martedì 6 gennaio 2015

Frasi dal libro "Applausi a scena vuota" di David Grossman

Lo Stato deve far pagare le tasse solo a chi desta ragionevole sospetto di stare bene e di spassarsela in base ai seguenti criteri:
a chi sorride fra sè e sè,è cicciottello,sano,ottimista,scopa di notte e fischietta di giorno.
Ecco,bisogna far pagare le tasse solo a questi cazzoni.
Spellarli vivi e senza pietà!

Pensate a quanti telefilm polizieschi ci sono:
indagini,arresti,processi per omicidio.
Però non ho mai sentito parlare di un processo per nascita.
Nè per nascita preterintenzionale,nè per nascita dolosa,nè per nascita colposa!
E non dimentichiamo che,in questo caso,la vittima è un minorenne!

E lui,il comico,l'intrattenitore,il buffone,come definirlo?,si concede al riflesso del proprio sorriso sugli altri.

Sono venuti per questo:per ridere di te.

"Sei pieno di rabbia" diceva.
"Sono pieno di nostalgia"avevo pensato "Non lo vedi? Una nostalgia che mi avvelena"

A fare il comico,malgrado tutto,a volte diverti la gente, ed è pur sempre qualcosa.

"Voglio che tu venga a vedermi.Che mi guardi bene e poi mi dica."
"Dirti cosa?"
"Quello che hai visto"

Non sono più le risate di un tempo.
Forse hai sbagliato mestiere.
Forse davvero è arrivato il momento di ritirarti.
Ritirarti,sì.
Appendere le scarpe al chiodo.
E già che ci sei,anche te stesso.

Abbiamo detto che è il mio compleanno,un'occasione,come si sa,per farsi un esame di coscienza.
Per chi ce l'ha ,ovviamente,una coscienza.

Cos'è in fondo il cabaret,ci avete mai pensato?
E'una forma d'intrattenimento piuttosto patetica,ammettiamolo.
Si vede lo sforzo di voler far ridere a tutti i costi.
Ecco perchè.
A noi comici si legge la tensione in faccia,l'ansia di divertire,la supplica di piacervi.

Questo è il momento di ringraziare chi mi ha portato fino a qui.
Chi è rimasto sempre e in maniera incondizionata al mio fianco anche dopo che sono stato lasciato,respinto e abbandonato un'infinità di volte.
L'unica persona che è sempre rimasta con me e che non mi ha mai abbandonato sono io medesimo.

Guardate che costanza e che attaccamento a questo fallimentare progetto di essere!
Ma vi rendete conto di che idea stupefacente e sovversiva sia essere?

Non conoscevo nessuno e nessuno faceva lo sforzo per conoscermi perciò ero diventato ancora più solitario e scontroso.

Possedevo un tesoro raro:
avevo esperienza di vita.

Non mi riconoscevo quando ero con lui.
Non conoscevo il ragazzo entusiasta e infervorato che spuntava fuori da me.
Non conoscevo la sensazione di calore alle tempie,improvvisamente infiammate da pensieri e fantasie.
E ancora meno conoscevo l'immediata e gradevole ricompensa per questo mio nuovo talento:
occhi sbarrati di stupore e sorridente felicità,con profondo e azzurro splendore.

E'questo il bello dell'umorismo: che a volte fa ridere.

Perchè pensare.
Punto.
Facciamo un bell'applauso al non pensare!

Diciamo che mentre cammino per strada,uno sconosciuto che non sa niente di me mi incontra.
Cosa vede in me la gente quando mi incontra la prima volta?
Che cosa percepisce al primo sguardo?
Che impressione ha di me?
Il grande amore che ho conosciuto ha lasciato un segno visibile?
Un'impronta?

...quella cosa che una persona trasmette senza rendersene conto,che forse è l'unica al mondo a possedere.
Una luce interiore.
O un buio interiore.
Il segreto.
Il fremito dell'unicità.

E io ero rimasto un pò deluso di non essere riuscito a divertire un comico.

Perchè non mi concedo un attimo di pausa da me stesso?
Da questa faccia al cianuro che mi è venuta negli ultimi anni,con gli occhi sempre arrossati da lacrime trattenute?

Io,sensibile a ogni indizio....Mio Dio,come ho fatto a essere così cieco?

Guardatemi!
Preciso e identico ad allora...a parte l'idiosincrasia per il prossimo.

"Siamo venuti qui per ridere!"
"Non vedete che oggi è lui la barzelletta?"

E'una cosa che confonde,no?
Che disorienta,persino!
E forse gli altri cominciano ad avere un pò paura di lui.
Uno che sta a testa in giù non è uno scherzo.

Ma tu che fai "no" con la testa....mi conoscevi meglio di quanto mi conoscessi io?

Ok,mio padre mi dice di non camminare sulla mani e io non lo faccio.
Ma poi penso:e adesso?
Come mi salvo?
Come faccio a non morire se sto dritto?

Voi non avreste riso se se aveste saputo cosa mi frullava nel cervello?
Non avreste pensato:
"Guarda 'sto deficiente come spreca la sua infanzia!"

...se non fosse per la tentazione,alla quale è così difficile resistere,di sbirciare nell'inferno di qualcun altro.

"Adamo conobbe Eva,sua moglie"
Allora complimenti,Adamo...sei un vero uomo!
Però attenzione.
La Bibbia dice che l'hai conosciuta,non che l'hai capita!

...ovunque fossi andato,mi sarei sentito un estraneo.

Non ti sto prendendo in giro,sto solo ridendo un pò con te.

Da piccolo avevo un metodo scientificamente provato per capire se un bambino era popolare o no.
Lo chiamavo "il metodo della stringa".
E come funzionava?
Diciamo che un gruppo di bambini torna a casa da scuola.
Risate,chiacchiere,grida:bambini.
Uno di loro si china ad allacciarsi una scarpa.
Se il gruppo si ferma e tutti,anche quelli che danno le spalle al bambino e nemmeno si sono accorti che si è chinato,si fermano e lo aspettano,è segno che quel bambino è bene inserito nel gruppo.
E'a posto.
E'popolare.
Ma se nessuno si accorge che si è fermato e solo alla fine del liceo,alla festa d'addio,uno domanda:
"Dite un pò,qualcuno sa che cosa è successo a quello che si è fermato ad allacciarsi la scarpa?"
Allora sappiate che quel bambino ero io.

E'interessante che io e mia madre abbiamo sofferto di depressione post parto dopo la mia nascita.
Solo che,nel mio caso,la depressione va avanti da 57 anni.

...un tipo soprannominato Eichmann:
un nomignolo di moda a quei tempi nel nostro Paese per individui diversamente compassionevoli.

Mi capisco così poco.
E negli ultimi anni mi capisco ancora meno.

Mi sento colmare di una sensazione dimenticata:
la sensazione di essere.

La cosa migliore per me è non pensare.
A niente e a nessuno.

Sii gentile con lui.
Ricordati che ognuno vive solo per poco e dobbiamo rendergli piacevole il breve tempo che ha a disposizione.

Come si comporta un orfano?
E c'è differenza tra un orfano di padre e un orfano di madre?

Guardate un pò come il cervello non smette di lavorare nemmeno un istante,compreso il fine settimana,le feste e perfino il giorno del Kippur.
Ma che razza di contratto ha?

Avete presente quando vi capita fra capo e collo una malattia,soprattutto se è seria,di quelle che possono peggiorare,o meglio degenerare,e tutti fanno a gara a dirti che non è così terribile?
All'improvviso tutti conoscono qualcuno che ha sentito parlare di qualcun altro che da 20 anni ha la sclerosi multipla o il cancro,e vive benissimo.
O è addirittura migliorato!
E insistono talmente a cercare di convincerti che la situazione non è poi così disperata ,anzi!,che tu cominci a pensare di essere stato un idiota a non farti venire prima quella sclerosi.
Che vita fantastica avresti potuto avere con lei!
Che coppia meravigliosa sareste stati!

Sembra un ragazzino di 57 anni che si riflette in un vecchio di 14.

Non guardatemi così come sono ora:simpatico,allegro,divertente,una fonte inesauribile di risate.
Io sono sempre stato un bastardo,allora come oggi.
Non sapevo di avere dentro tanto lerciume.

E da allora mi porto dietro questa cosa.
E me la porterò dietro per tutta la vita.
Penso che il lerciume non mi si sia ancora stemperato nel sangue.
Non può stemperarsi.
Come potrebbe?
Una simile contaminazione!
Scorie radioattive...sì...è la mia Chernobyl privata.
Un unico momento che è bastato per tutta la vita e ancora oggi avvelena ogni cosa,ogni essere umano che tocco.

E poi nessuno ha il controllo sui propri pensieri.
Non si può fermare il cervello e dirgli di ragionare così piuttosto che cosà.

Per lo meno rimarrà qualche parola dopo di me.
Come la segatura dopo il taglio di un albero.

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