scena (alcuni veramente tristi, altri che lasciano a bocca aperta dallo stupore) che in parte riguardano Irene e Gabriel, in parte la stessa Violette, il rapporto con suo marito e un mistero che deve risolvere e, in parte, altre persone che riposano nel cimitero o che, tutt'ora in vita, gravitano attorno a esso.
E visto che, come si suol dire "tutto il mondo è paese", le vicende dell'uno vanno, in un certo qual modo,a intersecarsi con quelle degli altri, in una sorta di puzzle che, via via, va componendosi.

A differenza del "L'eleganza del riccio" ,che è incentrato esclusivamente su Madame Michel e Paloma, qui il palcoscenico è più ampio:un romanzo corale, dove la protagonista indiscussa resta comunque l'enigmatica ed empatica Violette.

Un romanzo avvincente e scorrevole, ricco di interessanti citazioni da sottolineare, che coinvolge sin dalle prime pagine e che, con delicatezza, affronta la tematica della morte, qualcosa a cui non si può sfuggire, ma che fa parte della vita: se non ci fosse la morte, non ci sarebbe nemmeno la vita ed è proprio in virtù a morte che dobbiamo godere appieno il tempo che ci viene concesso.

Un romanzo che ci insegna l'importanza delle scelte poiché tutto ciò che noi compiamo decide non solo il percorso della nostra esistenza ma anche di quella degli altri e che ci insegna a non giudicare dalle apparenze ma ad andare oltre, perché dietro ai comportamenti delle persone, vi può essere altro da ciò che noi immaginiamo ci sia.

Un'opera se vogliamo triste (anche se non mancano i passaggi esilaranti grazie al necroforo Nono che,a dispetto del lavoro che svolge, ha una verve comica non indifferente, la battuta pronta e una storiella divertente da raccontare) ma di una tristezza dolce  che arriva al cuore e che nel cuore rimane
Perché se la morte è ineluttabile, l'amore è e resta comunque più forte di tutto
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IL MIO VOTO:
Un bestseller che merita di essere tale.
Una storia avvincente, ricca di colpi di scena che tiene incollati dalla prima all'ultima pagina e che si vorrebbe non finisse mai.


LA SCRITTRICE: